Ogni anno in Italia muoiono più di diecimila persone a causa dei super batteri resistenti ai farmaci. Ma per fortuna grandi novità arrivano da Menarini, colosso internazionale con dna partenopeo; l’azienda infatti è nata in una storica farmacia napoletana. Il Gruppo ha messo a punto 4 nuovi antibiotici: “Abbiamo deciso – afferma Lucia Aleotti, membro del CDA – di fare un accordo per portare a registrazione e far arrivare in 64 paesi nuovi antibiotici destinati ai batteri resistenti. Grazie a un accordo con l’azienda americana Melinta Therapeutics, la Menarini ha acquisito i diritti per la commercializzazione di quattro antibiotici”. “Il primo antibiotico – conferma Annamaria Pizzigallo, direttore medico scientifico Menarini – è destinato alla cura di infezioni delle vie urinarie o post operatorie. Altri due riguardano batteri responsabili di infezioni acute della pelle e dei tessuti molli. L’ultimo è un antibiotico per via venosa efficace contro l’Acinetobacter baumannii, uno dei batteri ospedalieri più diffusi. Negli Usa sono già disponibili per l’uso ospedaliero. In Europa l’approvazione da parte dell’Agenzia Europea dei medicinali (EMA) è in dirittura d’arrivo; appena completato l’iter bisognerà avviare la fase di approvazione in Italia”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità quella dei super batteri è una minaccia globale. Ogni anno infatti nel mondo si contano tra i 500.000 e i 700.000 decessi, le cui cause sono diverse: “In generale – continua la dott.ssa Pizzigallo – si registra un utilizzo eccessivo di antibiotici negli allevamenti animali e spesso il mancato rispetto dell’igiene delle mani nelle strutture assistenziali. Ma in Italia, più che in altri paesi del Nord Europa c’è anche un inadeguato utilizzo di antibiotici ad ampio spettro, molto facili da reperire e da assumere per via orale, ma quasi sempre prescritti senza prima effettuare una ricerca microbiologica per sapere se siano realmente necessari”. A questo si aggiunge il fatto che spesso i pazienti non seguono le prescrizioni terapeutiche con attenzione, per cui a volte interrompono la cura, altre volte non rispettano i dosaggi: “Questo fa sì – conclude l’esperta – che il farmaco uccida i batteri più deboli mentre sopravvivono e si selezionano quelli più resistenti”.

Il salario minimo è stato istituito nella gran parte dei paesi dell’Ue, con l’eccezione di Austria, Danimarca, Finlandia, Svezia, Cipro e Italia. Ultimo paese ad approvarlo, dal 1° gennaio 2015, è stato la Germania.

Gli importi mensili lordi (Eurostat) al 1° gennaio 2019 variano dai 286 euro (Bulgaria pari a 1,62 euro orari) ai poco più di 2 mila del Lussemburgo (2.071 euro, pari a 11,97 euro orari).

Gli importi, spiega l’Istat nella sua relazione depositata al Senato, riflettono anche ampie differenze strutturali tra paesi nelle retribuzioni medie, nella produttività del lavoro e nel potere di acquisto.

Tra i paesi maggiori, Francia e Germania presentano un livello simile, di poco superiore a 1.500 euro al mese (in termini orari pari, rispettivamente, a 10,03 euro e 9,19 euro), mentre in Spagna scende di circa un terzo a poco più di mille euro. Tanto per avere un termine di paragone con quello che succede oltreoceano, negli Stati Uniti il salario minimo mensile è pari a circa 1.100 euro. Nei sei paesi dell’Ue che non ancora hanno adottato una normativa sul salario minimo sono però previsti minimi di retribuzione nei contratti collettivi.

“Un sentito ringraziamento a Carlo Trerotola e alle tante persone che si sono impegnate, senza risparmiare energie, per ricostruire e rinnovare il centrosinistra lucano”. Lo scrive, in una nota, Marco Miccoli, coordinatore della Comunicazione del Pd. “Grazie a chi ha creduto nel centrosinistra, che partiva da una situazione difficilissima, e che ha contribuito a ritrovare l’unita’ smarrita causa dinamiche regionali. Era una sfida estremamente complessa che alla fine ha confermato cio’ a cui stiamo assistendo sul territorio nazionale: la vittoria di un centro destra sempre piu’ spostato a destra e una ripresa evidente di un centrosinistra largo, plurale ed inclusivo. Uno scenario che, oltre la ripresa del centrosinistra rispetto alle politiche dello scorso anno, ci consegna un altro dato politico: il tracollo del M5s. Tracollo – aggiunge – che, di fatto, segna il riproporsi di un nuovo bipolarismo. Per il Pd e il centrosinistra si e’ trattato di una sfida enorme, infatti, dopo aver ricomposto un quadro frammentato che vedeva fino a qualche settimana fa piu’ candidati presidenti in campo, si e’ riusciti ad ottenere la fiducia di oltre un elettore su tre. E tutto cio’ nonostante la potenza di fuoco della propaganda di Governo che letteralmente ha monopolizzato ogni spazio mediatico, a partire da Salvini. Ora vigileremo affinche’ quei voti ottenuti dal centrodestra non siano dispersi e utilizzati contro i lucani con scelte, come quelle che stiamo gia’ vedendo, che colpiscono il Mezzogiorno. Per il centrosinistra e il Pd sappiamo che abbiamo un lungo lavoro da fare per riconquistare la vittoria, tuttavia i segnali di ripresa sono incontrovertibili”.

Sono 98.720 le domande per l’accesso alla pensione con Quota 100 fino a ieri pomeriggio. Lo fa sapere l’Inps sottolineando che sono 33.225 quelle arrivate da lavoratori con meno di 63 anni mentre 20.046 arrivano da persone con piu’ di 65 anni. La provincia dalla quale arrivano piu’ richieste e’ Roma con 7.216 domande. Dai dipendenti pubblici sono arrivate 34.922 domande quindi oltre un terzo del totale.

Le arance rosse della Sicilia arriveranno in Cina

Il gruppo Cinese Alibaba ha annunciato che inizierà a portare le Arance Rosse di Sicilia in Cina, secondo quanto recita un comunicato avvalendosi del supporto del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, assieme aquello del Distretto Agrumi di Sicilia. Una operazione che riconosce il potenziale di questo frutto che verrà posizionato “in una fascia di mercato premium”, di alta qualità, e distribuito a partire dalle prossime settimane, inizialmente tramite Mr Fresh di Tmall, una dei marketplaces on line del Gruppo che conta 637 milioni di consumatori cinesi attivi, e Freshippo, catena di supermercati “New Retail” del gruppo Alibaba. Secondo il ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio “oggi, con lo sbarco dei primi carichi di arance rosse siciliane in Cina, come avevamo promesso, si apre ufficialmente un nuovo mercato dalle grandi potenzialità per le nostre esportazioni e per tutto il Distretto Agrumi di Sicilia.

La possibilità di esportare le arance siciliane attraverso la più grande piattaforma di e-commerce in Cina è sicuramente una garanzia in più per i produttori e gli agricoltori italiani, che hanno così l’opportunità di allargare il proprio bacino di domanda e conquistare nuove fette di mercato, e per i consumatori ai quali garantiamo che quelle arance che trovano sugli scaffali virtuali sono Arance Rosse di Sicilia Igp e al cento per cento made in Italy. Andiamo avanti su questa strada – ha concluso Centinaio -. Mantenere l’eccellenza e la qualità dei nostri prodotti è la nostra priorità”. “Per il team italiano di Alibaba sono stati due anni di intenso lavoro a fianco del ministero e del Distretto degli agrumi di Sicilia e siamo quindi più che mai orgogliosi di poter oggi valorizzare anche su un mercato importante come quello cinese una filiera strategica come quella delle Arance Rosse di Sicilia”, ha commentato Rodrigo Cipriani Foresio, managing director di Alibaba per Italia, Spagna, Grecia e Portogallo e General Manager Europa, Tmall Business Development.

“Due anni fa lo avevamo promesso e non appena ce ne sono state le condizioni ci siamo messi all’opera. Adesso finalmente ci siamo. Abbiamo molta fiducia che i consumatori cinesi sapranno apprezzare questa eccellenza italiana: del resto, la dieta mediterranea è sempre più apprezzata in Asia per i suoi provati benefici sulla salute, e un prodotto come l’arancia ne è uno dei protagonisti, insieme alle tante altre produzioni di qualità agroalimentari del nostro paese già presenti sulle nostre piattaforme. I primi carichi di arance, acquistati dalle aziende Oranfrizer e Pannitteri (con il marchio Rosaria), viaggeranno su due vie, rispettivamente per nave e via aereo, per permetterci di testare il modo migliore di garantire ai consumatori cinesi un prodotto all’altezza della sua rinomata qualità” A dicembre era stato anche firmato a Milano il rinnovo del Memorandum of Understanding tra Mipaaft – Icqrf e Alibaba finalizzato proprio a promuovere le eccellenze agroalimentari di qualità certificata del nostro Paese su tutte le piattaforme del Gruppo Alibaba.

Cucina, tornano i piatti della nonna

Tornano i piatti della nonna sulle tavole di tre italiani su quattro (75%) con le ricette familiari tradizionali che si tramandano di generazione in generazione soprattutto grazie alle figure femminili. E’ quanto emerge da una indagine del sito www.coldiretti.it presentata alla prima giornata della cucina contadina nell’ambito dell’Assemblea nazionale di Terranostra, l’Associazione Agrituristica di Campagna Amica con iniziative nel primo weekend di primavera in tutta Italia con i menu della tradizione contadina. In cucina – sottolinea la Coldiretti – si assiste ad uno storico ritorno della domanda di semplicità e trasparenza, dopo anni di piatti fusion, global, etnici e molecolari. Le ricette della nonna – precisa la Coldiretti – seguono le stagioni, rispettano l’ambiente, non sprecano, recuperano prodotti antichi, aiutano il presidio del territorio e fanno rivivere emozioni e ricordi.

Lo dimostra anche il fatto che nell’ultimo anno le ricette della nonna sono state le più cliccate dagli italiani sul web, quasi il doppio di quelle vegetariane e largamente davanti a dietetiche, vegane, tipiche, tradizionali, etniche e fusion, secondo un’analisi Coldiretti su dati Google Trends. Dalla frittata di pasta che recupera gli avanzi del giorno prima al patriottico polenta, radicchio e formaggio imbriago salvato dalle ruberie dei soldati nascondendolo sotto le vinacce, dal “povero” pancotto con olio, formaggio e rosmarino fino al crostone di primavera con le uova affogate e le prime erbe spontanee di stagione, sono solo alcuni esempi delle migliaia di ricette della nonna custodite gelosamente nelle case degli italiani. Si tratta di menu che – continua la Coldiretti – derivano spesso da un passato segnato dalla cultura rurale legata al territorio e alla frugalità, che esalta l’abilità ai fornelli.

Al primo posto resta però la scelta degli ingredienti che è tornata ad essere centrale. Non è un caso che nel 2018 quasi sei italiani su dieci (59%) hanno fatto la spesa dal contadino almeno una volta al mese in frantoi, malghe, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori, secondo una analisi Coldiretti/Ixe’. Dal dopoguerra mai così tanti italiani hanno acquistato direttamente dagli agricoltori con una crescita esplosiva nell’ultimo decennio da ricondurre – sottolinea la Coldiretti (www.coldiretti.it) – all’attenzione per il benessere e per la salute, ma anche alla sostenibilità ambientale e alla volontà di difendere e valorizzare l’economia e l’occupazione del proprio territorio. Sono oltre 130mila le aziende agricole italiane che – rileva Coldiretti – fanno vendita diretta in maniera prevalente mentre nei mercati degli agricoltori la spesa degli italiani ha superato i 6 miliardi di euro, secondo Ismea.

L’alta qualità dei prodotti che sono più freschi, saporiti e genuini è la principale ragione di acquisto dal produttore per il 71% degli italiani coinvolti, seguita dalle garanzie di sicurezza e dalla ricerca di prodotti locali che salgono sul podio delle motivazioni davanti alla convenienza economica, secondo l’Indagine Coldiretti/Ixè. Con la spesa dal contadino si trovano infatti prodotti locali del territorio, cosiddetti a chilometri zero, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto della stagionalità dei prodotti in alternativa ai cibi che devono percorrere lunghe distanze. Oltre a ciò nei mercati contadini – conclude la Coldiretti – è possibile trovare specialità del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all’importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte.

Due carabinieri in servizio a Chiaramonte Gulfi (Ragusa) sono stati arrestati all’alba di oggi con l’accusa di furto aggravato e falso in atto pubblico. I due durante l’orario di servizio, soprattutto nella notte, rubavano cassette di ortaggi da terreni privati. I due sono stati posti ai domiciliari. Le indagini sono coordinate dal procuratore Fabio D’Anna e dal sostituto Monica Monego. Per entrambi è scattata l’immediata sospensione dal servizi

Una donna di 35 anni ed un bambino di cinque hanno perso la vita dopo una caduta dal decimo piano di un palazzo in Largo Montecassino a Modena. Stando alle prime notizie che si hanno in merito all’accaduto, la donna sarebbe la zia del minorenne, figlio del fratello di lei. Le due vittime sono entrambe italiane. Tra le prime ipotesi sull’accaduto non e’ esclusa quella di un omicidio suicidio. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, anche i carabinieri ed i vigili del fuoco.

Paura per il portiere del Napoli David Ospina: il giocatore, che si era infortunato alla testa in uno scontro di gioco con Pussetto a inizio gara, al 41esimo si è accasciato a terra e l’arbitro ha dovuto sospendere il match con l’Udinese per far entrare l’ambulanza in campo. Ospina è stato trasportato fuori tra gli applausi di sostegno dei tifosi.

Atti sessuali con un minore e cessione di stupefacente. E’ l’accusa a cui dovrà rispondere una 42enne, abitante nella provincia torinese, a cui i carabinieri di Leini’  hanno notificato un ordinanza di custodia cautelare in carcere al termine di un’indagine coordinata dalla procura di Ivrea.  La donna, secondo l’accusa, da dicembre 2017 a gennaio 2019, avrebbe avuto una relazione intima con un minore  di 14 anni, amico della figlia, con il quale, inoltre,  avrebbe consumato droga. A far scattare l’indagine la madre del ragazzino che sospettava ci fosse una relazione tra il figlio e la donna.

Pierre von Hooijdonk, ambasciatore dell’Uefa par l’Europa League, ha avuto la ‘mano pesante’ col Napoli nel sorteggio di Nyon. Nei quarti di finale infatti, i partenopei dovranno vedersela con l’Arsenal, attuale quarta forza della Premier League. Andata a Londra l’11 aprile, ritorno al San Paolo dopo una settimana, quando si decidera’ quale delle due accedera’ alla semifinale per affrontare la vincente del derby spagnolo tra Valencia e Villarreal. Sia gli azzurri di Carlo Ancelotti, sia gli inglesi allenati da Unay Emery sono tra le formazioni piu’ accreditate per la vittoria. Tra i Gunners ci tanti giocatori di talento, specialmente dal centrocampo (Xhaka, Ozil, il futuro juventino Ramsey…) in su (Lacazette ed Aubameyang), ma tutti di sicuro avrebbero preferito un altro avversario.

Le guide turistiche scendono in piazza

Sono scese in piazza con lo slogan “No all’intesa, sì alla legge tanto attesa” per l’ennesima protesta, ieri mattina a Roma davanti a Montecitorio, le guide turistiche assieme ai sindacati Ugl, Agta e UilTucs. ‘ La richiesta, ancora inascoltata, è la stessa che ricorre da tempo: “l’impegno a redigere in tempi brevissimi una legge sulla professione”.Le guide turistiche contestano anche che le singole  Regioni possano rilasciare abilitazioni alla professioni ad operare a livello nazionale senza una legge che normi la professione.

“Da anni siamo senza legge di riordino questo vuol dire essere preda dell’abusivismo più totale, non c’è un accesso regolare alla professione. Non vogliamo decreti tampone ma vogliamo norme precise in relazione all’Europa. Leggi – spiega Isabella Ruggiero presidente Agta – che c’erano ma è stato tutto cancellato quando nel 2013 è stata estesa l’abilitazione delle guide turistiche a tutto il territorio nazionale. Da quel momento siamo in assenza di una legge”.”Siamo rimasti amareggiati – prosegue Isabella Ruggiero – dal modo in cui sono stati condotti finora dal Mipaaft i lavori per la nostra professione: a Dicembre è stato istituito un Comitato per le norme sulle guide, ma invece di mirare dritti alla legge e a mettere fine al caos delle abilitazioni facili, si parla di fare prima un emendamento, poi due decreti ministeriali, poi un’intesa Stato-Regioni e solo alla fine forse vedremo un giorno una legge. Se invece di perdere 3 mesi per un emendamento non concluso avessimo messo mano subito alla legge, già staremmo a metà dell’opera. Se c’è la volontà politica, si può fare un decreto legge in breve tempo. Siamo stanche di governo che ci dicono che non c’è tempo per una legge e che bisogna ricorrere a decreti tampone. Il 14, tra due giorni – conclude Isabella Ruggiero – il Ministro (Centinaio) incontrerà le Regioni: speriamo che dopo questa manifestazione non si voglia fare nessuna Intesa Stato-Regioni per accorciare i tempi e per trovare scorciatoie”“Il Ministro Centinaio si era sempre schierato dalla parte delle guide locali e contro l’Intesa Stato-Regioni quando era un Senatore dell’opposizione. Ci aspettiamo che faccia un passo netto di distacco rispetto alla politica degli ultimi anni” dice Daniela De Vincenzo di UILTUCS.”Noi richiediamo una legge di riordino della professione- afferma Pietro Melziade di Ugl -perché il caos normativo, creato nel 2013 con l’articolo 3, ha avuto come risultato un aumento indiscriminato dell’abusivismo, del lavoro al nero e dell’evasione fiscale. Chi ha approfittato di questo caos? I Tour operator stranieri che, approfittando dell’assenza di controllo in italia, inviano i loro accompagnatori che, in maniera continuativa, svolgono nel nostro paese questa attività, lucrando sui nostri beni culturali e portando questi introiti nel loro paese d’origine. Al di là dello scadimento del servizio offerto, -conclude Pietro Melziade- l’Italia che ha tantissimi disoccupati non può permettersi di lasciare una risorsa così importante in mano agli altri paesi. Una legge di riordino seria metterebbe fine a tutte queste illegalità”.

Fiumi di cocaina nella “Palermo-bene”, blitz antimafia

È lo spaccio di droga “la principale fonte di reddito di Cosa nostra”. E’ quanto emerge dall’operazione antimafia che all’alba di oggi ha portato al’arresto di 32 persone a Palermo. Secondo gli inquirenti, il mandamento mafioso di Porta Nuova avrebbe organizzato le piazze di spaccio di sostanze stupefacenti, “che continua a costituire la principale fonte di reddito di cosa nostra (seguita subito dopo dalle estorsioni)”, “diretta conseguenza della domanda che non accenna a decrescere, anzi sembra in continua crescita”. “Sono state registrate, nel corso delle indagini, numerose richieste di acquisto di droga per uso personale anche da parte di una nutrita schiera di acquirenti costituita da imprenditori e liberi professionisti della città”, spiegano gli investigatori. Tra gli acquirenti spiccano imprenditori ma anche dentisti e architetti. Sono state, altresì, individuate due diverse attività, una imprenditoriale e l’altra commerciale, ubicate a Palermo e riconducibili agli esponenti di vertice di cosa nostra, ma intestate a prestanome e quindi sottoposte a sequestro preventivo. “In tema di attività commerciali è stato contestato il reato di illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso per avere imposto la fornitura di caffè a bar del territorio”, dicono ancora gli inquirenti.

Palermo, sparatoria nel supermarket: ucciso il rapinatore

Un rapinatore e’ rimasto ucciso a Palermo in un minimarket gestito da cittadini del Bangladesh in via Maqueda a Palermo. Nel corso della rapina sono rimasti feriti un avventore e un dipendente. Le indagini sono condotte dagli agenti della squadra mobile che stanno cercando di ricostruire la dinamica della sparatoria.

E’ un tunisino il rapinatore ucciso all’alba di oggi all’interno di un minimarket gestito da bengalesi nel centro storico di Palermo. L’uomo, visibilmente ubriaco, avrebbe tentato di rapinare il negozio ma dopo una colluttazione tra i presenti è stato ucciso.

Turismo slow, la Campania in mostra a Berlino

La Regione Campania è presente all’ITB di Berlino, la maggiore fiera e mercato d’affari dell’industria del turismo, con una delegazione guidata dall’assessore allo Sviluppo e Promozione del Turismo Corrado Matera. Fino al 10 marzo, all’interno dello stand ENIT, sono in agenda conferenze stampa e incontri tematici con i media e gli esperti del settore. Il programma rappresenta la sintesi dell’offerta turistico-culturale dei nostri territori destinata a un mercato, qual è quello tedesco, che le proiezioni dànno in netta crescita. Secondo dati Enit il turismo slow proveniente dalla Germania verso l’Italia è destinato ad aumentare di circa il 70% nei prossimi tre anni. Per intercettare questi flussi assume valore strategico la mostra-mercato berlinese dove sono illustrate le eccellenze di un settore ormai trainante dell’economia regionale, che vive un momento magico nel segno di un turismo di tutti, con tutti e per tutti.

A Berlino, infatti, si celebra l’attenzione crescente della Regione verso orientamenti di mercato sempre più alla ricerca di un turismo eco-sostenibile, che si traduce nella valorizzazione di aree, una volta dimenticate, trasformate in percorsi permanenti di fruizione a piedi o su due ruote, utilizzando al meglio i territori meno conosciuti dei distretti turistici campani.

“E’ essenziale – afferma l’assessore Matera– essere innovativi salvaguardando le bellezze naturali delle cosiddette destinazioni minori. Oggi i borghi, il cibo sano, i percorsi di fede, i cammini e il cicloturismo dei nostri Parchi, così come le terme, rappresentano il sistema per un turismo più diffuso per i territori, che ha margini di crescita esponenziali rispetto a quelli delle méte tradizionali”.

Insieme con la presentazione del turismo slow “made in Campania” che esalta i sapori dell’enogastronomia dei piccoli borghi, la capitale tedesca è anche il luogo ideale per un confronto-incontro tra i tesori archeologici del Museo campano di Capua e l’Altes Museum di Berlino. A legare queste due istituzioni sono le “Madri”, preziosi reperti e nel contempo straordinarie connessioni tra il museo regionale e la galleria berlinese.

Nelle cinque giornate tedesche sono programmati anche momenti di show-cooking con l’Associazione Verace Pizza Napoletana e degustazioni enogastronomiche curate da Federalberghi Ischia e da Poti, l’associazione degli agenti di viaggio e dei tour operator dell’Isola Verde con lo chef Ciro Mattera,

“L’ITB di Berlino – conclude l’assessore regionale – più che una fiera rappresenta una mostra-mercato del turismo mondiale. L’obiettivo quindi non è solo la promozione ma anche l’offerta delle nostre eccellenze ai maggiori operatori internazionali. Fondamentale è che tutto questo venga organizzato in pacchetti specialistici da destinare ai mercati con il sostegno regionale della promozione fieristica. I nostri turismi sono in progressiva e costante risalita e il nostro progetto nasce proprio dalla volontà di valorizzare l’unicità dell’offerta campana in un’ottica di “mobilità dolce”. Stiamo trasformando, anche con l’aiuto degli operatori privati, il territorio campano in una destinazione accogliente in tutto e per tutti, una terra dove si possa costruire e sviluppare un turismo accessibile, inclusivo e di qualità”.

Alle prossime elezioni amministrative in Basilicata si vota in 52 Comuni. Il principale test elettorale è Potenza dove il sindaco uscente Dario De Luca non è ricandidato. Le manovre non sono ancora iniziate perché si attende l’esito delle Regionali del 24 marzo. Fatta eccezione per il capoluogo, in tutti gli altri Comuni lucani la partita si decide al primo turno poiché hanno popolazione inferiore ai 15.000 abitanti. In provincia di Potenza si vota in 40 Comuni: oltre al capoluogo, in ordine di popolazione vanno alle urne i cittadini di Venosa, Tito, Picerno, Marsicovetere, Maratea, Pietragalla, Brienza, Rotonda, Viggiano (il Comune dove ha sede il centro Oli dell’Eni), San Fele, Rivello, Barile, Satriano di Lucania, Chiaromonte, Pescopagano, Laurenzana, Anzi, San Severino Lucano, Roccanova, Nemoli, Spinoso, Sant’Angelo Le Fratte, San Chirico Nuovo, Banzi, Montemurro, Terranova di Pollino, Savoia di Lucania, Rapone, Gallicchio, Brindisi di Montagna, Noepoli, Castelluccio superiore, Castelmezzano, Trivigno, Armento, Missanello, Guardia Perticara, Calvera, San Paolo Albanese (il Comune più piccolo della Basilicata, 260 anime). In provincia di Matera si vota in 12 Comuni: Bernalda, Nova Siri, Pomarico, Rotondella, Miglionico, Valsinni, San Giorgio Lucano, Garaguso, Gorgoglione, Calciano, Craco e Cirigliano.

Un Boeing 737 della Ethiopian Airlines con 157 persone a bordo si e’ schiantato sei minuti dopo il decollo da Addis Abeba. Lo ha reso noto il governo etiopico, spiegando che c’e’ un numero imprecisato di vittime. L’incidente e’ avvenuto questa mattina alle 8,44 locali: l’aereo era decollato alle 8,38 dall’aeroporto di Bole diretto a Nairobi, in Kenya, ed e’ precipitato in un’area che si trova 62 chilometri a sud-ovest dalla capitale etiopica.

A bordo del Boeing 737-800 MAX, c’erano otto membri dell’equipaggio e 149 passeggeri. “Le operazioni di soccorso e salvataggio sono state avviate e non abbiamo informazioni sul numero delle vittime o su possibili superstiti”, ha fatto sapere la Ethiopian Airlines. Il premier etiopico, Abiy Ahmed, ha inviato “le piu’ profonde condoglianze a quanti hanno perso perso propri cari” sul volo ET 302. La Ethiopian Airlines, di proprieta’ statale, e’ fra le maggiori compagnie aeree dell’Africa con una decina di milioni di passeggeri all’anno. Il suo ultimo incidente di rilievo risaliva al gennaio 2010 quando un aereo era precipitato nel Mediterraneo poco dopo il decollo da Beirut, uccidendo le 90 persone a bordo.

L’incidente piu’ grave risale al novembre 1996 quando durante un dirottamento su un volo tra Addis Abeba e Nairobi i motori del velivolo si arrestarono perche’ si era esaurito il carburante e nell’atterraggio d’emergenza in mare il velivolo urto’ la barriera corallina dell’Oceano Indiano. Morirono 123 delle 175 persone a bordo.

Il Napoli di Ancelotti in campo oggi alle 18 sul terreno, da sempre ostico, del Sassuolo. Gli azzurri, che hanno appena conquistato il quattordicesimo posto nel ranking UEFA, davanti al Manchester United e Liverpool, giocherà senza Meret, squalificato nella partita contro la Juve dopo un contestatissimo intervento. Tra i pali Dunque ci sarà Ospina.
In difesa Ancelotti potrebbe schierare Chiriches al fianco di Koulibaly.
A centrocampo spazio probabilmente a Diawara. In attacco potrebbe esserci un posto anche per Verdi. Tra i convocati anche il diciottenne Andrea, terzo portiere. Ma la testa del Napoli è ovviamente già a Salisburgo dove giovedì prossimo si giocherà il ritorno della partita di Europa League.

Aveva finto di essere rimasto vittima di una rapina per intascare i soldi dell’assicurazione. Adesso per il titolare di un supermercato a Palermo è scattata la denuncia per simulazione di reato. Agli agenti aveva raccontato di essere stato avvicinato in strada da alcuni malviventi che lo avevano rapinato, portando via un cospicuo bottino: 15mila euro, l’incasso della sua attività commerciale. Un racconto “contraddittorio e confuso” che non ha convito gli investigatori. Ad insospettire i poliziotti innanzitutto la data della denuncia, non immediata ma posticipata di qualche giorno rispetto alla rapina. E poi alcune contraddizioni sul luogo in cui si sarebbero svolti i fatti e le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona che non avevano ripreso nessuna rapina. Messo alle strette e consapevole di non potere reggere ancora a lungo la messinscena, l’uomo è crollato e ha ammesso di avere totalmente inventato la storia per beneficiare di una iniezione di liquidità che il risarcimento assicurativo avrebbe rappresentato per il bilancio della sua attività commerciale. Per lui è così scattata la denuncia.

Il video spettacolare della barriera corallina al largo di Monopoli

Una barriera corallina al largo di Monopoli. Come quelle che popolano i fondali delle Maldive o di Sharm el Sheikh, nel Mar Rosso. È l’eccezionale scoperta dei ricercatori del dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, guidati dal direttore Giuseppe Corriero, annunciata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Una scogliera corallina in cui i sub si sono imbattuti fra i 40 e i 55 metri di profondità, a circa due chilometri dalla costa del comune a sud di Bari. Ma l’ipotesi degli studiosi è che il fronte della barriera possa estendersi anche ben oltre, seppure non in modo uniforme: in direzione del capoluogo pugliese, da un lato, e fino a Otranto, dall’altro.

“È la prima volta che nel Mediterraneo scopre una barriera così, con caratteristiche molto simili a quelle di memoria equatoriale”, dice il professor Corriero al quotidiano pugliese. E aggiunge: “L’aspetto paradossale è che ce l’avevamo davanti agli occhi e non l’abbiamo mai vista”. Fino a tre anni fa – le ricerche sarebbero partite allora – quando il docente si è imbattuto in “qualcosa di strano” e ha voluto vederci chiaro.