Basilicata, acqua o petrolio?

Petrolio e acqua in Basilicata
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In Basilicata si trivella da oltre vent’anni. La Basilicata è il Texas italiano. Peccato sia anche la riserva idrica d’Italia e soprattutto di PUGLIA, Campania e Calabria. Il lago del Pertusillo, in particolare, uno dei maggiori invasi che serve l’Acquedotto Pugliese, è circondato da pozzi di estrazione, ispezione e reiniezione. Gli studi condotti dalla prof.ssa Albina Colella, ordinaria di Geologia dell’Università degli Studi della Basilicata, fanno sospettare che il lago sia già occasionalmente soggetto a picchi di inquinamento. Significativi quantitativi di idrocarburi e metalli pesanti sono stati rinvenuti nei sedimenti dell’invaso. I preoccupanti dati raccolti, già denunciati alla procura, sono arrivati al grande pubblico grazie all’intervista rilasciata dalla prof.ssa Colella per la puntata sullo Sblocca-Italia del 22 febbraio di Presa Diretta. In assenza di azioni rivolte a ridurre la pressione antropica (soprattutto per le estrazioni petrolifere) lo stato ecologico dell’invaso è destinato a peggiorare e, potenzialmente, ad oltrepassare la soglia critica. L’art. 38 del c.d. “Sblocca Italia”, a cui il M5s si è opposto, raddoppia le estrazioni, semplifica le procedure e sottrae sovranità alle comunità locali.

È una situazione inaccettabile che chiama tutte e tutti noi all’azione.
SENZA ACQUA NON C’É ECONOMIA: chiedetelo ai lucani che hanno venduto i loro terreni o chiuso le attività legate all’agroalimentare per l’impossibilita di lavorare con la terra. Chiedetelo a chi si occupa di turismo. Matera 2019 è compatibile con l’impatto ambientale del petrolio? Come a Taranto, un settore rischia di divorare tutti gli altri che danno lavoro alla maggior parte dei lucani.
SENZA UNA BUONA ACQUA NON C’É SALUTE. Chiedetelo ai medici che chiedono dati certi, agli abitanti di Viggiano o del villaggio Pisticci Scalo.
SENZA ACQUA DI BUONA QUALITÀ, banalmente, NON C’É VITA. La Puglia può e deve fare rete con la Basilicata per opporsi allo stupro del territorio, alla distruzione dell’economia, alla sottovalutazione del diritto alla salute invocando il principio di precauzione e avviando una seria campagna di analisi puntuali e costanti iniziando dal Pertusillo, come richiesto anche dal Comitato pugliese acqua bene comune e dalla Rete appulo-lucana Salva l’acqua. Puglia, Campania e Calabria sono chiamate a lottare al fianco dei lucani contro una strategia economica ed energetica nazionale miope, che a fronte di limitati benefici nazionali e locali rischia di compromettere un bene comune di valore assoluto. Un bene comune che 27 milioni di italiani hanno chiesto di gestire in modo pubblico (e partecipato), fuori dalle logiche del profitto, in modo trasparente e nell’ottica di maggior tutela dell’interesse collettivo, nella straordinaria mobilitazione per i referendum del giugno 2011.
Perché SE PERDIAMO L’ACQUA, PERDIAMO TUTTO.
Se paragoniamo la natura ad una persona, l’acqua è il sangue. É VITALE. Abbondante ma contemporaneamente scarso. Se è colpito da una patologia, tutto l’organismo ne risente. Senza, si muore. Se l’acqua non è di buona qualità, tutto il territorio è malato. Se non la difendiamo non ci basterà cambiare “fornitore”, dovremo cambiare residenza, cittadinanza e poi trovare un buon pullman per Marte.

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