Si è ripreso a scavare tra le rovine dell’antica Kaulon sotto la guida dell’archeologo tedesco Oliver Pilz dell’università di Mainz “ Johannes Guttemberg” alla ricerca della strada (stenopos) che si collega alla plateia. I lavori iniziati da poco nei pressi della località San Marco a poche decina di metri dall’impianto termale di Nannon, termineranno a fine mese ma già sono venuti alla luce numerose anfore di età ellenistica, due monete bronzee provenienti da Siracusa e una serie d’argento d’età romana risalente al I a.C.

Si tratta di un lavoro certosino e affascinante che potrebbe consentire di espandere le attuali conoscenze sulle scarse e misteriose informazioni circa l’origine e lo sviluppo dell’antica Kaulon.

Unico dato certo è che in base ai primi ritrovamenti avvenuti in anni passati, i primi coloni greci si insediarono intorno all’ VIII sec a.C e la speranza di Pilz è quella di poter aggiungere altri tasselli alla conoscenza del sito.

Già nel 2012, proprio all’impianto termale di Nannon furono ritrovati  circa 30 mq di preziosi mosaici raffiguranti variopinti delfini e il famoso drago di Kaulon, appartenenti alla pavimentazione , certificando lo splendore dell’antica città in epoca romana.

Aiutato da un gruppo di studenti a lui devoti, l’archeologo tedesco vorrebbe divulgare la conoscenza di questo sito archeologico nel suo Paese e spera di poter tornare presto al fine di indagare nella parte nord, nei pressi del fiume Assi, dove presumibilmente si possa trovare la porta d’accesso e la cinta muraria di questa antica magnificenza.

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Di B. S. Aliberti Borromeo

Specialista in storia delle religioni e filosofia teoretica, insegna a Jena, Messina, Roma e Budapest.