Brindisi, sparatoria davanti al locale della movida: individuato il ventenne che ha ferito un altro giovane

E’ stato individuato il presunto autore della sparatoria, avvenuta nella notte tra sabato e domenica in pieno centro storico vicino ad alcuni affollatissimi locali della ‘movida’ di Brindisi, conclusasi con il ferimento a una spalla e a una gamba di un giovane di 26anni, noto alle forze dell’ordine. I carabinieri, nella tarda serata di ieri, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto, emesso dal pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica, Francesco Carluccio, a carico di Piero Martucci, 20enne, anche lui con precedenti per reati in materia di droga e contro il patrimonio. Sarebbe stato lui a sparare due colpi calibro 6.35 contro il 26enne, ferendolo. I militari, per l’intera giornata hanno effettuato in città diversi posti di controllo e numerose perquisizioni nei confronti dei fiancheggiatori/amici del presunto autore del tentato omicidio e dell’entourage della vittima, per ‘fare terra bruciata’ intorno a loro. L’azione di sangue è stata parzialmente ripresa da un impianto di videosorveglianza ma i tanti nottambuli si sono allontanati dal luogo della sparatoria senza fornire alcuna forma di collaborazione. La sparatoria poteva avere conseguenze ben peggiori. Il 20enne, sentitosi ormai braccato dai militari, nella serata di ieri si è costituito ai carabinieri nella caserma del quartiere Casale, accompagnato dal padre, il cui ruolo è stato fondamentale nel convincere il figlio a consegnarsi ai militari. Martucci ha preferito non rispondere alle domande degli investigatori e, pertanto, è stato condotto in carcere. Dovrà rispondere di tentato omicidio, porto abusivo di arma da fuoco, ed esplosioni pericolose.

Su tutte le regioni addensamenti consistenti con fenomeni associati, piu’ intensi sulle coste campane al mattino, su Sicilia settentrionale e Calabria meridionale tirrenica, dove su quest’ultime due risulteranno anche a carattere di rovescio o temporale; nevicate a quote superiori ai 1000-1100 metri sulla Sila. Miglioramento atteso dal pomeriggio a partire dalla Campania in successiva estensione a Calabria settentrionale ed a seguire in nottata alle altre aree. Temperature in aumento. Venti molto forti con rinforzi di burrasca sulla Sicilia e in intensificazione pomeridiana sulle aree costiere tirreniche ed adriatiche, in particolare sulla Calabria. Mari: molto agitati localmente grossi al largo lo Stretto di Sicilia, da molto mossi ad agitati il Tirreno meridionale ed il basso Ionio

Operazione della Polizia di Stato di Taranto contro lo sfruttamento della prostituzione. Eseguite 13 misure cautelari, di cui 8 in carcere e 5 agli arresti domiciliari. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, sfruttamento, favoreggiamento e agevolazione della prostituzione. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Taranto.

L’indagine ha portato alla luce un’organizzazione transnazionale dedita allo sfruttamento della prostituzione ai danni di alcune giovani ragazze prevalentemente provenienti dall’Est Europa, che venivano collocate su strada, indotte alla prostituzione, e sottoposte a protezione dietro il pagamento di somme di denaro. L’operazione e’ stata denominata ‘Madame’.

Almeno 15 persone sono morte a causa dell’incidente aereo nell’aeroporto Fath di Karaj, non lontano da Teheran: solo un membro dell’equipaggio del Boeing 707 cargo che ha sfondato il muro di cinta dello scalo e si e’ schiantato contro alcuni palazzi residenziali incendiandosi e’ sopravvissuto. Lo ha detto il portavoce del dipartimento per le emergenze, Mojtaba Khaledi. Non si hanno notizie di eventuali vittime nella zona residenziale colpita. L’aereo trasportava carne e secondo Farsnews apparteneva all’esercito iraniano.

Sicilia, corruzione all’Agenzia per la riscossione: indagati sei dipendenti

I Finanzieri del Comando provinciale di Catania, su delega della locale Procura distrettuale, hanno eseguito sei misure cautelari. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale etneo. Tre persone sono finite agli arresti domiciliari mentre altre tre sono state raggiunte da misure interdittive. L’inchiesta ha fatto luce, spiegano gli investigatori, “su condotte delittuose poste in essere da professionisti e dipendenti ‘infedeli’ di Riscossione Sicilia spa, delle sedi di Catania e Messina. Gli indagati, a vario titolo, devono rispondere di concorso in corruzione continuata, accesso abusivo ad un sistema informatico e rivelazione di segreti di ufficio. Tra le persone destinatarie delle misure cautelari, due avvocati catanesi, di cui uno gia’ dirigente in pensione della Serit (oggi Riscossione Sicilia spa), e 3 funzionari attuali dipendenti dell’Ente di riscossione regionale. I particolari dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terra’ alle ore 10.30 presso la Procura di Catania, alla presenza del procuratore, Carmelo Zuccaro. 

Trovate le coperture per bloccare l’aumento dell’Ires per il Terzo Settore, mentre rimane il nodo del Tfr degli statali che andranno in pensione con quota 100. L’anticipo bancario eviterebbe uno slittamento di sette anni, ma potrebbe comportare costi molto elevati se gli interessi saranno anche in parte a carico dei lavoratori, i sindacati contestano fortemente l’ipotesi. Il decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100 arriverà in Consiglio dei ministri giovedì, ha confermato ieri Salvini, aggiungendo che «ci sono i contributi previsti per i disabili», si tratta di 400 milioni che la Lega si era impegnata a spostare sulle pensioni d’invalidità. «Il governo si appresta a introdurre nel Dl semplificazioni all’esame del Parlamento o in quello su reddito e pensioni in arrivo la prossima settimana una norma che abrogherà l’aumento» al 24% dell’Ires per le associazioni non profit, ha confermato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, aggiungendo che invece servirà un periodo più lungo, di alcuni mesi, per il riordino complessivo delle agevolazioni previste per il settore. Non ci sono schiarite invece sul fronte del pubblico impiego. I lavoratori pubblici, in particolare quelli della scuola, della sicurezza e della giustizia troveranno nel provvedimento una piccola norma che dovrebbe mettere fine ad una serie di preoccupazioni emerse in passato. Il tema è quello delicato della prescrizione dei contributi previdenziali. Nel mondo ex Inpdap molte posizioni assicurative risultano tuttora non complete a causa di una pesante eredità del passato: lo Stato infatti nel suo doppio ruolo di datore di lavoro e di erogatore della prestazione previdenziale non versava effettivamente i contributi dovuti, come avviene nel privato. In un primo momento il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno si era impegnata a evitare qualunque penalizzazione per i dipendenti pubblici, che già incassano il Tfr in media almeno due anni dopo essere andati in pensione. Le bozze del decreto su quota 100 prevedono che chi va in pensione in anticipo debba però aspettare il termine stabilito dalla legge Fornero per il versamento dell’indennità di fine rapporto, il che significa che potrebbero passare circa sette anni.

Hanno 16 e 18 anni le vittime di un incidente stradale avvenuto ieri notte alla periferia di Cerignola, nel foggiano. Per cause ancora da accertare intorno alle 2 di ieri notte c’e’ stato uno scontro tra una Ford Cmax e una Fiat Bravo. Nel terribile impatto la Ford , su cui viaggiavano 4 ragazzi si e’ spezzata in due. I due ragazzi che erano sui sedili posteriori sono morti all’istante. Feriti gravemente il ragazzo che era alla guida del mezzo e la ragazza che era seduta accanto. Sul posto hanno lavorato per diverse ore vigili del fuoco, polizia, carabinieri e uomini del 118.

Scandalo a Palermo: il libro di storia dimentica le  vittime della mafia

Nel libro dei concorsi Simone, un testo di preparazione agli esami del concorso, indetto dall’Assemblea regionale siciliana, per 11 posti di consigliere parlamentare, nel capitolo dedicato alla Storia della Sicilia e nella parte relativa alle vittime di mafia, mancano alcuni nomi tra cui quelli dei poliziotti morti nelle stragi di Capaci e di via D’Amelio, nelle uccisioni del procuratore Scaglione e del gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa e quello del maresciallo Lenin Mancuso ucciso col giudice Cesare Terranova a Palermo. Per questo il figlio del maresciallo di polizia, l’ex senatore Carmine Mancuso esprime ”profonda indignazione”.

”E’ davvero singolare – dice Mancuso – che in un libro, finalizzato a preparare coloro che un giorno potrebbero diventare nientemeno che dirigenti del Parlamento siciliano, si commettano errori o omissioni cosi’ grossolani che, nella sostanza, producono disinformazione e rendono claudicante, se non piena di gravi ‘vuoti’, la conoscenza di tutti coloro che, a vario titolo, hanno pagato con il sacrificio della loro vita l’impegno totale contro la piovra mafiosa per l’affermazione della legalita’ e per il riscatto della Sicilia”. ”L’episodio e’ indice – conclude – a voler essere generosi, di un pressappochismo che offende la memoria dei caduti e la storia dell’antimafia fatta di coraggio e di una lunga scia di sangue”.

L’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, accusato, assieme ad altri 11 dirigenti e funzionari di omicidio colposo plurimo e disastro colposo per l’incidente del 28 luglio 2013, nel quale persero la vita 40 persone a bordo di un bus precipitato dal viadotto autostradale, è stato assolto. Nei suoi confronti la richiesta del pm Rosario Cantelmo era di 10 anni di reclusione. Ira dei familiari in aula. Un applauso sarcastico ha accompagnato gli avvocati difensori degli imputati all’uscita dall’aula del tribunale di Avellino.”Bravi, avete vinto”.


“Vergogna, questa non è giustizia. Assassini, Castellucci dove sei? Questa è l’Italia”. Gridano nell’aula del tribunale di Avellino i familiari delle 40 vittime del bus finito nella scarpata nel 2013, dopo la lettura della sentenza che assolve Giovanni Castellucci, ad di Autostrade per l’Italia.
Bus in scarpata, assolto Castellucci. L’ira familiari vittime: “Non è giustizia”


“Castellucci è colpevole”, ha detto uno dei parenti delle vittime presenti in aula, dove poco dopo la lettura del dispositivo della sentenza di primo grado da parte del giudice è scoppiata la rabbia dei parenti, con urla e proteste contro Castellucci. qualcuno piange. “Giudice esci”, grida un altro deipresenti. Viene anche scandito più volte il numero “ottantatre”, ossia il numero delle vittime, 40, sommato a quello dei morti per il crollo del ponte di Genova, che sono stati 43. Dal pubblico che assiepava il tribunale di Avellino anche invettive contro il giudice monocratico Luigi Buono, autore della sentenza: “Esci, ti aspettiamo”. Il clima è rimasto teso a lungo, poi la situazione è tornata tranquilla.

Il giudice ha condannato a 12 anni di reclusione Gennaro Lametta, titolare dell’agenzia di viaggi che noleggiò il bus e fratello di Ciro, l’autista che ha perso la vita dell’incidente. Otto anni di reclusione sono stati inflitti alla funzionaria della motorizzazione Civile Antonietta Ceriola. Per quanto riguarda Autostrade, 6 anni la pena decisa per i dirigenti di Autostrade, Nicola Spadavecchia e Gianluca De Franceschi, 5 anni e sei mesi per Paolo Berti e Giovanni Marrone, 5 anni ciascuno per Michele Renzi e Bruno Gerardi. Assolto gli altri sette imputati. Oltre a Castellucci, per il quale il pm aveva chiesto 10 anni di reclusione, sono stati assolti altri manager di Autostrade e il dirigente della Motorizzazione Vittorio Saulino

Un azionista di Google, James Martin, ha fatto causa al consiglio di amministrazione della casa madre Alphabet per le buonuscite spropositate volte a coprire le molestie sessuali. Nel ricorso si sostiene che i fondatori del motore di ricerca, Larry Page e Sergey Brin, insieme a tutto il resto del board, abbiano partecipano “ad uno schema andato avanti per anni per coprire molestie sessuali e discriminazioni ad Alphabet”. Lo hanno reso noto gli avvocati del querelanti durante una conferenza stampa. Il New York Times per primo aveva rivelato che la liquidazione da 90 milioni di dollari al papa’ di Android, Andy Rubin, nel 2014, era legata alle accuse di una dipendente che ha detto di essere stata costretta da lui fare del sesso orale e che si erano rivelate credibili. La notizia sollevo’ un’ondata di proteste all’interno della societa’ che vide 20.000 dipendenti Google manifestare. Quella di Martin e’ la prima causa contro Google per il caso di Rubin. Accusa la societa’ di non aver fatto il suo dovere comprendo l’accaduto. “Brin, Page e il resto del board di Alphabet non hanno solo evitato di rendere note le molestie sessuali di Rubin e il fatto di averle trovate credibili, ma hanno organizzato per Rubin un party di addio da eroe pagandolo 90 milioni”, si legge nel ricorso. “Con questa deprecabile condotta, Alphabet ha violato il dovere fiduciario di buona fede e lealta’ e ha violato le policy della compagnia che impongono di agire in modo efficace ed etico”.

“Zaia, Fontana e Chiamparino: sì alla Torino-Lione”. Per un documento che spinge verso lo stop della Tav, l’analisi costi-benefici già depositata al ministero delle Infrastrutture, ne è in arrivo un altro che invece suggerisce la soluzione opposta, e cioè la prosecuzione dei lavori per l’alta velocità Torino-Lione. Si tratta dell’analisi giuridica commissionata sempre dal ministero delle Infrastrutture, che a giorni dovrebbe essere consegnata nelle mani di Danilo Toninelli (M5S). Il documento quantifica in almeno 3 miliardi i costi che l’Italia dovrebbe affrontare in caso di stop dei lavori. La Tav ritorna quindi a essere centrale nello scontro politico che sta investendo la maggioranza giallo-verde. . Lo studio – spiega Toninelli – sarà condiviso in seno all’esecutivo, che sarà investito di qualsiasi decisione direttamente inerente al contratto di governo». Il punto è che l’alleato leghista ha già deciso che, contratto di governo o meno, la parola deve passare ai cittadini, sposando di fatto la possibile iniziativa che potrebbe prendere il governatore piemontese Chiamparino di indire un referendum.

Per la prima volta nella storia recente della Reggina, un imprenditore che non e’ nato in riva allo stretto e’ il nuovo proprietario della societa’ amaranto. E’ Luca Gallo, titolare della M&G Holding srl, che ha acquisito la quasi totalita’ delle quote dell’Urbs Reggina 1914, il 97,1%, di cui l’86,66% della P&P Sport del presidente uscente Mimmo Pratico’ e del figlio Giuseppe e il 10,44% dei soci De Caridi e Simonetta. Con il notaio che ha sottoscritto l’atto e i legali delle parti, al closing erano presenti anche il direttore generale della M&G, Vincenzo Iriti e il direttore sportivo del club amaranto, Massimo Taibi. Iriti, avvocato reggino nato a Bova Marina, ha svolto un ruolo-chiave nell’acquisizione della societa’ calcistica da parte della M&G di Luca Gallo, imprenditore nato a Roma ma con origini calabresi, in particolare della provincia di Cosenza. Con il passaggio delle quote, Gallo diventa unico proprietario del club e alla prima assemblea sara’ nominato ufficialmente presidente della Reggina. L’ultimo non reggino era stato l’armatore napoletano Amedeo Matacena negli anni Ottanta che pero’ era reggino d’adozione per aver fondato la Caronte, societa’ di navigazione nello Stretto. Il closing del passaggio tra Mimmo Pratico’ e Luca Gallo e’ avvenuto proprio alla vigilia del 105° anniversario del club amaranto nato l’11 gennaio del 1914.

“Riteniamo un’ottima notizia l’arrivo degli ispettori del ministero della Sanità e dei Nas all’ospedale San Giovanni Bosco, è il momento di fare una pulizia totale all’interno e all’esterno della struttura”. Così il consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanità Francesco Emilio Borrelli, che nei giorni scorsi è stato ascoltato dai Nas sul caso. “Ben vengano i controlli. Dopo l’istituzione della commissione d’indagine da parte della Asl Napoli 1, anche gli ispettori del ministero sono al lavoro per fare luce sulla vicenda. Occorre massima attenzione per accertare la genesi del fenomeno e le eventuali responsabilità. Qualora siano individuate delle negligenze, chiediamo che si agisca con la massima severità. Chi non fa bene il proprio lavoro, danneggiando i pazienti, deve essere punito. Per fare piena chiarezza sulla vicenda e sulle condizioni del San Giovanni Bosco, abbiamo preparato una serie di interrogazioni per il Question Time di domani”. “Per restituire piena dignità all’ospedale – prosegue Borrelli – occorre una profonda opera di riqualificazione. Auspichiamo che vengano sbloccati al più presto i fondi per la ristrutturazione. Bisogna intervenire anche per debellare i fenomeni di illegalità che vengono perpetrati all’interno e all’esterno della struttura. Chiediamo da tempo l’istituzione di un presidio di polizia che possa ripulire lo spiazzo esterno dalla presenza dei parcheggiatori abusivi, spesso legati alle organizzazioni malavitose della zona”. “Auspichiamo inoltre – conclude Borrelli – che si indica al più presto una nuova gara d’appalto per il servizio di pulizia, sollevando dall’incarico l’attuale azienda appaltatrice che opera in regime di prorogatio da circa quindici anni”.

Omicidio in provincia di Palermo, a Belmonte Mezzagno. Vittima un 36enne, Vincenzo Greco, operaio edile incensurato. E’ stato raggiunto da una serie di colpi d’arma da fuoco, in via Portella della Paglia, all’interno della sua auto. Una vera e propria esecuzione di stampo mafioso. E questa appare la pista privilegiata. Indagano i carabinieri, coordinati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia.

Graded S.p.A.: mini bond per 1,5 milioni di euro interamente sottoscritto da HI CrescItalia PMI Fund

Graded S.p.A., società che opera nel settore dell’efficientamento energetico, ha emesso lo scorso 28 dicembre 2018 un prestito obbligazionario che è stato sottoscritto interamente dal fondo di private debt HI CrescItalia PMI Fund.

Graded è una energy saving company (ESCo) che opera, in Italia e all’estero, progettando e realizzando soluzioni energetiche integrate, ad alta efficienza tecnologica, alimentate da fonti rinnovabili, per clienti pubblici e privati. Dall’ottobre del 2017 la società è entrata in “Elite”, il programma di Borsa Italiana e Confindustria destinato alle imprese ad alto potenziale per supportarne il percorso di crescita legato a innovazione e internazionalizzazione.

Il prestito obbligazionario, di tipo senior unsecured, ha un importo di 1,5 milioni di euro, una durata di 5 anni e un piano di rimborso su base trimestrale, dopo un periodo di preammortamento iniziale.

Lo Studio Fiordiliso & Associati e lo Studio Mazzei, Commercialisti e Revisori, entrambi di Napoli, hanno agito come advisor dell’emittente.

“L’emissione di questo bond va a rafforzare i nostri piani di sviluppo in una fase di espansione degli investimenti e rappresenta un importante riconoscimento del percorso di crescita e innovazione in atto”, ha commentato Vito Grassi, Amministratore Unico di Graded S.p.A..

“Con la sottoscrizione del prestito obbligazionario emesso da Graded, realtà ambiziosa e dinamica che siamo lieti di accompagnare nella nuova fase di crescita e sviluppo, prosegue positivamente il programma di investimento del nostro fondo”, ha commentato Paolo Massi, Gestore di HI CrescItalia PMI Fund.

HI CrescItalia PMI Fund, fondo riservato di tipo chiuso, gestito da Hedge Invest SGR con la consulenza di CrescItalia Holding, è specializzato in investimenti in obbligazioni e finanziamenti diretti a piccole e medie imprese italiane e privilegia società che si contraddistinguono per forti capacità gestionali e attivismo imprenditoriale, in presenza di un’adeguata struttura di bilancio e di un efficace sistema di governance.

LE MOSTRE DEL SUD. A Messina le “Tracce” di Laura Martines

Alle 18 dell’11 gennaio, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, sarà inaugurata la personale dell’artista Laura Martines ‘Tracce’. La mostra, curata da Giuseppe La Motta nell’ambito del progetto ‘Opera al Centro’ verrà presentata dal critico e storico dell’arte Mosè Previti. La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il lunedì dall’11 al 22 gennaio nelle fasce orarie 10:00/13:00; 16:00/19:00. “Laura Martines – afferma Mosè Previti – è immersa in una costante e concentrata attività di ricerca, selezione e trattamento della materia. In questo processo, l’artista è guidata dalla conoscenza dei materiali, la sua formazione di restauratrice di libri costituisce la struttura metodologica di un operare meticoloso che è del tutto evidente nel grande equilibrio delle sue opere e della loro impaginazione. L’artista vuole mostrare come la bellezza possa esserci senza nascondere l’inesorabile scorrere degli anni. Anzi, le rughe, le imperfezioni, le crepe, le bruniture e gli ossidi sono gli elementi del suo informale materico intensamente emotivo eppure ugualmente razionale”. 

Cinquantuno migranti di etnia curda sono stati soccorsi lungo la costa nella frazione Torre del comune di Melissa, nel crotonese, dove sono giunti all’alba a bordo di una imbarcazione a vela. La barca si e’ incagliata a pochi metri dalla spiaggia nei pressi di un hotel. Le urla dei migranti hanno svegliato alcuni dei residenti della zona. Il sindaco di Melissa Gino Murgi e diversi cittadini si sono immediatamente prodigati per trarre in salvo le persone. E’ stata anche utilizzata l’imbarcazione di salvataggio in dotazione all’hotel per il periodo estivo per portare al sicuro le sei donne ed i quattro bambini, tra i quali un neonato, che erano a bordo. L’hotel ha poi messo a disposizione la sua struttura per soccorrere le persone e permettere loro di potersi asciugare e cambiarsi usando stufe, phon e coperte. Sul posto sono giunte le forze di polizia per gli adempimenti di rito. I migranti saranno trasferiti al Centro di accoglienza di Sant’Anna per le procedure di identificazione.

La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha fatto luce su due omicidi di mafia avvenuti nel 2005 e nel 2007 nel comune di Partinico. I carabinieri hanno arrestato tre persone. L’indagine rappresenta una tranche dell’operazione “Talea”, eseguita nel dicembre del 2017 nei confronti degli esponenti dei mandamenti mafiosi palermitani di Resuttana e di San Lorenzo, nell’ambito della quale vennero intercettate alcune conversazioni in cui uno degli arrestati faceva riferimenti alla sua partecipazione ad alcuni gravi fatti di sangue.

A seguito della sua successiva collaborazione con i magistrati, l’uomo si è autoaccusato dei due omicidi, rivelandone le motivazioni, il mandante, i complici materiali e le relative modalità di esecuzione. I delitti erano inquadrabili nella scalata al vertice della famiglia mafiosa di Partinico. Due degli arrestati erano già reclusi poiché arrestati nell’ambito delle operazioni “Talea” e “Talea 2”, mentre il terzo, incensurato, è stato catturato nel corso della notte in provincia di Agrigento.

Si è tenuto oggi a Roma,  presso il Ministero dello Sviluppo Economico,  un incontro del tavolo istituzionale per la soluzione della  vertenza  “Treofan Italy” con i suoi due stabilimenti di Terni e Battipaglia. Al tavolo hanno partecipato il Ministero, la Regione Campania e una rappresentanza parlamentare salernitana. La riunione, alla quale non era presente il ministro del Lavoro, ha visto i manager del colosso indiano Jindal Group, che ha acquisito la proprietà dell’impianto battipagliese, non ha fornito le risposte attese. Non esiste ancora un Piano Industriale, seppure annunciato a breve, e non sono state fornite garanzie sulla ripresa delle attività allo stabilimento di Battipaglia che risulta essere quello in maggiori difficoltà. L’Assessore alle Attività Produttive Antonio Marchiello ha quindi ufficializzato la posizione della Regione Campania, assolutamente contraria sia alla chiusura che allo spostamento dello stabilimento di Battipaglia. In particolare,  ha ricordato che la società Treofan  partecipa come capogruppo di uno dei due progetti  del  Contratto di Sviluppo  “Co.Re.Pack” , finanziato anche dalla Regione Campania con oltre 18 milioni di euro. Fondi che la regione non erogherà in assenze di certezze sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e sul mantenimento dello stabilimento a Battipaglia.

E’ stato programmato un aggiornamento della riunione per prossimo 24 gennaio.

 Trema ancora la terra nella zone dell’Etna nel catanese. Una scossa di magnitudo 4.1, e’ stata registrata alle ore 00.50 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L’evento si e’ verificato nella zona di Milo ad una profondita’ di 2 km. La scossa e’ stata avvertita dalla popolazione ma non ci sarebbero danni. Un’altra scossa di magnitudo 2-0 e’ stata invece registrata alle 5.14 nella zona di Adrano a una profondita’ di 4km.

La protezione Civile informa che l’evento – con epicentro localizzato tra i comuni di Linguaglossa, Sant’Alfio e Milo – e’ stato avvertito dalla popolazione. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose. ll Dipartimento della Protezione Civile continua a seguire l’evolversi della situazione in stretto raccordo con i centri di competenza (Ingv e Unifi) e con la Regione Siciliana.