Apple studia l’Icar

Apple ha assunto un ex-executive di Fiat-Chrysler, Doug Betts, alimentando le speculazioni sul debutto della società di Cupertino nell’industria dell’auto con la iCar, una vettura elettrica. In base all’account Linkedin di Betts e secondo quanto scrive il Wall Street Journal, il manager sarebbe stato assoldato nel dipartimento “Operations” di Apple da circa un mese. Betts vanta un’esperienza trentennale nell’industria dell’auto, in società comeMichelinNissan e Toyota. Ha lasciato Fiat-Chrysler a novembre del 2014 dove era senior vice president per la qualità. All’inizio dell’anno il Wall Street Journal aveva scritto che Apple stava lavorando ad un progetto segreto denominato “Titan” per costruire un’auto elettrica.

L’auto è un business troppo importante per starne fuori, soprattutto se è ibrida e a guida autonoma, con buona pace di quelli che pensano che nel futuro ci muoveremo con meno ruote, senza motore o tutti insieme. Del resto, se un’azienda che ha in cassa 178 miliardi di euro (potrebbe comprare un terzo delle società quotate in Borsa) e ne capitalizza 700 (il valore più alto al mondo o il Pil dell’Olanda, se preferite) si interessa al mercato automotive, lo farà sicuramente per dei buoni motivi.

La squadra conta già più di cento persone e che è guidata daSteve Zadesky, un ex-ingegnere Ford che ha già fatto parte della squadra che ha realizzato l’iPhone, l’iPod e l’iPad, registrando 90 brevetti. Poi, ci sarebbero pure Johann Jungwirth, ex capo della ricerca e sviluppo di Mercedes-Benz (dallo scorso settembre responsabile del Mac System Engineering) e il celebre designer australiano Marc Newson, entrato in azienda per volere del boss del design Jony Ive proprio per lavorare dalla Gran Bretagna a un progetto “top secret”, spostandosi in California solo quando realmente necessario. Il suo curriculum parla di un passato nell’industria automotive e di un prototipo realizzato per Ford nel 1999. Si chiama 021C (foto sopra) e ha uno stile talmente minimale e geometrico che non si fa fatica a immaginarla con una mela sul cofano.

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