Zone economiche speciali, il Sud può attendere

Le zone economiche speciali rallentano per fare posto al Nord. Le Zone economiche speciali, a cominciare dalle due istituite in Puglia ma non ancora completamente operative, potrebbero subire ulteriori ritardi come conseguenza della decisione del governo di allargare i benefici delle Zes, pensate nel 2017 per rafforzare i porti del Sud e le aree produttive funzionalmente collegate, alle Zone logistiche semplificate (Zlsl) istituite con la legge di Bilancio 2020 per rafforzare porti e le aree collegate del Centro Nord.
Ritardi e vantaggi ulteriori alle Zes potrebbero venire anche dalla discussione in corso a livello europeo sulla revisione complessiva della disciplina degli aiuti di Stato.
A confermare tale impostazione è stato sabato scorso il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, durante una iniziativa nella sede di Confindustria di Rovigo.

L’allarme della Svimez:
«Fermi ai preliminari»

Svimez ha sottolineato che «a tre anni dalla istituzione delle Zes siamo ancora ai preliminari», nonostante la normativa abbia trovatospazio in un decreto convertito-in legge.
Le proposte Svimez:
1) un decreto per la semplificazione non generica ma specifico;
2) l’attivazione della Zona Doganale Interclusa;
3) la attrezzatura, con le necessarie bonifiche, dei retroporti

La revisione sollecitata a livello europeo
La Commissione europea ha avviato le procedure. Gli attuali orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale sono in fase di revisione

Le linee guida Ue
Anche il Green Deal
La Commissione europea ha proposto una serie di adeguamenti. Il progetto incorpora anche le nuove priorità politiche del Green deal.

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