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L’artista Max Ferrigno tra i protagonisti della Palermo Tattoo Convention

Il pioniere della New Pop Art, il torinese ma palermitano d’adozione Max Ferrigno sarà presente alla convention di due giorni dedicata all’arte del tatuaggio: dal 2 al 4 giugno al Saracen Beach resort di Isola delle Femmine di Palermo.

La rassegna pubblica interamente dedicata al tatuaggio, al body painting alla street art e al burlesque prevede una serie di interventi che coinvolgono direttamente Max Ferrigno e le sue opere tra una mostra, sessioni di body painting e tatuaggi.

Celebre a Palermo e in Sicilia per la sua rilettura di Santa Rosalia con l’opera Rosy Sinibaldi, una Santuzza in chiave pop-punk e naturalmente tatuata, Ferrigno inserisce il tatuaggio in molte delle sue tele: rivisitazioni dei personaggi legati a mondo dei manga e delle icone anni Ottanta e Novanta ma anche nella serie di Pin Up.

Proprio alcune delle sue Pin Up sono infatti tatuate e saranno presenti allo show allestito per la Palermo Tattoo Convention insieme ad alcune tele che raffigurano oggetti trasformabili in tatuaggi: come Lucille, la mazza chiodata di Negan nella serie Tv The walking dead che Ferrigno ha riletto in chiave New Pop.

Ma protagonista per eccellenza sarà la tela con il soggetto Daruma, bambolina giapponese, che verrà tatuato live su degli avventori della convention che ne hanno già fatto richiesta.

L’arte contemporanea declinata nella nuova corrente del New Pop sbarca quindi ufficialmente alla convention da venticinquemila visitatori in tre anni con uno dei suoi più significativi esponenti.

Max Ferrigno, Casale Monferrato 1977, è un pioniere della corrente artistica contemporanea New Pop e la fase popsurrealista dell’artista inizia nel 2005: i personaggi dei cartoni animati, le merendine e i giochi di una generazione diventano “attori attivi” nelle sue opere in un tripudio di colori accesi, intensi e dissonanti. Un linguaggio che sembra destinato ai bambini ma che in realtà è rivolto agli adulti. La sua sensibilità artistica ha subito una scossa talmente forte da ridefinire tutto ciò che aveva creato fino a quel momento. Riprende a guardare i vecchi cartoni animati giapponesi e ad ascoltare le sigle tv. Improvvisamente gli echi della memoria infantile diventano la sorgente di un’esplosione di idee e di progetti. Ciò che colpisce è infatti la forza espressiva che trapela dalle sue tele. Nel novembre del 2010 espone la sua prima importante collezione a Milano: “Les Sucreries”, un successo che richiama l’attenzione di molti critici e appassionati di popsurrealismo. Dal 2011 è ufficialmente tra gli artisti della Mondo Bizzarro Gallery di Roma.

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