Politica interna

 

Italicum: Riprende il dibattito sulla legge elettorale. Se l’incertezza emersa dall’ennesima elezione spagnola sembrerebbe aver ridato benzina ai suoi sostenitori (risolverebbe infatti situazioni di tripolarismo) si amplia il panorama di forze politiche che ne vorrebbero una riforma. A partire dai cattolici del Pd (Bersani, Veltroni, D’Alema) fino ad arrivare ad Alfano e Forza Italia. E così Guerini apre al dialogo, difendendo la legge elettorale senza però chiudere la porta. Anche sulla data del referendum sembrano esserci meno certezze, con Francesco Boccia che propone di rinviare la consultazione alla primavera 2017, mentre Renzi sembra intenzionato a proseguire per un voto in autunno.

 

Mattarella: In un’intervista su La Stampa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scuote l’Europa, annunciando che è “l’ora della concretezza” e invitando l’Italia a cogliere l’occasione per tornare protagonista. L’Ue, secondo Mattarella, non dovrà tergiversare su Brexit.

 

Torino: Primi problemi per la neo sindaca Chiara Appendino. Pochi giorni dopo la vittoria del ballottaggio, l’esponente del M5S aveva chiesto le dimissioni di Francesco Profumo da Compagnia di San Paolo. In questi giorni è arrivata la risposta, secca e precisa, che essendo stato eletto dai membri della fondazione Profumo non ha intenzione di lasciare. In chiusura Profumo ha comunque dichiarato di aver rispetto delle istituzioni e di essere pronto a dialogare con Appendino.

 

Politica estera

 

Ue: Il direttorio a tre (Francia, Germania e Italia) si è riunito ieri a Berlino per discutere della Brexit. Dall’incontro tra i leader è emerso un messaggio chiaro alla Gb: non verrà aperta nessuna trattativa finché non arriverà la notifica dell’uscita dalla Ue. Merkel ha voluto inoltre chiarire che non esiste nessun direttorio e che ogni decisione verrà presa dai 27 paesi membri dell’Ue. Accantonate temporaneamente le idee di rilancio del progetto europeo (sostenute principalmente da Renzi e Hollande) riguardo maggiore libertà sui conti per gli Stati membri, gli sforzi nel prossimo futuro si focalizzeranno su sicurezza interna ed esterna e immigrazione. La giornata è stata caratterizzata anche dagli attacchi verso Juncker, sferrati soprattutto da parte dei paesi dell’Est Europa che ne chiedono le dimissioni.

 

Inghilterra: Tra gli effetti della Brexit c’è stato il terremoto politico che ha travolto l’Inghilterra, con il vuoto creatosi dopo l’annuncio di dimissioni da parte di Cameron a cui i politici hanno risposto temporeggiando. Esclusa l’ipotesi di un referendum bis, Cameron continua a sostenere che sarà il suo successore ad attivare l’articolo 50 per l’uscita dalla Ue. Nel frattempo Boris Johnson (probabile erede alla guida dei conservatori) ammorbidisce lo strappo con l’Ue, spiegando che la Gb punterà sempre sui rapporti commerciali con l’Europa. Sulla leadership del partito Tory i vertici stringono i tempi, chiedendo entro giovedì i nomi dei candidati per arrivare alla proclamazione il 2 settembre. Si profila uno scontro tra Johnson e Theresa May, ministro del governo Cameron.

 

Spagna: Dopo il secondo turno di elezioni, il vincitore Rajoy prova a muoversi in vista di un’alleanza di governo che gli conceda la maggioranza assoluta. Guardando a destra l’alleanza con Ciudadanos non garantirebbe il numero di parlamentari utile, così Rajoy ha provato a dialogare con il leader dei socialisti Sanchez. La risposta ottenuta è stata però negativa, così come era successo a dicembre 2015 quando il leader dei Popolari aveva proposto all’avversario un governo centrista di larghe intese. La situazione spagnola rimane così in stallo, con la possibilità di nuove elezioni tra qualche mese.

 

Economia e Finanza

 

Mercati: Dopo il venerdì nero post Brexit, la riapertura dei mercati ha sancito una nuova giornata di perdite per tutte le Borse d’Europa. Piazza Affari è ancora maglia nera con una perdita di 3,9% che porta a -28% il bilancio da inizio anno. Seguono Francoforte (-3%), Parigi (-2,9%), Londra (-2,5%) e Zurigo (-1,8%). Prestazione migliore quella di Madrid (-1,8%), rinfrancata dalla vittoria dei Popolari di domenica. Gli spread mantengono valori sotto controllo (162 punti tra Btp e Bund), grazie all’alleggerimento quantitativo con cui la Bce continua ad operare. Procede inesorabile il crollo dei titoli azionari in tutti gli ambiti: banche, assicurazioni e risparmio gestito. Giù la sterlina che perde ancora nei confronti del dollaro, toccando il record negativo degli ultimi 31 anni. S&P infine decide di tagliare il rating della Gb (passato ad Aa) mantenendo un outlook negativo a causa della situazione d’incertezza del paese.

 

Banche italiane: La crisi dei mercati innescata da Brexit minaccia seriamente le banche, in particolar modo le italiane. Per affrontare il problema il governo sta varando le alternative. Dopo aver accantonato l’idea di chiedere alla Ue una sospensione temporanea del divieto di aiuto statale, la squadra guidata da Renzi sembrerebbe aver deciso di non sfruttare il Fondo Salva-Stati. Ecco perché sta prendendo corpo l’ipotesi della costituzione di un nuovo Fondo eccezionale, sul modello di Atlante. Questo Fondo garantirebbe parte del capitale di banche a rischio, con particolare attenzione a Monte dei Paschi di Siena. Le risorse del nuovo fondo potrebbero essere fornite dalla Cassa depositi e prestiti, così come avviene nel caso di Atlante.