Il quarto evento previsto nel calendario delle mostre della galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni per questo inizio estate è affidato all’artista milanese Gianmaria Giannetti con la sua mostra “Ha fatto lei questo orrore?”.

La mostra è un personalissimo quanto surreale omaggio al grande Pablo Picasso con cui Giannetti, con la sua solita malinconica ironia, ci rimanda indietro dal tempo lo stesso turbamento, lo stesso spaesamento di quel tempo, di quell’Europa muta e attonita, protagonista passiva e immobile dinanzi agli orrori della guerra, argomento purtroppo ancora oggi quanto mai attuale.

Ecco come Roberto Lacarbonara descrive l’opera magna della mostra:

Nel 1937 il governo repubblicano spagnolo commissiona a Pablo Picasso una grande tela da esporre a rappresentanza della Spagna nell’Esposizione Universale di Parigi. Picasso dipinge Guernica: una scelta radicale, coraggiosa, lontana da ogni celebrazione nazionalista, rivolta alla drammatica narrazione del bombardamento che il 26 aprile 1937 rade al suolo l’omonima cittadina basca. La guerra civile spagnola si conclude solo nel 1939 con circa un milione di morti e la vittoria di Franco. Quando, in risposta ad una guardia tedesca in visita al suo studio, Picasso si imbatte nella feroce critica del convenuto, la risposta è durissima. “Ha fatto lei questo orrore?” / “No, è opera vostra”.

A distanza di oltre 80 anni dalla realizzazione di uno dei massimi capolavori artistici e ideologici del Novecento, l’artista Gianmaria Giannetti si confronta con il dramma di Guernica attraverso un intervento pittorico in grado di rinnovare il profondo turbamento del dipinto cubista. Sulla riproduzione monocroma del dipinto originale, l’artista interviene stravolgendo ulteriormente lo spazio della rappresentazione, questa voltaattraverso soggetti ironici e grotteschi, stravaganti ed ambigui, in grado di moltiplicare lo spaesamento surreale della scena. L’intera narrazione iconografica risulta adesso imprigionata sul fondo, al di là delle tubature sovrapposte al dipinto. Un altro orrore, un’altra manomissione della storia, quasi il tentativo di superare il dramma attraverso la strategia dello scherno, dello scarabocchio e della dissacrazione. L’azione è sarcastica e violenta, trasforma le urla e la tragedia in una irrisoria decorazione, in uno sfondo scenografico dal sapore turistico e popolare: un muro imbrattato su cui un elettricista ha alloggiato tubi per l’elettricità.