I fatti del Sud: regione per regione, le notizie in evidenza di giovedì 20 giugno 2019

I fatti del Sud: regione per regione, le notizie in evidenza di giovedì 20 giugno 2019

Ecco le notizie principali del Mezzogiorno che troviamo sulle pagine dei principali quotidiani e siti di informazione.

Campania

Via al«superateneo»: ecco i docenti – Tre dottorati di ricerca attivati per il prossimo anno accademico, che poi diventeranno otto nell’anno successivo. Un totale di 43 docenti, 22 dei quali della Federico II, 11 di altre università italiane e 10 stranieri. La Scuola Superiore Meridionale adesso sta realmente per decollare.

Caserta, sparatoria nel bar – Un uomo di 45 anni, Gianfranco Lamonica, con problemi psichici, e’ entrato armato oggi in un bar del centro di Caserta minacciando di fare una strage. La polizia, intervenuta sul posto, e’ stata costretta a intervenire quando l’uomo ha puntato la pistola. Durante la sparatoria che ne e’ nata, il 45enne e’ rimasto ferito ed e’ stato trasportato in ospedale.

Puglia

Ultimatum di Mitta la Di Maio: lasciamo Taranto – La cancellazione delle tutele penali, già annunciata dal ministro Luigi Di Maio il 24 aprile scorso e prevista nel Decreto Crescita del governo, ha scatenato ieri la dura presa di posizione di  ArcelorMittal. La multinazionale dell’acciaio ha in sostanza lasciato intendere che è pronta a lasciare Taranto in quanto – in caso di mancata immunità – l’impianto rischierebbe di diventare «ingestibile». Il Mise ha provato a smorzare i toni, accennando alla possibilità di trovare una soluzione. Ma i parlamentari tarantini dei 5 Stelle fanno muro e il sindaco Melucci dice: «È finita l’epoca dei ricatti».

Basilicata

Le mani del caporalato anche su Matera – Sette milioni di beni e terreni sequestrati a imprenditori agricoli, «schiavi» nelle campagne materane e del Metapontino a lavorare ininterrottamente  per 14 ore. Questa è la sintesi dell’operazione compiuta dalla Guardia di Finanza e che ha determinato il blocco delle attività per  alcune aziende. I lavoratori venivano contattati essenzialmente attraverso i loro profili Facebook.

Calabria

Il decreto sanità è legge, scoppia la polemica. Tutti gli emendamenti vengono respinti e il provvedimento passa con 137 voti favorevoli: sblocco delle assunzioni, fondi per migliorare le infrastrutture, ma soprattutto un supercommissario. Queste le misure più importanti. Il ministro Giulia Grillo dice che è un giorno storico e annuncia: “Risolveremo anche il problema della carenza dei medici specialisti”. Ma per le opposizioni non ci sono dubbi: il decreto ha problemi di costituzionalità. Per la senatrice PD, Caterina Bini, “per il governo del cambiamento è più facile nominare un commissario a scapito dei servizi”. Duro anche il senatore forzista, Marco Sigladi: “Il governo dovrebbe chiedere scusa ai calabresi per avere attentato ai loro diritti”.

Il giallo della clinica. Lo hanno trovato ormai senza vita nella stanza dove era ricoverato è giallo sulla morte di un uomo disabile di 62 anni all’interno di una clinica privata di Cotronei asfissia da impiccamento incompleto la probabile causa del decesso. Stando ai primi accertamenti effettuati dai militari l’uomo sarebbe rimasto impigliato nelle fasce di contenzione fino a morire strangolato. Decisivi potrebbero essere i risultati dell’autopsia disposta dalla Procura di Crotone.

I tentacoli della Ndrangheta sul carcere di Cosenza. per anni gli ordini uscivano ed entravano dalla casa circondariale, con tanto di riunioni, riti di affiliazione, droga e alcool a disposizione. Due agenti di polizia penitenziaria, Luigi Frassanito e Giovanni Porco, sono stati arrestati con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Un terzo agente è indagato. Non usa mezzi termini Nicola Gratteri, il procuratore capo di Catanzaro che ha coordinato le indagini: per anni la Ndrangheta ha controllato il carcere di Cosenza approfittando di agenti penitenziari infedeli.

Sicilia

Maxi confisca al detenuto. E’ stato confiscato il patrimonio di detenuto, definito dagli inquirenti noto esponente della criminalità organizzata, ritenuto vicino al clan Cappello, di cui non sono ancora state fornite le generalità. Il sequestro dei beni, secondo gli inquirenti si tratta di un piccolo impero economico, era avvenuto nell’agosto 2017 ad opera della polizia di Catania. Il patrimonio sequestrato ammonta a svariati milioni di euro, tra beni mobili, immobili e aziende.

Sette fermi nell’agrigentino, anche un consigliere comunale – I Carabinieri di Agrigento hanno fermato sette persone accusate di associazione mafiosa. In carcere sono finiti boss e gregari delle “famiglie” di Licata e Campobello di Licata. Tra i fermati, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, c’è anche un consigliere comunale di Licata. L’inchiesta è coordinata dalla Dda di Palermo. In azione oltre cento carabinieri, supportati da un elicottero e da unità cinofile. Filmati incontri segreti fra gli elementi di vertice e gli affiliati della cosca mafiosa. Accertata un’estorsione per lavori edili realizzati in Germania. Documentati gli interessi del gruppo criminali nel settore delle slot machine.

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