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L’oro del Mediterraneo, l’export dell’Italia è raddoppiato tra il 2001 e il 2014

È stato presentato oggi, presso la sede del Banco di Napoli, il  Quinto Rapporto Annuale di SRM su “Le Relazioni Economiche tra l’Italia e il Mediterraneo”. Il convegno è stato aperto dal presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco e dal presidente di SRM, Paolo Scudieri. A seguire Massimo Deandreis, direttore generale di SRM, e Alessandro Panaro, Responsabile degli Osservatori “Maritime and Mediterranean Economy” hanno presentato i risultati del Rapporto.

Il rapporto di quest’anno, oltre che alle relazioni commerciali ed alla presenza delle imprese italiane in questi mercati, punta ad analizzare anche le dinamiche dei traffici marittimi e l’importanza che alcune grandi infrastrutture – come il raddoppio del Canale di Suez – possono avere sull’intero assetto geo-economico del Mediterraneo. Questo obiettivo di analisi ha portato SRM ad allargare il suo ambito di attenzione anche ai Paesi del Golfo che svolgono un ruolo sempre più centrale sia per la loro funzione di hub marittimo-portuale, sia per il crescente rilievo delle loro economie.

I temi e gli spunti emersi dal rapporto di SRM sono poi stati discussi nella tavola rotonda “Industria, export, logistica, portualità. Le sfide per un Mezzogiorno al centro del Mediterraneo” moderata da Alessandro Barbano, direttore de “Il Mattino” alla quale hanno partecipato: Antonio Ascari, Sales Director Maersk Line; Alessandro Laterza, Vicepresidente Confindustria Mezzogiorno e Politiche Regionali; Maurizio Massari, Ambasciatore d’Italia in Egitto; Pasqualino Monti, Presidente Assoporti; Riccardo Monti, Presidente ICE; Marco Simonetti, Vicepresidente Contship italia Group; Marco Zigon, Presidente GETRA Group.

Ha concluso i lavori il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.

Maurizio Barracco, presidente del Banco di Napoli: “Questo annuale appuntamento con il rapporto di SRM testimonia come per noi siano fondamentali le relazioni economiche con il Sud del Mediterraneo e l’area del Golfo. Relazioni molto più fitte e importanti di quanto comunemente percepito e questo vale sia per l’Italia in generale, ma soprattutto per il Mezzogiorno e destinate a crescere ed intensificarsi con il recente raddoppio del canale di Suez che rimette al centro del traffico commerciale internazionale l’intero Mediterraneo. Questa centralità economica del mare nostrum deve essere sfruttata dall’Italia e dal Mezzogiorno in particolare, se vogliamo abbandonare la nostra perifericità e marginalità ed invece giocare un ruolo attivo nel commercio globale. E’ questo un passaggio cruciale per l’economia del Sud e dell’intera nazione che dovrà competere con altri paesi e che quindi necessita di scelte ed azioni politiche forti sul tema delle infrastrutture logistiche e portuali ma anche di una politica unitaria per lo sviluppo e la pacificazione del Mediterraneo che veda partecipi tutti i paesi europei più grandi, Russia compresa.“

Francesco Guido, direttore regionale Sud di Intesa Sanpaolo e direttore generale del Banco di Napoli. “Guardiamo con attenzione come lo scenario del Mediterraneo stia cambiando e come ciò impatterà sulla nostra economia. Il Sud del Mediterraneo e l’area del Golfo sono l’area di completamento alle filiere italiane che lì hanno un importante bacino produttivo, ma anche area di sbocco per le produzioni italiane, soprattutto per il Made in Italy di alta gamma e qualità che sempre più stanno interessando e affascinando l’area del Golfo. Industria, export, logistica e portualità sono quindi le diverse facce di un unico sistema che deve muoversi in modo integrato. Il ruolo della Banca è quello di facilitare questo sistema ben consapevoli che i benefici prodotti dalle economie di agglomerazione sono tanto maggiori quanto più stretto è il legame tra territorio e sistema finanziario. La nostra Banca ha anticipato le tendenze in atto,  fornendo un importante servizio di supporto alle imprese export oriented. sia per l’ottimizzazione dei flussi commerciali e finanziari che per le attività di import/export. E’ nostra volontà sostenere tutti gli operatori economici del settore affinché riprendano ad investire.”

Paolo Scudieri, presidente di SRM: “Il Rapporto in cinque anni ci ha raccontato come l’Italia sia sempre più proiettata verso il Mediterraneo, ma ha mostrato come lo siano anche i suoi più agguerriti competitor economici quali Germania, Francia, Cina e Stati Uniti. L’area MENA (Middle East and North Africa) ha ancora molto da offrire in termini di opportunità per il nostro sviluppo  infrastrutturale e imprenditoriale e dobbiamo cogliere due grosse sfide. Quella imprenditoriale, perché le imprese che internazionalizzano ritengono che questi siano mercati in cui investire, e quella infrastrutturale perché un Paese che vuole avere una proiezione all’estero,  deve avere al suo servizio un sistema logistico e portuale di eccellenza con la “E” maiuscola”.

Massimo Deandreis, direttore generale SRM: “Abbiamo allargato la nostra visione di Mediterraneo ai Paesi del Golfo; a nostro avviso quest’area, che già vale più di 45 miliardi di export per l’Italia,  va proponendosi come hub logistico-marittimo negli scambi con il medio ed estremo oriente, e ciò la porterà a diventare uno dei nodi centrali del commercio mondiale. Il raddoppio del Canale di Suez renderà ancor più strategico il ruolo del Mediterraneo rendendo più fluidi i traffici e comportando scelte di rotta da parte dei vettori navali. La nuova direttrice Mediterraneo-Suez-Golfo va così affermandosi come un nuovo bacino di opportunità per le imprese italiane e, in particolare, per il Mezzogiorno”.

L’export italiano verso i Paesi del Sud Mediterraneo ed i Paesi del Golfo vale 45,8 miliardi di euro, l’11,1% dell’export totaleL’Italia esporta verso quest’area un valore pari alla somma dell’export verso Stati Uniti e Cina
L’export dell’Italia verso l’Area del Sud Mediterraneo è raddoppiato tra il 2001 e il 2014. Crescita maggiore di quanto registrato da Germania e Francia: 69,3% e 49,6%

Il Mezzogiorno ha un interscambio con l’Area del Sud Mediterraneo di 12 miliardi di euro

La quota di mercato manifatturiero dell’Italia nei Paesi del Sud Mediterraneo e del Golfo è stata del 6,6% nel 2014; tra i competitor europei solo la Germania ha fatto meglio

L’export italiano di prodotti della meccanica nell’Area Sud Med dovrebbe toccare i 9,3 miliardi di euro, con un incremento di 1,3 miliardi nel periodo 2015-2017. Più contenuta la crescita prevista per le esportazioni italiane dei settori tipici del “Made in Italy” (alimentare, mobili ed elettrodomestici, sistema moda, costruzioni, gioielli), +0,8 miliardi di euro, fino a 5,1 miliardi nel 2017

Guardando gli interessi italiani nel Golfo, SRM ha stimato 330 imprese italiane, limitatamente alle sole Free Zone degli Emirati, che complessivamente hanno un fatturato totale pari a 651 milioni di dollari con un giro di affari che cresce a tassi elevati (+11,4% in media nel periodo 2011-2013)

Il traffico di passaggio del Canale di Suez è circa il 9% del traffico marittimo mondiale. Nel 2014, sono transitate 822 milioni di tonnellate di merci ed oltre 17.000 navi. Il 50% circa del traffico del Canale è rappresentato da navi Container

Tra il 2000 e il 2014, il traffico delle  merci attraverso il Canale di Suez è aumentato del 120%

Quasi 200 milioni di dollari l’anno il risparmio stimato per le shipping company a seguito della riduzione dei costi operativi che sarà generata dall’allargamento.

Il raddoppio del Canale e l’affermarsi della direttrice Mediterraneo/Suez/Golfo potrà avere un impatto importante per i porti gateway del Nord Italia e del Mezzogiorno che ricevono una quota rilevante dei traffici via Suez. Si stima un potenziale di crescita del traffico di quasi 200mila Teus sulla sola rotta Far East – USA East Coast.

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