Il clima migliore d’Italia? E’ a Catania

Sul podio del clima migliore in Italia ci sono Imperia, Catania e Pescara, con sei città del Sud e delle Isole nella top ten. Pianura Padana agli ultimi posti con Pavia, Vercelli, Novara e Lodi. In occasione del trentesimo anniversario della Qualità della vita, la classifica annuale del Sole 24 Ore sulle province italiane in cui si vive meglio, Il Sole 24 Ore di oggi pubblica la prima di una serie di tappe di avvicinamento alla classifica di fine anno mettendo per la prima volta a confronto le performance climatiche delle 107 città capoluogo di provincia in Italia. Il risultato è un indice del benessere climatico che fotografa il territorio attraverso 10 indicatori, ciascuno dei quali analizza l’andamento di un particolare fenomeno meteorologico città per città: ore di sole, ondate di calore, umidità relativa, raffiche di vento, brezza estiva, giorni freddi, piogge e nebbia sono alcuni degli eventi indagati per raccontare il gradimento del clima da parte della popolazione. La top ten della classifica per il tempo più mite, accanto a Catania e Pescara, vede la presenza di altre sei città del sud e delle isole: Bari, Crotone, Barletta Andria Trani, Cosenza e Siracusa. Premiato in generale il clima marino e penalizzato quello continentale. Nella top ten tutte città che si trovano sulle coste italiane: oltre alle prime tre, anche Livorno, Bari e Barletta Andria Trani, Savona, Crotone e Siracusa. Ad aggiudicarsi lo “scettro” di capitale del clima peggiore è Pavia: in generale la Pianura Padana si posiziona agli ultimi posti della classifica con Vercelli, Novara e Lodi.

Altri record: Siracusa si distingue per le ore di sole, Perugia per la brezza estiva e le città liguri per minori ondate di calore; Aosta e Sondrio tra le prime classificate (insieme alla già citata Imperia) per l’assenza di giorni di nebbia; · Trend negativo legato alle città nelle valli e nelle pianure, in particolare negli indicatori legati al caldo, perché territori lontani dal mare e dal vento: tra zone penalizzate c’è la valle interna di Caserta, la piana di Grosseto, il tavoliere di Foggia e così via?; · Mantova, che si trova al 99°posto, è la provincia che negli ultimi 10 anni ha registrato l’aumento più significativo della temperatura media dal 2008 al 2018, pari a quasi un grado centigrado; · Milano è tra le ultime dieci (96° posto), ultima tra le grandi metropoli dietro Bologna (75°), Roma (21°), Napoli (43°) e Firenze (51°). Per ogni parametro è stato elaborato il dato medio degli ultimi 10 anni (2008-2018), sino a ricavare un “Indice del clima” in base alla media dei punteggi riportati nei singoli parametri. Per ogni città è riportato anche l’andamento della temperatura media annua dal 2008 al 2018, che risulta ovunque in aumento.

L’indice del clima è il risultato di un lavoro inedito di datajournalism su un database climatico di oltre 1,84 milioni di record (16mila stringhe di valori meteo per ciascuna città). Per la prima volta l’indice del clima verrà utilizzato nella Qualità della vita 2019, la storica indagine del Sole 24 Ore pubblicata a fine anno che quest’anno compie 30 anni dalla sua prima edizione nel 1990. Sul Sole 24 Ore di lunedì 25 marzo anche i risultati di una ricerca sui cambiamenti climatici in Italia dal 1800 a oggi, che il quotidiano è in grado di pubblicare nella sua interezza. Dalla ricerca, avviata alla fine degli anni 90 dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) in collaborazione con l’università di Milano (UmiMi), emerge che rispetto all’anno 1800 l’Italia oggi è più calda di 2,3 gradi in media. La temperatura è salita soprattutto d’estate, la stagione che ha risentito maggiormente del riscaldamento climatico: in particolare, l’impennata si concentra per lo più dopo il 1980, data oltre la quale i termometri hanno segnato in media mezzo grado in più per ogni decennio. In Italia il 2018 è stato l’anno più caldo mai registrato dal 1800. Le scarse precipitazioni dell’inverno appena trascorso sono state, su scala nazionale, del 35% inferiori rispetto alla media. A farne le spese è soprattutto il Nord, dove il deficit sfiora il 50%, ovvero ha piovuto la metà di ciò che solitamente piove in inverno.

Basilicata, vince il centrodestra: Vito Bardi è il nuovo presidente. Crolla il M5S, cosa succede ora al governo

E’ stata tutta all’interno della Guardia di Finanza la carriera di Vito Bardi, l’ex generale delle Fiamme Gialle ad un passo dalla poltrona di nuovo presidente della Regione Basilicata per il centrodestra. Bardi è nato a Potenza il 18 settembre 1951. E’ sposato ed ha due figli. Ha intrapreso la sua lunga carriera militare nel 1967 essendo stato ammesso a frequentare la Scuola Militare “Nunziatella”, presso la quale ha conseguito il diploma di maturità classica. Ha frequentato l’Accademia del Corpo dal 1970 al 1974. È abilitato all’esercizio della professione “forense” ed è Revisore Ufficiale dei Conti. Ha conseguito, tra gli altri titoli, le lauree in Economia e Commercio; Giurisprudenza; Scienze Internazionali e Diplomatiche; Scienze della Sicurezza Economica Finanziaria. Oltre al Master di II livello, in Diritto Tributario dell’Impresa, presso l’Università Commerciale “L. Bocconi” di Milano. E’ titolato Scuola di Polizia Tributaria avendo frequentato nel biennio 1988-1990 il Corso Superiore di Polizia Tributaria. Ha preso parte a numerosissimi corsi professionali tra i quali spiccano quelli di “Progettazione e Realizzazione dei Sistemi Informatici”, “Formazione sulla Metodologia di Pianificazione”, “Tecniche di Controlli di Gestione per Uffici” e “Strategie Informatiche e Strategie Aziendali”. E’ conoscitore della lingua inglese essendogli stato riconosciuto il possesso del livello di II grado presso la Scuola di Lingue Estere dell’Esercito.

Crolla invece il Movimento 5 Stelle: pur confermandosi primo partito con circa il 20%, il suo candidato, Mattia è alò terzo posto, superato dal candidato del centrosinistra, Trerotola. Ed ora tutti si interrogano su quello che succederà nella coalizione di governo, dal momento che ancora una volta si assiste al fenomeno già registrato nelle precedenti consultazioni: la Lega (e il centrodestra) fa il pieno mentre i pentastellati sono in caduta libera.

Non a caso, il tema delle ripercussioni sul Governo del voto in Basilicata, apre le prime pagine dei principali quotidiani italiani. E un esame dei quotidiani può aiutarci a capire meglio la situazione.

Se il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sulla “Stampa” assicura che il Governo “va avanti”, il Corriere della Sera segnala il disagio che si vive all’interno del Movimento 5Stelle. Il quotidiano di via Solferino, riporta uno sfogo di Gianluigi Paragone, che visti gli esiti del voto in Basilicata, si sfoga e dà voce a un sentimento comune: “È stato un errore tenere fuori Alessandro Di Battista. Deve tornare al nostro fianco e combattere con noi. Perché stiamo diventando forza di sistema. E non basta fare il compitino, dobbiamo tornare a essere tsunami come una volta. Siamo tutti colpevoli di questa deriva. Dobbiamo fare un tagliando e cambiare tutto. Se non siamo capaci, beh allora scansiamoci. Non vale la pena andare avanti così, con questo governo”. Sfogo estremo, dice il Corriere, che però intercetta un sentimento che cresce nella base e in una parte dei parlamentari. La sconfitta in Basilicata va oltre le peggiori previsioni. Dopo qualche iniziale, e ingenuo, ottimismo, si era capito da tempo che il voto di ieri non sarebbe stato il momento della riscossa. La débacle giudiziaria romana, con l’ inchiesta su Marcello De Vito, è stata l’ ultima tegola. A livello locale il M5S deve combattere una disaffezione crescente di elettori disillusi e un totale caos organizzativo sul territorio. A tutto questo si aggiunge l’ atavico problema della solitudine: anche stavolta il Movimento si è infatti presentato con una sola lista, contro le tredici degli avversari, e decine di candidati e parenti in grado di smuovere il voto di «amicizia». Una purezza encomiabile ma perdente. Tutte cose note e stranote in casa 5 Stelle. Ma il momento della consapevolezza non si è sincronizzato con un’ altrettanto celere riorganizzazione. La “Stampa” ricostruisce la situazione in casa Lega dove Salvini non vuole una crisi di governo ma un riequilibrio pesante nell’ esecutivo. Alcuni indizi portano alle Infrastrutture e all’ Economia. Poi se ci sarà un vero e proprio cambio di ministri è ancora tutto da vedere. Sicuramente quello che interessa Salvini sono le linee politiche che dovranno seguire nel momento in cui si discuterà la prossima manovra economica, dopo il voto europeo. Vincere sempre può avere però delle controindicazioni. Nella stessa Lega ironizzano: “Troppe vittorie paradossalmente potrebbero farci scoppiare”. Se il Movimento 5 Stelle alle Europee dovesse piombare sotto il 20 per cento e il Carroccio centrasse la stratosferica previsione dei sondaggi del 35 per cento, si potrebbe verificare il cortocircuito gialloverde. Silvio Berlusconi magari sarà in grado di far sopravvivere Forza Italia sopra la soglia psicologica del 10% e Giorgia Meloni, con la sua operazione conservatrice-sovranista, supererà di slancio la barriera del 4%. Il centrodestra sarebbe pronto a raccogliere in eventuali elezioni anticipate una maggioranza assoluta e governare, magari con Salvini o Giancarlo Giorgetti presidente

La cucina della Campania, come si fanno le amate bottiglie di pomodoro

E’ una consuetudine ancora in uso nei piccoli centri dell’entroterra. Per ottenere almeno un kg di cnserva occorrono kg 10 di pomodori di San Marzano che siano maturi ma mai molli e g 180 di sale; vanno lavati ed asciugati con un telo uno per uno, poi bisogna dividerli in due nel senso della lunghezza ed esporli al sole su spianatoie di legno o, se ne avete a disposizione, su graticci, per restarvi dai tre ai quattro giorni, avendo cura di rientrarli in casa al tramontare del sole, in un locale però privo di mosche e di moscerini (nel caso coprite i pomodori con un telo). Pronti che siano, passateli al setaccio, salate e raccogliete il sugo in grandi scodelle possibilmente di coccio che esporrete al sole avendo cura di mescolare il succo tre quattro volte al giorno. A sera rientro e copertura delle scodelle. Questa operazione andrà avanti sino a quando la salsa non si sarà rassodata assumendo un colore rosso bruno. A questo punto ponete la conserva in vasi di vetro ricoperti di basilico, livellate la superf‌icie sulla quale avrete fatto calare un leggero strato di olio d’oliva extravergine.

Chiudete i barattoli di vetro con il loro coperchio, assicurandovi che la chiusura sia ermetica e sistemateli in luogo asciutto ed al buio.Quando userete la conserva diluitene l’occorrente (prendetelo con un mestolo di legno) in acqua calda, tenendola sul fuoco medio sino a quando la sua intensità sia idonea all’uso. Richiudete il barattolo aggiungendovi un altro f‌ilo d’olio. Allorché userete questa salsa siate parchi di sale in quanto lo avevate già incorporato nella conserva.

L’altra storia del Sud, un anno di feste nel regno di Napoli: la Domenica di Quaresima

La prima domenica di quaresima ha luogo la «rottura della pentola». Si appendono una o più pentole, che contengono bombons, piccoli lavori donneschi, fiori, o anche un uccello, sabbia, acqua o anche niente, a un cordoneche va fino al tetto, e i vari membri della compagnia uno dopo l’altro devono avvicinarsi con gli occhi bendati e battervi sopra col bastone.

Il fortunato guadagna una bella borsa, lo sfortunato che non riesce riceve dai frantumi acqua o sabbia sulla testa. Molti pongono anche la pentola sul pavimento e, perché il colpo riesca più difficile, chi colpisce si deve voltare alcune volte, prima di gettarsi sulla pentola.

Al principio della quaresima il popolo appende un limone o un arancio con sei penne, e un po’ più in alto un, piccolo pupazzo, sulla porta di casa. Ogni settimana si toglie una penna, e la domenica di Pasqua il pupazzo si fa scoppiare per aria con la polvere. Inoltre una bambola delle dimensioni di una robusta persona di donna viene sospesa sulla piazza Pennino, e a metà quaresima tra gran giubilo di popolo fatta a pezzi.

“Vita popolare a. Napoli nell’età romantica, Karl August Mayer”

Le altre puntate.

  1. 17 gennaio, San Antonio Abate – https://www.ilsudonline.it/laltra-storia-del-sud-un-anno-di-feste-nel-regno-di-napoli-17-gennaio-s-antonio-abate/
  2. La domenica di quaresima – https://www.ilsudonline.it/laltra-storia-del-sud-un-anno-di-feste-nel-regno-di-napoli-la-domenica-di-quaresima/

Le notizie in evidenza sui giornali di lunedì 25 marzo 2019

Economia e finanza

I nodi economici prima delle Europee. Repubblica: la polemica sui mancati rimborsi ai risparmiatori che avevano investito sulle banche fallite è solo il preludio. Poi toccherà alla stesura del Def, alla flat tax, al decreto crescita, nonché alle prossime nomine per le poltrone che contano nella Cassa Depositi Prestiti. In vista delle prossime scadenze finanziarie del Governo e – ancora di più – a due mesi delle elezioni Europee, Lega e Cinquestelle tornano con decisione all’attacco del ministro dell’Economia Giovanni Tria. E lo fanno in modo coordinato: troppo ossequioso con l’Europa e i vincoli di bilancio secondo i primi, troppo vicino ai banchieri e agli “interessi forti” per i secondi. Lega e Cinquestelle – si legge – spingono per inserire del Def le indicazioni di un “decreto crescita” con misure per la ripartenza delle opere pubbliche e alcuni interventi di semplificazione. In modo che possa essere giustificata – anche davanti all’Europa – una previsione di Pil nel segno della ripresa e dell’inversione di tendenza rispetto alla recessione tecnica in cui è caduta l’Italia dopo i dati dell’ultimo trimestre. Non solo. La Lega vuole indicazioni precise per potersi vendere un primo abbozzo di flat tax; non a caso l’ha citata lo stesso Salvini sempre dai commercianti. «L’importante è che si reimmettano soldi in circuito», ha commentato il ministro dell’Interno, aggiungendo che tra le ipotesi sul tavolo, quella a lui più gradita passa per un sostegno alle famiglie.

Pace fiscale a rischio insuccesso. Dalla prima del Sole 24 Ore: la scorsa settimana si è chiusa la chance di definizione degli avvisi di accertamento, spendibile – a termini di legge – fino al 23 marzo. Dalle prime segnalazioni raccolte da professionisti e uffici delle Entrate, la sanatoria potrebbe rivelarsi di scarso successo. Due i motivi: lo scarso appeal della richiesta del pagamento di tutte le imposte e i dubbi interpretativi sulla pace fiscale nel suo complesso mai chiariti dalle Entrate dopo Telefisco 2019. Per evitare il flop delle sanatorie ancora aperte – Pvc e liti pendenti – è allora urgente una circolare che sciolga i principali nodi. Ad esempio, che cosa fare se il Pvc diverge dal verbale di accertamento; oppure se si tratta di entrate proprie della Ue. O, ancora, come risolvere la mancata previsione dell’errore scusabile.
Sempre dal Sole si segnala: iI taglio alle pensioni d’oro è pronto. Ma per ragioni politiche scatterà soltanto a giugno, dopo le elezioni europee. Su un assegno di 120mila euro lordi, l’impatto della stretta varata dalla legge di bilancio 2019 annui sarà di 131,5 euro per 13 mensilità. A questa trattenuta andrà aggiunto iI recupero della decurtazione per i primi 5 mesi dell’anno. Se applicato in una volta sola, il peso sarà di 657 euro una tantum. Più vicina l’attuazione di un’altra misura prevista dalla manovra: la nuova perequazione per i trattamenti pensionistici fino a 1.522 euro mensili partirà da aprile. Mentre il primo trimestre del 2019 sarà spalmato sui mesi successivi.

Politica interna

Basilicata. Il centrodestra vince ancoraCrollo M5S. Il Corriere della Sera: “La Basilicata non è più rossa. Dopo 24 anni consecutivi di governo di centrosinistra, ieri la svolta storica: Vito Bardi, candidato della coalizione Lega-Forza Italia-FdI, ha conquistato la presidenza della Regione. Secondo le proiezioni del Consorzio Opinio Italia per la Rai, il generale della Guardia di finanza in pensione voluto da Berlusconi come candidato ha ottenuto il 42,8% delle preferenze. Carlo Trerotola, centrosinistra, si è fermato al 32,8%. Terzo Antonio Mattia, del Movimento 5 Stelle, accreditato al 19,7%. Nell’ultimo test prima delle europee di fine maggio, l’asse Salvini-Berlusconi-Meloni, avversari a livello nazionale ma alleati nelle regionali, si è dunque rivelato di nuovo vincente, dopo le marce trionfali in Abruzzo e Sardegna”. Sempre Il Corriere: Matteo Salvini festeggia la vittoria quando le urne sono ancora aperte. Non si fa condizionare dalla scaramanzia, perché arriva alla festa leghista a Treviso con in tasca un sondaggio che vede il centrodestra in vantaggio di 4-5 punti. Il successo si consolida nella notte (il distacco si aggira intorno ai dieci punti). «Anche la Basilicata sarà governata dalla Lega. Un’altra vittoria dopo Abruzzo, Molise, Sardegna, Friuli Venezia Giulia. Stiamo arrivando dappertutto, spazzeremo via la vecchia classe politica e i burocrati che ancora cercano di fermarci». Repubblica: “La crisi del Movimento 5 stelle e del suo leader Luigi Di Maio è conclamata. II lavoro per arginarla, appena cominciato. Prima ci sarà il viaggio negli Stati Uniti, a partire da domani, un modo per togliere a Salvini lo scettro di “amico americano”, ma ci sarà soprattutto il lavoro di riorganizzazione del partito: con delegati cui verranno dati pieni poteri sui territori. La Stampa intervista il premier Conte: D.: Presidente Conte, le elezioni regionali in Basilicata rischiano di destabilizzare il governo? Conte: «Assolutamente no. Le competizioni locali non possono condizionare l’esperienza di governo nazionale. Le due cose vanno distinte. Altrimenti bisognerebbe riformulare la squadra di governo ogni mese». D.: Salvini continua a crescere nei voti e nei sondaggi. Di Maio cala nei voti e nei sondaggi. R.: «Questi ultimi appuntamenti elettorali non hanno segnalato performance brillanti per il M5S, ma bisogna mantenere lucidità e fare riferimento a un contesto più ampio e prospettico quando si ragiona di scenari futuri. Il governo sta marciando a passo veloce. I risultati stanno arrivando. E questa è la cosa più importante». «Salvini e Di Maio sono uomini responsabili e non ho motivo di pensare che possano mettere in discussione la prospettiva di proseguire nell’azione di governo». Si «va avanti. Rivedremo il contratto, nessuna manovra bis». «lo colloco i miei impegni istituzionali nell’orizzonte temporale di questa legislatura».

Si riapre lo scontro sullo Ius soli. Repubblica: “È scontro fra il sindaco di Milano Beppe Sala e il vicepremier Matteo Salvini sulla cittadinanza da conferire a Rami, il ragazzo “eroe” che ha dato l’allarme dal pullman dirottato mercoledì a San Donato da Ousseynou Sy. «Non voglio mettere il cappello su questi fatti, come fanno tanti, perché il tema è complesso. Certo, però la risposta di Salvini a Rami “fatti eleggere” mi sembra che non abbia senso. È un modo per sfuggire al dibattito». «Adesso – ha aggiunto Sala – si riattiverà il dibattito sullo ius soli che è una questione significativa. Giusto che ne parli il Parlamento, quindi io voglio evitare di cavarmela con delle battute. Ma certamente c’è un tema di tanti ragazzi che sono nati in Italia e che vivono nella nostra cultura». Su Rami Salvini dice che stanno «proseguendo tutte le verifiche del caso. Spero di incontrarlo presto e ringraziarlo per il suo coraggio». E più tardi, a Treviso, in un comizio: «Se c’è un ragazzino di 13 anni che fa un gesto importante, in via eccezionale si può dare un riconoscimento». Un premio, non un diritto, insomma. «In modo quasi casuale, con la vicenda di San Donato si è riproposta l’esigenza di come riconoscere la cittadinanza a chi è nato e vive in Italia. Italiano, insomma, ma senza cittadinanza. Rami è in sé un emblema, un segnale positivo e insieme un’ingiustizia. II segno di qualcosa che non funziona». Minniti indica la prossima battaglia, quella che il Pd ha già perso una volta in una intervista rilasciata a Repubblica: “È il momento di battersi per lo Ius soli”. Sempre sul quotidiano parla stamane monsignor Paglia, il ministro di papa Francesco: “Quella legge va fatta, il governo voli più alto”. Sulla Stampa iI professore, ex presidente della Corte costituzionale Valerio Onida: “La cittadinanza può arrivare a 4 anni dalla domanda, uno scandalo”. “La normativa in vigore è troppo restrittiva”. Il decreto “Salvini” ha introdotto delle norme che creano ulteriori diseguaglianze”.
Infine sul Corriere: intimiditi, forse un poco, dalle luci degli studi Rai, ma impettiti con in testa il berretto dell’Arma, con la fiamma d’argento. Eccoli da Fazio, Ramy e Adam, i ragazzini eroi del bus, abbracciati ai bravi e coraggiosi carabinieri che hanno collaborato a liberarli. «Vogliamo diventare carabinieri anche noi», dicono.

Politica estera

Caso Russiagate, Trump assolto. Il Corriere della Sera: “Per Mueller nessuna collusione con la Russia nella campagna di Trump”. Il ministro della Giustizia americano Barr ha consegnato al Congresso le conclusioni principali del rapporto del procuratore speciale per il Russiagate. Non è stata trovata alcuna prova che dimostri che qualsiasi funzionario della campagna Trump abbia consapevolmente cospirato con la Russia in vista delle elezioni per la Casa Bianca del novembre 2016. Non chiara la posizione sul reato di ostruzione alla giustizia. “E’ una vergogna che il nostro Paese abbia dovuto sopportare tutto questo”, ha detto il presidente Donald Trump. Su Repubblica: “Trump non ha agito in combutta coi russi” ma spunta l’altro reato: “Ostruzione ai giudici”. Si legge: “Il comportamento del neopresidente faceva pensare a forme di complicità, così come i suoi tentativi di fuoriviare gli inquirenti. I suoi collaboratori mentivano sotto giuramento agli agenti del Fbi sui rapporti con i russi”.

Brexit e agenda Macron-Merkel. Repubblica sulla Brexit: sabato sera il Sunday Times lancia la notizia bomba: «C’è un golpe in corso nei confronti di May, 13 membri dell’esecutivo sono passati all’attacco, la premier verrà defenestrata nel Consiglio dei ministri di lunedì (oggi, ndr)». «È fuori controllo: deve andarsene». Da settimane si parla di un accerchiamento di ministri nei confronti di Theresa May, ma negli ultimi giorni i “congiurati” hanno alzato la pressione su May, che sta cercando di portare disperatamente a termine una Brexit sempre più velenosa, in un partito conservatore e un governo dilaniati. Le ricostruzioni degli ultimi giorni a Downing Street ricordano “Assassinio sull’Orient Express”, in cui tutti, uno a uno, danno una coltellata alla vittima, cioè May, giudicata incapace di completare la Brexit. Tra i possibili successori il vicepremier David Lidington.
La Stampa: l’appuntamento è per oggi, nel Palazzo Bourbon, ai limiti del giardino del Luxembourg, la sede del Senato francese: lì, in una cornice solenne e scenografica, si terrà la prima riunione dell’assemblea parlamentare franco-tedesca, prevista dal nuovo trattato di cooperazione tra Francia e Germania, firmato da Emmanuel Macron e Angela Merkel lo scorso 22 gennaio ad Aquisgrana. Sulla carta, un evento importante, simbolicamente e non: la possibilità di rilanciare «dal basso» quell’alleanza tra i due Paesi, a lungo colonna vertebrale dell’Europa, in tempi in cui Parigi e Berlino non si ritrovano sempre e necessariamente sulla stessa lunghezza d’onda. Nell’occasione 100 politici tedeschi e francesi definiranno i punti chiave dell’alleanza.

Le arance rosse della Sicilia arriveranno in Cina

Il gruppo Cinese Alibaba ha annunciato che inizierà a portare le Arance Rosse di Sicilia in Cina, secondo quanto recita un comunicato avvalendosi del supporto del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, assieme aquello del Distretto Agrumi di Sicilia. Una operazione che riconosce il potenziale di questo frutto che verrà posizionato “in una fascia di mercato premium”, di alta qualità, e distribuito a partire dalle prossime settimane, inizialmente tramite Mr Fresh di Tmall, una dei marketplaces on line del Gruppo che conta 637 milioni di consumatori cinesi attivi, e Freshippo, catena di supermercati “New Retail” del gruppo Alibaba. Secondo il ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio “oggi, con lo sbarco dei primi carichi di arance rosse siciliane in Cina, come avevamo promesso, si apre ufficialmente un nuovo mercato dalle grandi potenzialità per le nostre esportazioni e per tutto il Distretto Agrumi di Sicilia.

La possibilità di esportare le arance siciliane attraverso la più grande piattaforma di e-commerce in Cina è sicuramente una garanzia in più per i produttori e gli agricoltori italiani, che hanno così l’opportunità di allargare il proprio bacino di domanda e conquistare nuove fette di mercato, e per i consumatori ai quali garantiamo che quelle arance che trovano sugli scaffali virtuali sono Arance Rosse di Sicilia Igp e al cento per cento made in Italy. Andiamo avanti su questa strada – ha concluso Centinaio -. Mantenere l’eccellenza e la qualità dei nostri prodotti è la nostra priorità”. “Per il team italiano di Alibaba sono stati due anni di intenso lavoro a fianco del ministero e del Distretto degli agrumi di Sicilia e siamo quindi più che mai orgogliosi di poter oggi valorizzare anche su un mercato importante come quello cinese una filiera strategica come quella delle Arance Rosse di Sicilia”, ha commentato Rodrigo Cipriani Foresio, managing director di Alibaba per Italia, Spagna, Grecia e Portogallo e General Manager Europa, Tmall Business Development.

“Due anni fa lo avevamo promesso e non appena ce ne sono state le condizioni ci siamo messi all’opera. Adesso finalmente ci siamo. Abbiamo molta fiducia che i consumatori cinesi sapranno apprezzare questa eccellenza italiana: del resto, la dieta mediterranea è sempre più apprezzata in Asia per i suoi provati benefici sulla salute, e un prodotto come l’arancia ne è uno dei protagonisti, insieme alle tante altre produzioni di qualità agroalimentari del nostro paese già presenti sulle nostre piattaforme. I primi carichi di arance, acquistati dalle aziende Oranfrizer e Pannitteri (con il marchio Rosaria), viaggeranno su due vie, rispettivamente per nave e via aereo, per permetterci di testare il modo migliore di garantire ai consumatori cinesi un prodotto all’altezza della sua rinomata qualità” A dicembre era stato anche firmato a Milano il rinnovo del Memorandum of Understanding tra Mipaaft – Icqrf e Alibaba finalizzato proprio a promuovere le eccellenze agroalimentari di qualità certificata del nostro Paese su tutte le piattaforme del Gruppo Alibaba.

IL COMMENTO. Lavoro e salute, gli articoli ignorati della Costituzione

Ignorare la Costituzione !

L’Italia é una Repubblica fondata sul lavoro(art. 1)

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto della persona all’interno della colllettività in uno con art.2087 c.c. integrità psicofisica  del lavoratore;

La Repubblica tutela e incoraggia il risparmio.

Nella realtà quotidiana il lavoro e’un privilegio che spetta solo a chi é nel giro di amicizie politiche attraverso uno scambio di consensi quindi il sistema si regge  sul clientelismo e non sul diritto al lavoro per tutti;

La salute non é solo ignorata attraverso le mancate assistenze di farmaci e strutture ospedaliere che vengono continuamente chiuse,ma anche attraverso lavori volutamente stressanti creati apposta per non amici che sono costretti a lavorare a centinaia di km da casa con bassi stipendi e lavori umili.

Ciò impedisce al lavoratore il sogno di una famiglia e ne peggiora nel tempo con stress e mobbing le condizioni psico fisiche che poi cedono;precarieta esistenziale che mina le resistenze umane;

La difesa del risparmio non esiste e abbiamo visto centinaia di casi di famiglie e pensionati che hanno perso tutto ciò che avevano spesso la speranza nel futuro e spesso con gravi decisioni autolesionistiche.

le Banche non sono controllate impiegati addestrati e cinici propongono in mala fede investimenti spazzatura divorando sacrifici di una vita e questo per elargire a managers e dirigenti milioni di euro  e ricapitalizzare apparentemente la banca e spesso offrendo ai politici e ai potenti di turno enormi prestiti senza garanzie e sapendo di non più recuperarli.

Ricostituire non la Costituzione ma cambiare un sistema marcio e delittuoso  penalizzando severamente le aziende clientelari e sfruttatrici e chiudere le banche che sono solo centri di poteri e di immiserimento sociale.

Alfredo Taglialatela

A Vincenzo Musacchio il premio nazionale Don Peppe Diana

Vincenzo Musacchio, giurista, docente di diritto penale e direttore scientifico della Scuola di Legalità intitolata proprio a don Peppe Diana, è tra le persone cui è stato assegnato la menzione speciale “Premio nazionale don Peppe Diana – Per amore del mio popolo”. A volerlo è stata la famiglia del sacerdote ucciso il 19 marzo del 1994, insieme al “Comitato don Peppe Diana” e Libera Caserta. “Per la sua instancabile azione di diffusione della cultura della legalità con particolare riferimento alla lotta alle mafie, alla corruzione e con predilezione per l’approfondimento della nostra Costituzione”. 

L’annuncio, come per regolamento del premio, avviene sempre il 21 marzo, primo giorno di primavera e giorno dei funerali di don Diana. Insieme a Musacchio saranno premiati, Ilaria Cucchi, Papa Francesco, Roberto Di Bella. Il Premio è assegnato ogni anno assegnato a personalità di fama nazionale e internazionale che hanno saputo meglio incarnare, nel campo artistico, sociale, religioso, politico, economico, delle professioni, il messaggio di Don Peppe Diana contribuendo alla denuncia e alla costruzione di comunità libere alternative alle mafie.

Tra i nomi di spicco cui è andato il Premio nazionale don Peppe Diana ci sono: Milena Gabanelli, giornalista e autrice di Report, Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, Roberto Saviano, giornalista, Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia, don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Toni Servillo, attore napoletano di fama internazionale, Pif (Pierfrancesco Diliberto), regista e attore ed Enzo Avitabile, cantante.

Il premio della menzione speciale va a Musacchio, proprio nel venticinquesimo anniversario della morte di don Peppe, consiste in una vela in miniatura, opera dell’artista Giusto Baldascino, già installata nel Parco cittadino di Casal di Principe dedicato a don Giuseppe Diana. La cerimonia di consegna dei premi avverrà il 4 luglio prossimo, a Casal di Principe, nel giorno del compleanno di don Peppino Diana proprio nella casa che fu del sacerdote assassinato dalla camorra. Per Musacchio è il meritato riconoscimento per la sua opera di divulgazione della cultura della legalità tra le giovani generazioni.

“Ricevere questo premio – ha detto il giurista molisano – significa sentire l’abbraccio e la riconoscenza di don Peppe, della sua famiglia e della sua comunità”. “Non è da poco ricevere un premio – continua Musacchio – così importante, poiché questo significa che esiste ancora una comunità, quella di Casal di Principe, pronta a ascoltare e a vivere il valore della legalità”. “Ne sono onorato e spero – conclude Musacchio – che questo riconoscimento possa servire a sensibilizzare la nostra classe politica sul problema serio della lotta alle mafie”.

Al nostro collaboratore i complimenti del Sud on Line.

I vulcani della Campania, a che punto è il rischio

Campania e vulcani: a che punto è il rischio? Il 25 marzo a Napoli il convegno Mitigare i rischi: la conoscenza a tutela del territorio metterà a confronto scienziati e ambientalisti sull’area più pericolosa e dimenticata d’Italia. E’organizzato dalla Sigea e dall’Ordine dei Geologi a Villa Doria d’Angri Università degli Studi di Napoli Parthenope (programma su www.geologicampania.it).
Lo chiamano “La montagna”, ma il Vesuvio è un vulcano, attivo e soprattutto imprevedibile. E’ effusivo come l’Etna, esplosivo come Stromboli. A volte ha eruttato soltanto cenere, e può essere devastante come nel 79d.C. quando seppellì Pompei e Ercolano. Il rischio sismico dell’area napoletana comprende anche la zona Flegrea e Ischia. Il Monte Epomeo provoca terremoti come il recente del 2017 o quello epico del 1883 nel quale morirono i genitori di Benedetto Croce, ma può esplodere dopo secoli di quiescenza, come il Pinatubo nel 1991.
Nel corso del convegno si affronteranno temi quali il ruolo della ricerca storica, i rilievi delle criticità, il monitoraggio delle aree, i danni prevedibili causati dalla sottovalutazione umana del rischio. La speculazione urbanistica dell’area napoletana e flegrea riguarda un milione e duecentomila persone. Vivono in una zona a alto pericolo. La Regione Campania si sta attrezzando con un protocollo d’intesa ancora non perfezionato.
La scienza deve confrontarsi con lo sviluppo tecnologico e l’acquisizione delle informazioni, l’interpretazione dei fenomeni e il monitoraggio travolgente dei dati che arrivano parossisticamente. Gli strumenti sono più efficaci del passato ma c’è il problema dell’interpretazione a stretto raggio. Il Vesuvio è tranquillo, sembra, ma i Campi Flegrei si sollevano, da alcuni anni a questa parte, in maniera costante: meno di un centimetro al mese. La pagina del sito della regione Campania che informa sul rischio sismico, assume come riferimento i tre colori del semaforo. Il Vesuvio è verde. Non ci sono riferimenti per Ischia. I Campi Flegrei sono arancioni.
Le conclusioni del convegno sono affidate al vulcanologo Giuseppe Luongo. Per far comprendere in maniera elementare la struttura dei Campi Flegrei, in una pubblicazione del 1988 (Cenere, fotografie Antonio Biasiucci – Ed. Sintesi) Luongo utilizzò l’immagine della pasta della pizza non stesa a regola d’arte . Quando la mano inesperta la assottiglia in un punto. Questo assottigliamento della crosta terrestre ha reso la zona Flegrea più vulnerabile, più sensibile ai movimenti interni della Terra, più vicina al suo centro, al suo nucleo. Sono nati ventotto vulcani. Alcuni sono spenti. Uno, Monte Nuovo, si formò in cinque giorni nel 1538. Dorme da allora. Sogna. Mica è spento.

Maria Tiziana Lemme

Le notizie in evidenza sui giornali di venerdì 22 marzo

Economia e finanza

Cina, la Ue accelera sul golden power. Il presidente cinese Xi Jinping arriva in Europa (prima in Italia e poi in Francia) e l’Ue corre ai ripari. Decide di proteggere il suo mercato interno avviando modifiche senza precedenti alla sua tradizionale politica di concorrenza, alle regole sull’antitrust e sugli appalti. Se la cena di ieri sera tra i Capi di Stato e di Governo è stato solo un “antipasto” per definire i rapporti economici tra il vecchio continente e il gigante asiatico in vista del periodico vertice tra Ue e Cina che si terrà il 9 di aprile è dalle conclusioni del Consiglio che verranno approvate oggi che ci si aspettano le più importanti novità. Con Pechino definita «concorrente economico» e «rivale sistemico», si pensa ad uno scudo protettivo — una sorta di golden power Ue — che nel nome della reciprocità escluda i cinesi, e le loro aziende finanziate dallo Stato, dall’accesso agli appalti pubblici europei fino a quando la Repubblica popolare non aprirà i suoi mercati alle nostre aziende. Il tutto, auspica l’Europa, restando uniti, in modo da non disperdere le forze nel confronto con il colosso asiatico. Come dimostra la scelta di Macron, in vista del vertice Ue-Cina del 9 aprile, di ricevere Xi Jinping all’Eliseo insieme a Merkel e Juncker. E senza il premier Conte.

Mercato del lavoro. Nei primi due mesi dell’anno è tornata a crescere la cassa integrazione straordinaria, +24,32% nel confronto tendenziale, addirittura, +64,30% nell’industria, che ha interessato soprattutto sei regioni Piemonte, Liguria, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna (per il riacuirsi o l’ingresso di nuove aziende in situazioni di crisi – il governo ha dato la possibilità, a tutti, di allungare di 1 anno le Cigs in scadenza). A gennaio, sono schizzate in alto anche le domande di disoccupazione: è stata ancora una volta superata quota 200mila unità, segnando una crescita a doppia cifra, +13,4%, rispetto alle 177.505 istanze presentate all’Inps a gennaio 2018. Salgono i contratti a tempo indeterminato, in particolare le trasformazioni di precedenti rapporti di lavoro a termine. Segnali che sono il frutto del rallentamento dell’economia, e del decreto legge Dignità, andato a regime lo scorso novembre, che ha incrementato i vincoli e gli oneri sui contratti a termine. I quali, non a caso sono scesi, ma non sempre perché trasformati in assunzioni a tempo indeterminato, bensì semplicemente perché non rinnovati, precipitando gli interessati nella disoccupazione. I dati sono dell’Inps, contenuti nell’Osservatorio sul precariato (aggiornato a gennaio) e nel Report su cassa integrazione e disoccupazione (aggiornato a febbraio).

Politica interna

Il “piccolo eroe” Rami. Dopo la strage sfiorata dello scuolabus a San Donato Milanese, parte la gara per dare la cittadinanza italiana per meriti speciali a Rami. Il “piccolo eroe” tredicenne, nato in Italia e di origine egiziana, per primo ha lanciato l’allarme telefonando di nascosto con il cellulare ai carabinieri e contribuito a salvare la vita ai compagni di scuola. Ma cresce anche l’idea di togliere la cittadinanza a Ousseynou Sy, all’autista italiano, nato in Senegal, che oggi viene interrogato ed è accusato di strage. Il vicepremier Luigi Di Maio promette di parlarne con il premier Giuseppe Conte e spiega che «Rami ha messo a rischio la vita per salvare quella dei compagni, la cittadinanza per meriti speciali si può conferire quando ricorre un eccezionale interesse dello Stato». Però aggiunge: «Credo sia un dovere togliere immediatamente la cittadinanza a quel criminale che stava per compiere una strage». Secondo l’ex ministro Pd, Livia Turco, invece «sono fatti che creano angoscia e allarme, ma che vanno compresi, nel senso di comprenderne la ragione». Incredulo il ministro dell’Interno Salvini: «Questi del Pd anche di fronte a una tentata strage di cinquanta bambini non riescono mai a dire una cosa giusta». Di Maio crede che anche l’Italia debba iniziare a dotarsi di una National Security Strategy sul modello Usa. <Ci sta lavorando il ministro Trenta, dietro la guida di Palazzo Chigi>

Toninelli passa il test, ma pesano le assenze. “Respinte le due mozioni di sfiducia Maggioranza in difficoltà sui numeri”. Il caso è beffardo e fa in modo che il nome estratto dalla presidente Casellati per avviare la «chiamata», che salverà Danilo Toninelli dalla sfiducia, sia quello del leghista Armando Siri: quel sottosegretario che in un’intervista «non sapeva che lei fosse suo ministro», sfotte il piddì Andrea Marcucci. Ma questo è il prezzo delle alleanze e Siri si avvia disciplinato al banco della presidenza a pronunciare per primo il suo «no». Fa niente la divergenza di vedute su Tav e opere varie. «Ma ridiscutere la Tav è un dovere assunto dal governo fin dalla sua nascita e io sono coerente», si difende in aula Toninelli. Il no all’autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno è stato ottenuto grazie al supporto di Forza Italia e Fratelli d’Italia; mentre le due mozioni di sfiducia del Pd e di FI contro il ministro delle Infrastrutture sono state respinte rispettivamente con 159 e 157 voti.  Durante il dibattito ci sono state tensioni e polemiche. Giro (FI) incalza: «Toninelli abbandonato dalla Lega: chi era fuori, chi al bagno, chi al ministero, chi in giro al sole romano…». Per Salvini quelle assenze «non hanno alcun valore politico. Guardo ai fatti. L’importante è che la maggioranza ci sia quando ci deve essere».

Politica estera

Brexit. Dai leader Ue due opzioni per il rinvio. Per la prima volta, l’unità dei Ventisette sulla Brexit appariva messa in dubbio ieri sera durante un atteso vertice europeo. Al centro della diatriba tra i capi di Stato e di governo era la richiesta della Gran Bretagna di ottenere un rinvio dell’uscita del Paese dall’Unione, oggi fissata per il 29 marzo. A tarda sera a Bruxelles, i leader erano ancora riuniti alla ricerca di un drammatico compromesso sulla data del rinvio e sulle eventuali condizioni da imporre a Londra. Certamente non il 30 giugno chiesto dai britannici, ma i 27 capi di Stato e di governo vogliono fare il possibile per evitare l’uscita senza accordo. Per questo hanno messo sul tavolo due date: il 22 maggio e il 12 aprile. La prima opzione scatterebbe nel caso in cui Theresa May riuscisse, la prossima settimana, a far approvare l’accordo negoziato con l’Ue a Westminster. In caso contrario verrebbe attivata una mini-proroga di sole due settimane: entro quella data i britannici dovranno decidere se uscire dall’Ue senza accordo oppure se chiedere un’estensione lunga. E, di conseguenza, partecipare alle Europee. La data del 12 aprile è infatti legata alla tempistica necessaria per poter avviare tutte le procedure elettorali nel Regno Unito.

Trump dona il Golan a Netanyahu. Mancano 19 giorni al voto per la Knesset, il parlamento israeliano, e a sorpresa un tweet di Donald Trump entra come un treno nella campagna elettorale. Dopo giorni di consultazioni riservate fra l’amministrazione americana e il governo di Benjamin Netanyahu, Trump ha annunciato che gli Usa intendono riconoscere la sovranità israeliana sul Golan siriano occupato da Israele. «Dopo 52 anni, è il momento per gli Stati Uniti di riconoscere in pieno la sovranità di Israele sulle Alture del Golan», ha scritto il presidente, imponendo una ennesima svolta pro-Netanyahu alla politica della sua amministrazione. Per Netanyahu, che ha subito chiamato Trump al telefono, è una decisione «coraggiosa» che «cambia la storia». È il caso di dirlo. Per la prima volta lo Stato ebraico vede riconosciuta una sua annessione unilaterale. Netanyahu coglie una vittoria strategica in grado di proiettarlo verso un quarto mandato dopo le elezioni del 9 aprile, nella veste di «miglior difensore della sicurezza», in grado di riuscire dove i precedenti leader hanno fallito, perché il riconoscimento arriva «mentre l’Iran utilizza la Siria come piattaforma per distruggere Israele».

Intervista con Sergio Muniz: “Io,  attore e cantautore. Ma anche papà”

Di Fausta Testaj

  • Sergio Muniz, come mai sei in tournèe dal 2007? Ti piace la vita da girovago?

Ho voluto fare un pò di marcia indietro, ho iniziato a recitare facendo dei ruoli da protagonista, poi la maggior parte dei personaggi che mi offrivano non mi davano la possibilità di poter creare e quindi di crescere come attore. Erano scritti con testi banali che io pensavo: ”Ma perchè devo dire queste cose” e mi sono detto:” voglio fare questo lavoro? Facciamolo seriamente”. Quindi sono ritornato a scuola di recitazione perchè per mio diletto già studiavo recitazione dal 1998 è stato un riprendere un’altra volta gli studi.

  • So che canti anche da solista hai inciso un singolo dal titolo :” LA MAR” ed un album che si chiama :” S. MUNIZ”

Più che cantare scrivo canzoni ma in realtà stanno uscendo adesso 2 album che sponsorizzerò a giugno. Nell’ultimo c’è anche il singolo” Que Calor” che si trova anche su yuotube digitando S. Muniz que calor

  • Ti piacerebbe fare tournèe da cantante solista

Nel mio piccolo le ho già fatte, per puro piacere. Per guadagno è un’altra cosa: quando le attività diventano troppo grosse e diventano un vero lavoro vanno al di là di quello che è il piacere, non lo so quanto ho voglia di questo. Voglio che esca l’album,che la gente lo senta, andare a suonare ogni tanto in giro, questo si. Forse farò tourneè un pochino più grandi di quelle che ho fatto fino adesso. Però il mio lavoro ce l’ho già. La recitazione non la lascio.

  • Qual’è il tuo genere musicale preferito?

Ascolto vari tipi di musica, conosco di tutto. Il singolo di cui ti ho parlato “Que Calor” è una rumba ma ho scritto anche delle canzoni un pò etniche in Sanscrito, Inglese e Spagnolo, poi un’altra più rock, un’altra più pop, tutto quello che mi piace faccio. E non sono l’unico. Tanti altri artisti fanno così: dalla musica più semplice a quella più complicata.

  • Oggi parteciperesti all’Isola dei famosi ?

No, già non volevo andarci nel 2004 mi hanno dovuto mandare in Sardegna a parlare con G. Gori e S. Ventura perchè gli avevo già detto di no 2 volte io nella moda ero già molto riconosciuto a livello Mondiale mi mancava solo la popolarità presso il grande pubblico italiano, l’isola mi ha dato quella, che poi è una cosa che io non amo tanto.

  • Hai mai pensato di fare regia?

Non è una cosa che mi dispiace: nel mio piccolo qualche video clip me lo sono auto prodotto e auto girato. Per esempio quello della mia canzone “Bodysurfing”. Lo abbiamo fatto insieme a Jontom con immagini nostre. E’ una cosa in cui mi diletto ma è per divertimento. Chissà: sono ancora giovane e devo ancora imparare tanto per adesso non ho niente che mi spinga a farlo.

  • Il 19 e 20 Marzo si conclude al Teatro V. Emanuele di Messina il Tour di “MAMMA MIA”e subito dopo riprendi la commedia “CUORI SCATENATI” Scritta e Diretta da D. Ruiz

Esatto. Poi a Maggio girerò un film dal titolo:” ALESSANDRA” dopo uscirà l’album e se accetto le proposte  che mi stanno facendo e alle quali con molta fatica sto dicendo di no, io per i prossimi 2 anni non avrei un buco più lungo di 3-4 giorni. Non è una cosa carina perchè se lo fai in città, sei vicino alla tua vita. Ma se sei  in gir,o ti annulli per il lavoro. Ed io per essere felice ho bisogno anche di stare con mia figlia,con i miei amici anche se per un attore 2 anni di lavoro sono una sicurezza.

  • Qual è un film per te significativo

Sono due: “IL Grande Lebowski” che ho visto con gli amici almeno una ventina di volte ed “ Un Mercoledi da leoni” che non è soltanto un film che parla di surf ma ti fa vedere attraverso gli occhi estremamente obiettivi di questi surfisti tutto quello che succede in America. Ti fa capire le stupidate di tante scelte, come la guerra nel Vietnam. E ti fa capire quali sono le cose che veramente contano nella vita.

  • Qual’è un regista italiano con il quale vorresti lavorare

R: Ce ne sono tanti uno è E. Crialese ,è un grandissimo,anche Muccino fa delle cose molto interessanti  nel suo stile un pò depressivo però ti riesce a commuovere mi piacciono anche le commedie di Ficarra e Picone un regista che purtroppo non sarà mai conosciuto pur avendo grandi potenzialità è Angelo  Licata io ho partecipato gratuitamente ad uno dei primi lavori che ha fatto :” Dark Resulection” si può trovare gratuitamente su yuotube è riuscito a fare il miglior fun movie ispirato a guerre stellari addirittura ha ricevuto una lettera di complimenti da G. Lucas ha risposto a chi afferma che con pochi soldi non si possono realizzare film di fantascienza fatti bene.

  • Purtroppo in Italia non è facile farsi conoscere

R: No perchè non si è mai creato un mercato come in Francia o come negli Stati Uniti o come in Spagna che un piccolo mercato c’è l’ha perchè ha fatto delle scelte politiche particolari infatti in Spagna c’è una legge che dice che tutte le TV devono forzatamente spendere il cinque per cento dei  loro guadagni in cinema Spagnolo quindi loro delle grandi produzioni cinematografiche per la TV. Io in Spagna ho girato “I BORGIA” che però in Italia non sono stati distribuiti perchè avevano aquistato la serie Americana in quello spagnolo c’erano immagini molto più crude come il Papa che si faceva una minorenne e per un Paese come l’Italia non era il massimo.

  • Usi un metodo per entrare ed uscire dai personaggi?

R: E’ bene utilizzare i metodi però bisogna sapere che si può fare lo stesso lavoro imparando anche a non restare intrappolati nei ruoli che si interpretano questo a scuola di teatro non lo insegnano. Oggi ne parlavamo a pranzo con mia figlia lei voleva sapere perchè nei film dovevo piangere davvero se ci sono le giocce, le ho spiegato che questo è un lavoro che si deve fare immergendosi in esperienze passate che ti hanno fatto soffrire così ti viene da piangere, con parole semplici ho cercato di spiegarle il metodo Strasberg.

I 25 anni di Terrae, il gruppo folk che ha fatto riscoprire il Mediterraneo

Un quarto di secolo dedicato, anima e voce, alla tradizione Popolare musicale del Mediterraneo. Tra incontri e commistioni di generi, sempre all’insegna della convivenza, del rispetto delle differenze. Il gruppo folk “terrae” festeggia i suoi 25 anni di attività.

Indomito, incurante dei diktat e delle tendenze, lungo la strada della ricerca e della riproposizione delle tradizioni canore Mediterranee, per celebrare questo importante appuntamento, sabato prossimo 23 marzo, primo weekend di primavera, la formazione incontra il suo pubblico al Museo Civico di Bari. E riproporrà lo spettacolo “Canti e disincanti, tradizioni e tradimenti”, con la voce di Rocco Capri Chiumarulo accompagnato da Loredana Sabino, Paolo Mastronardi, Alessandro Pipino.

Era il 1994 quando il progetto musicale culturale prese forma. Fatto non solo di repertorio musica vocale ma con sperimentazioni nel teatro di narrazione, nelle performance sonore, diventando in poco tempo punto di riferimento per l’intera scena musicale regionale.

Interprete a tutto tondo di un filone di musica etnica transadriatica, con i Terrae hanno collaborato, nel tempo, il gruppo femminile delle Faraualla e poi musicisti come Nando di Modugno, Roberto Ottaviano, Antonello Salis. Fino ad arrivare ai progetti speciali con Giovanna Marini e di Eugenio Bennato. Con uno stile inconfondibile diventato marchio di fabbrica.

Diciotto anni all’uomo che diede fuoco alla sua ex compagna

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 18 anni di reclusione per Paolo Pietropaolo, accusato di aver dato fuoco alla ex compagna Carla Caiazzo. Confermato, quindi, il verdetto della Corte d’Appello di Napoli: Pietropaolo il primo febbraio del 2016, a Pozzuoli, ha cosparso il corpo di benzina e poi ha dato fuoco alla ex compagna, Carla Caiazzo, all’ottavo mese di gravidanza.

Pietropaolo fugge ma poi viene arrestato dai Carabinieri. La vittima fu soccorsa da un vigilante, che spense le fiamme con un secchio d’acqua. E poi trasportata al centro grandi ustionati del Cardarelli. Qui i medici le salvano la vita e fecero in modo che la bimba venisse alla luce.

Un evento che diede la forza a Carla di lottare energicamente: 40 gli interventi chirurgici ai quali si è dovuta sottoporre in questi anni per cancellare i segni della violenza subita. Allo stesso tempo con la sua associazione “Io rido ancora”, la Caiazzo si è schierata in prima linea nella difesa dei diritti delle donne. Una battaglia supportata anche dal suo legale, l’avvocato Maurizio Zuccaro, che ora, dopo la sentenza della Cassazione, dice. “Giustizia è stata fatta non solo per Carla ma per tutte le donne che quotidianamente sono vittima della violenza bieca di pusillanimi”.

Per non dimenticare. Casal di Principe in piazza per Don Peppe Diana

“Siamo qui per festeggiare la morte di don Peppe, per stringere tra le mani la lettera del presidente Mattarella”, dice un bambino. E, poco più in là, il sindaco di Casal di Principe, rivela: “Avrei voluto che sul palco ci fosse il Papa, ho sperato fino all’ultimo che potesse venire, per il venticinquesimo anniversario di Don Puglisi è andato in Sicilia”.  Casal di Principe ieri ha ricordato l’anniversario del martirio di Don Peppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra. Il culmine di una serie di celebrazione, anche un annullo filatelico col volto del prete coraggio. Tutti insieme, in piazza, gente comune e istituzioni. Sul palco, allestito dinanzi al cimitero, si alternano magistrati, sacerdoti, amministratori, il presidente di Libera, Don Ciotti quello della Fondazione dedicata a Don Diana, Valerio Taglione. Poi migliaia di studenti insegnanti volontari laici e cattolici.

Emilio Diana, fratello del prete, parla di “giornata bellissima, i giovani sono il nostro futuro, Peppe lo sapeva, percio’ puntava su di loro per cambiare le cose”, mentre il sindaco Renato Natale, simbolo della lotta ai clan, primo cittadino per pochi mesi anche ai tempi del delitto di don Peppe, quando la camorra lo fece sfiduciare, dice che “riconoscere don Peppe e’ riconoscere un percorso di progresso civile e morale fatto in questi anni dopo la sua morte”. Una festa “venuta dal basso” in cui non e’ passata pero’ inosservata l’assenza di parte dell’arco istituzionale. Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, dice, riferendosi ai tanti colleghi politici e rappresentanti istituzionali non presenti, che “avrebbero potuto far spazio nella propria agenda per la giornata di oggi. Qui a Casal di Principe la parola Antimafia ha un senso”.

Le notizie in evidenza sui giornali di giovedì 20 marzo 2019

Economia e finanza

Crisi bancarie, la sentenza della Corte Ue   Il Tribunale Ue di primo grado ha annullato la decisione della Commissione che nel2015 aveva impedito l’intervento del Fondo interbancario di garanzia nel salvataggio di Banca Tercas in quanto aiuto di Stato. La copertura del buco di bilancio di Tercas da parte del Fondo era una condizione posta dalla Popolare di Bari per ricapitalizzare Tercas. Secondo il Tribunale la Commissione non ha dimostrato né che la decisione del Fondo fosse imputabile allo Stato né che le risorse fossero pubbliche, accogliendo così la posizione sostenuta da Banldtalia sin dall’inizio. Il presidente dell’Abi, Patuelli, chiede le dimissioni della commissaria alla Concorrenza, Vestager, e il rimborso dei risparmiatori. Intanto eri, con una lettera inviata a tutti i colleghi, Salvatore Rossi ha annunciato a sorpresa la sua indisponibilità a un secondo mandato di direttore generale e di presidente dell’Ivass. per la sua sostituzione, si parla del vice dg Fabio Panetta, certamente il nome più forte. Ma resta sul tavolo anche quello di Daniele Franco, in uscita dalla carica di Ragioniere Generale dello Stato e dato in rientro al piano nobile Via Nazionale.

Memorandum con la Cina.  Sulla Nuova Via della Seta il memorandum che sarà firmato sabato «rispetta tutti gli standard e le regole europee». È il primo concetto che il capo del governo Giuseppe Conte ha rimarcato ieri in Parlamento, insieme ad un obiettivo prioritario per l’Italia: ridurre il deficit commerciale con la Cina, che sfiora i due miliardi di euro, aumentando le nostre esportazioni verso il Paese governato da Xl Jinping. Il premier ha sottolineato che se più di dieci Paesi della Ue hanno già firmato un memorandum con Pechino sul progetto Belt and Road, nessuno secondo Conte lo ha fatto con le nostre cautele e il nostro approccio. «L’Italia ha scelto un approccio trasparente e ci riproponiamo di riequilibrare la nostra bilancia commerciale che ora non è a noi favorevole. Il nostro export con la Cina è di gran lunga inferiore ad altri Paesi europei», ha aggiunto. intanto, alla vigilia della sua visita di Stato in Italia, Xi Jinping ha scritto un articolo in esclusiva per il Corriere della Sera nel quale si sottolinea l’antica consuetudine di amicizia tra i due Paesi e i numerosi campi nei quali la cooperazione può ancora crescere. Scrine in particolare: “Siamo pronti, insieme alla controparte Italiana, a costruire insieme la Belt and Road – la Nuova Via della Seta, sviluppando appieno i punti di forza storici, culturali e geografici che la cooperazione tra i due Paesi sotto l’egida della Belt and Road può portare. Impegnandoci a collegare l’idea di interconnessione e connettività propria dell’iniziativa Nuova Via della Seta ai progetti italiani di «costruzione dei porti del Nord» e «investire in Italia» al fine di creare una nuova era per la Belt and Road in settori come la marina, l’aeronautica, l’aerospazio e la cultura”.

Politica interna

Migranti, il sequestro della nave Mare Jonio   La nave Mare Jonio con a bordo 49 migranti è entrata ieri sera nel porto di Lampedusa. La Guardia di finanza ha notificato il provvedimento di sequestro. La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I migranti sono tutti sbarcati. Ed hanno raccontato che in Libia hanno subìto e visto torture, e hanno visto gente morire. E il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha detto esplicitamente: «Chi forza un blocco della Stradale viene arrestato. Conto che questo accada. Sono fuorilegge che hanno disobbedito due volte». Per evitare un altro caso Diciotti, alla viglia delladiscussione in Senato sul caso  con relativo voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini, ha avuto successo l’iniziativa di palazzo Chigi, che ha offerto a Salvini  la carta del sequestro della nave della Ong Mediterranea, battente bandiera italiana. «Diamo un segnale forte e facciamo vedere che in Italia le leggi devono essere rispettate», ha suggerito Conte a Salvini. Intanto, però, «facciamo sbarcare i migranti e i minori a bordo». Salvini, che aveva cannoneggiato fin dal mattino contro la «Ong dei centri sociali», può dirsi «soddisfatto». Sia per aver risolto il problema senza doverci mettere davvero mano, sia per aver evitato nuove fibrillazioni all’interno dei gruppi parlamentari.

Finanziamento illecito, indagato Zingaretti   Dopo Silvio Berlusconi, l’inchiesta sulla giustizia amministrativa delle procure di Roma e Messina lambisce il nuovo segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. I pm della Capitale indagano per un finanziamento illecito sul quale tuttavia non è stato trovato alcun riscontro. L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Paolo Ielo e dal pm Stefano Fava, è un filone di un’indagine che sembra non dover finire mai e germina continuamente nuovi filoni. Dalle sentenze comprate dagli avvocati al Consiglio di Stato al fascicolo che un ex pm di Siracusa ha aperto per ottenere da un collega di Milano notizie su un’inchiesta “gemella”. Indagati magistrati, avvocati, professionisti, imprenditori, fino all’ex premier Silvio Berlusconi. È la pagina online de “L’Espresso” ad anticipare la notizia che al lungo elenco si è aggiunto il nome di Zingaretti. Circostanza che trova conferma anche perché l’interessato ha già ricevuto un avviso di proroga delle indagini. Dagli atti, tuttavia, al momento non trapelano riscontri, le verifiche sono ancora in corso e l’ipotesi di archiviazione non è esclusa.

Politica estera

Kazakhstan, le dimissioni di Nazarbaev  Nursultan Nazarbayev si è dimesso da presidente del Kazakhstan. Dopo quasi 30 anni di potere incontrastato, il 78enne «Padre del Popolo» ha annunciato a sorpresa la sua «difficile scelta» in un discorso alla nazione trasmesso in diretta tv Il successore ad interim sarà Kasym-Zhomart Tokaev, l’attuale presidente del Senato. Ex operaio siderurgico, Nazarbaev aveva assunto la guida del Kazakhstan nel giugno 1989 quando era diventato primo segretario del Partito comunista di quella che allora era ancora una Repubblica sovietica. Rieletto diverse volte con una maggioranza schiacciante, negli anni era riuscito a cementare il ruolo del Paese sul palcoscenico mondiale pur mantenendo alleanze strategiche con Cina e Russia, ma aveva anche represso il dissenso con pugno di ferro come dimostrarono le polemiche che accompagnarono il rimpatrio dall’Italia di Alma Shalabaeva, moglie di un dissidente kazako. Nazarbaev in realtà lascia per restare. Continuerà a presiedere il Consiglio di sicurezza nazionale e il partito al potere Nur-Otan, oltre che a essere membro del Consiglio Costituzionale. «Resto con voi, le preoccupazioni del Paese restano le mie preoccupazioni», ha ribadito.

La visita di Bolsonaro negli Usa   Bolsonaro è stato ricevuto con tutti gli onori alla Casa Bianca dal presidente americano. In una conferenza stampa congiunta dal Giardino delle rose, i due leader hanno ribadito la volontà di rilanciare le relazioni tra i due Paesi. Un cambio delle priorità nelle relazioni diplomatiche, dopo decenni di governi di sinistra che avevano privilegiato le alleanze regionali.Un primo obiettivo nella visita di tre giorni di Bolsonaro, accompagnato da una mezza dozzina di ministri a Washington, è quello di aumentare i legami economici e di cooperazione tra i due più grandi Paesi dell’emisfero occidentale. Sono stati firmati diversi importanti accordi bilaterali per favorire gli investimenti e gli scambi bilaterali nelle infrastrutture, nell’energia, nell’agricoltura, nella tecnologia e nella difesa. Trump e Bolsonaro hanno ribadito l’impegno per cercare una soluzione alla crisi in Venezuela. Usa e Brasile riconoscono Juan Guaidò come presidente ad interim, e considerano illegittima la rielezione di Nicolas Maduro. Bolsonaro ha detto che il suo Paese è il più interessato a vedere la fine di un regime definito una «dittatura dei narcotrafficanti». Trump ha auspicato un «passo indietro di Maduro» per permettere libere elezioni.

Errico Malatesta, l’anarchico fuggiasco che sognava la libertà del popolo

Chissà cosa avrebbe detto in questi giorni di divieti agli sbarchi, di autorità imposte, Errico Malatesta lo scrittore, l’anarchico di Santa Maria Capua Vetere considerato uno dei massimi esponenti del movimento libertario italiano e del libero pensiero, al pari del corregionale Giordano Bruno. Lui che nel Manifesto Anarchico del 1919 scrisse « … noi vogliamo che gli uomini affratellati da una solidarietà cosciente e voluta cooperino tutti volontariamente al benessere di tutti; noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere il massimo benessere possibile, il massimo possibile sviluppo morale e materiale; noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza».
La Casa della Memoria e della Storia di Roma lo ricorda in una mostra, Errico Malatesta. Idee e azioni – Appunti per una storia internazionale (dal 19 marzo al 12 aprile 2019).
E chissà che cosa avrebbe organizzato sotto il Palazzo della Gran Guardia di Verona, prossima sede del dibattuto Congresso Internazionale delle Famiglie, lui che teorizzava la «Ricostruzione della famiglia in quel modo che risulterà dalla pratica dell’amore, libero da ogni vincolo legale, da ogni oppressione economica o fisica, da ogni pregiudizio religioso».
Nacque nel 1853, si formò negli ambienti universitari napoletani, anche se gli studi in medicina non li terminò mai. Fu prima mazziniano, simpatia che gli procurò il primo arresto a diciott’anni, aderì alla Comune di Parigi e qui divenne anarchico. In Svizzera conobbe Michail Bakunin, diventarono amici, fu iniziato alla massoneria ma se ne svincolò subito.
Ha peregrinato tutta la vita: arrestato, espulso, condannato, confinato, fuggito, si spostava fra Egitto, Siria, Belgio, Tunisia, a Ustica e Lampedusa doveva scontare cinque anni di domicilio coatto, ma riuscì a fuggire, a Londra vendeva gelati per strada durante il giorno, di sera scriveva articoli per i giornali italiani: L’Agitazione, Umanità Nuova. Era appassionato, solido, non provava livore per i suoi avversari e carcerieri. Nonostante una condanna a tre anni, nel 1884 andò a Napoli per aiutare la popolazione colpita dal colera: fu costretto a fuggire in America Latina per sfuggire alla cattura. Rientrato in Italia, a Roma durante il fascismo fu sorvegliato speciale al punto che gli ultimi ani di vita li visse praticamente chiuso in casa con la compagna Elena Melli e la figlia Gemma, isolato. La sua morte, il 22 luglio 1932 passò inosservata sulla stampa a causa della censura; fu vietata la cremazione del corpo per evitare che gli anarchici portassero le ceneri in Europa come simbolo dell’opposizione al regime.
La mostra romana ripercorre tutta la vita e le vicende di un uomo che per mezzo secolo è stato protagonista di tutte le lotte sociali in Italia: la rivolta di Benevento del 1877, uno degli eventi più popolari e simbolici nella storia del movimento anarchico; i tumulti del pane del 1898, che lo condussero in carcere e poi alla residenza forzata, da dove scappò nel 1899; la settimana rossa insurrezionale nel 1914, quando Romagna e Marche rimasero per giorni nelle mani degli anarchici, dei repubblicani e socialisti; e il biennio rosso del 1919-20, quando l’occupazione delle fabbriche sembrò portare l’Italia sul limite della rivoluzione. Sei sezioni: “La Biografia”, “Antimilitarismo e Arditi del Popolo”, “La Roma di Malatesta”, “Malatesta e il Movimento operaio e contadino”, “Umanità Nova”, “Pubblicazioni e Stampa” oltre a opuscoli, corrispondenze, articoli, manoscritti, volantini, inediti. Sono materiali originali, per esempio la prima uscita di Pensiero e Volontà del 1924 e i primi numeri del quotidiano Umanità Nova con il supplemento del n.1. In prima pagina si legge: «La tecnologia consente un utilizzo a più ampio spettro degli strumenti informativi, in grado di stabilire connessioni relazionali in qualsiasi direzione, senza procedere gerarchicamente e linearmente». Sembrano parole scritte oggi, sembra parlino del web. Sono del 27 febbraio 1920.

Maria Tiziana Lemme

Scavi macabri nell’area archeologica di Mileto Antica: si cerca vittima della lupara bianca

Macabro scavo nel vibonese: si cercano resti umani all’interno dell’area archeologica di Mileto Antica. La presenza è stata segnalata da una fonte ritenuta attendibile.
I resti sarebbero all’interno di un involucro. Sul posto i carabinieri con lo squadrone dei cacciatori di Calabria che, insieme ai vigili del fuoco, stanno conducendo un’operazione di scavo.
Le attività si concentreranno in particolare su un manufatto interrato in cemento cui si accede da una stretta botola, dentro la quale si sta cercando adesso di penetrare con uno scavatore. Ancora non è possibile l’identificazione dei resti anche se è forte il sospetto che possono appartenere ad una delle vittime di recenti casi di Lupara Bianca registrata sul territorio.
Gli inquirenti non escludono possa trattarsi dei resti di Francesco Vangeli, il giovane di Scaliti di Filandari scomparso nell’ottobre scorso.

Il Sud che piace all’estero. La Sicilia conquista anche i cinesi

“La Sicilia ha tutti i numeri per divenire una delle mete insostituibili di un mercato turistico internazionale che registra costantemente grandi incrementi nei flussi di traffico. In questo contesto Taormina è insieme alle Eolie tappa preferita dei viaggiatori che giungono nella provincia di Messina e tra le principali dell’intera Isola, perpetuando una fama internazionale riconosciuta da tempo”. Queste alcune delle considerazioni di Marcello Giacone Capo di Gabinetto dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana che è intervenuto al convegno regionale organizzato da ACT, l’Associazione Commercianti Taormina, che si è svolto nel Palazzo Duchi di Santo Stefano. “E’ un panorama di luci e ombre quello che connota gli arrivi e le presenze in questa splendida realtà, e questo ancora di più se si osserva la drastica diminuizione dei numeri passando dai mesi estivi alle altre stagioni- ha continuato Giacone-. Taormina quindi rappresenta il paradigma di quei successi e contraddizioni che contraddistinguono la Sicilia come destinazione internazionale del turismo, e con i quali il Governo Regionale si confronta giornalmente per individuare strumenti e strategie di successo”.
Il Capo di Gabinetto dell’Assessorato regionale al Turismo ha evidenziato come “destagionalizzazione, l’affermazione orgogliosa della propria identità culturale come obiettivo strategico nel promuovere il territorio, un’offerta enogastronomica sempre più di qualità, proposte di visita integrata del territorio, un calendario di eventi di eccellenza che individui una gamma articolata di luoghi di svolgimento scelti tra le emergenze artistiche e monumentali sono alcuni dei punti programmatici che il Governo Regionale ha individuato per trasformare la Sicilia in meta turistica di eccellenza, in grado di competere con forza nei mercati internazionali”. In apertura dei lavori il presidente di Act Nino Scandurra ha ricordato l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Sebastiano Tusa, scomparso recentemente nel tragico incidente aereo in Etiopia. Scandurra e il suo vice Pietro D’Agostino hanno, con amarezza, sottolineato che l’ottanta per cento degli esercizi commerciali da novembre 2018 a marzo 2019 sono rimasti chiusi. “Crediamo che gli eventi organizzati nel periodo estivo, spesso in eccedenza potrebbero essere spalmati nell’arco dell’anno. Pensiamo, inoltre, alla possibilità di rilasciare autorizzazioni per luglio, agosto e settembre solo se si affiancano altri eventi tra novembre e marzo. Inoltre, è necessario individuare da subito la data di emanazione del bando per la gestione del Palazzo dei Congressi. Per la nostra città, nuovi scenari si aprono grazie ai nuovi assetti nel mondo alberghiero, è indispensabile cogliere l’opportunità. Speriamo, infine, che le istituzioni possano trovare al più presto giuste soluzioni per far sì che Taormina rimanga Perla dello Jonio”.

Per il sindaco di Taormina Mario Bolognari Taormina è una destinazione turistica matura, che ha totalizzato un milione e centocinquantamila presenze nel 2018. “È necessario- ha detto-, per un progetto di miglioramento qualitativo del turismo, allargare la stagione di flusso, espandere la parte di territorio dedicato alla ricettività e ai servizi, elevare la qualità dei servizi offerti- ha detto il primo cittadino.
Per raggiungere questi obiettivi l’Amministrazione di Taormina sta puntando su attività culturali permanenti, convenzioni per un partenariato pubblico-privato per la gestione dei beni artistici e culturali, un’offerta di spettacoli coerente con i luoghi deputati per queste attività, come il Teatro Antico.
ZTL, viabilità alternativa, raccolta differenziata, eliminazione della plastica, la messa in sicurezza dei percorsi pedonali e di penetrazione agricola e altre iniziative per la salvaguardia dell’ambiente sono parte di questo progetto. Se pienamente realizzato- ha concluso-questo progetto dovrebbe consentire uno sviluppo sia quantitativo, sia qualitativo del flusso turistico in città”.
“Prima di tutto desidero ringraziare l’Associazione Commercianti Taormina per avermi dato l’opportunità di essere qui oggi” ha sottolineato Antonella Bertossi, Partner Relationships & Marketing Manager di Global Blue Italia. “Nel 2018, secondo i dati Global Blue, in Sicilia il Tax Free Shopping ha evidenziato una leggera crescita (+2%) rispetto all’anno precedente. Questa splendida regione è stata apprezzata particolarmente dai cinesi: prima nazionalità per acquisti tax free con un peso del 25% seguiti dai russi (21%) e dagli statunitensi (14% ). E’ sempre dei turisti con gli occhi a mandorla lo scontrino medio più alto: 1.200 euro, è stato pari a 856 euro quello degli americani e a 390 euro quello dei russi. Guardando, poi, alle diverse aree della Regione, nel 2018 i turisti extra UE hanno effettuato il 29% del loro shopping tax free a Palermo, provincia a cui segue Messina con il 28% (dato nel quale rientra anche la città di Taormina) ed Enna con il 27%. Infine, secondo i dati Global Blue, nel 2018 Taormina ha riportato una flessione delle vendite tax free (-10%), ma già i dati dei primi mesi del 2019 hanno evidenziato un’inversione di tendenza, che ci aspettiamo dovrebbe consolidarsi ulteriormente con l’arrivo della stagione estiva.”

Tra i relatori anche Nerina Di Nunzio esperta di marketing ch si è detta contraria al turismo enogastronomico: “Non esiste differenza tra tradizione e innovazione, -ha spiegato la Di Nunzio- i due processi sono correlati per adattarsi alla contemporaneità. Rispetto per le origini e intelligenza per vivere il presente.
Se è vero, dai dati a disposizione, che il nuovo turismo s’indirizza verso destinazioni gastronomiche e che i viaggiatori scelgono le mete anche in base ai ristoranti e alle produzioni, allora è vero che gli operatori non devono imbastire storie inesistenti ma devono semplicemente valorizzare al massimo la loro veridicità. Viaggiare e vedere i luoghi come le persone del posto: Travel like a local. I turisti vogliono vivere l’esperienza meno turistica possibile”. Dati interessanti rivelati dal presidente della Camera di Commercio di Messina Ivo Blandina. “Rispetto al 2017 –secondo il vicepresidente vicario di Unioncamere Sicilia- si conferma la tenuta del tessuto produttivo messinese nel suo complesso, con un incremento, rispetto al 2017, del numero delle imprese registrate pari a 167 unità. Anche nel Comune di Taormina, le imprese del settore turistico aumentano il loro numero di 14 unità, cosi come nella divisione alloggio e nella ristorazione”.
Al Convegno, che è stato moderato da Guglielmo Troina vice capo redattore della Rai di Catania sono intervenuti il prof. Carmelo Bucceri dell’IIS Salvatore Pugliatti di Taormina che ha portato i saluti del dirigente scolastico Luigi Napoli e Mario Bevacqua Presidente Uftaa- Federazione mondiale agenti di viaggio.