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LA RECENSIONE. La “Malanotte” di Messina

 

Messina. Esperienza di vita, passionalità, poesia e musicalità di linguaggio è ciò che si riscontra in Malanotte, Ed. Quazzinzola press, di Marilina Giaquinta.

Traspare la sua autentica sicilianità nei suoni quasi onomatopeici di alcune parole che, solo chi ama, conosce e vive il Sud può comprendere in pieno il valore linguistico: neologismi belli, intensi, crudi e delicati, forti, carichi, esplosivi, dolci e sensibili che rendono la situazione, l’ambientazione, il pathos più realistico e vissuto; termini nuovi che sicuramente andranno ad arricchire la nostra già rigogliosa lingua italiana.

I racconti visti da un narratore esterno, non onnisciente, che accompagna il lettore fino all’ultima parola, sono ammantati di musicalità, poesia; racconti per nulla banali, si aggregano e amalgamano in una perfetta armonia di parole, emozioni, descrizioni e ambientazioni.

Chiaro il risvolto psicologico determinato da profonde riflessioni che per volontà dell’autrice portano al nulla, al vuoto totale, alla consapevolezza del quasi socratico “non sapere”, ed è proprio da quella disperazione interiore che tutto prende vita, che si evolve in una maieutica fatta a volte di gesti disperati, violenti, di ribellione o di sottomissione.

Sintassi impeccabile, descrizione non prolissa ma essenziale con termini accurati e ben precisi, senza mai eccedere e che trascinano in poche pagine il lettore attento sia nell’ambiente che nella psiche dei soggetti.

Marilina Giaquinta va con i suoi scritti  ad arricchire ed inorgoglire le pagine della letteratura italiana con la sua vivacità linguistica, con la sua freschezza e la sua emblematica capacità narrativa.

La Casa di Giulia, Librinfesta

Sezione critica

Marilina Giaquinta, Malanotte

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