Xylella, passa la linea dura: carcere per chi non abbatte gli alberi

Xylella, passa la linea dura: carcere per chi non abbatte gli alberi

Passa, con i voti del Movimento, l’emendamento che prevede il carcere per chi si rifiuta di abbattere gli alberi affetti dalla Xylella, il batterio che sta colpendo gli ulivi della regione. E l’ultimo caso che si apre sul decreto Semplificazioni e arriva, guarda caso, proprio dopo la mediazione trovata sul caso trivelle. Sulle piattaforme d’estrazione la spunta il Movimento, che ottiene una moratoria di 18 mesi sulle concessioni e un aumento dei canoni per le aziende di 25 volte (aveva chiesto di 35). La ragione di governo, per riequilibrare i conti, vede invece prevalere la posizione leghista sulla Xylella. Ma evidentemente non basta a Matteo Salvini, ben deciso ad andare all’attacco. E infatti in serata affonda anche sulla Tav: «L’Alta velocità va fatta. Costa più non farla che farla, spero arrivi questo benedetto studio costi-benefici di cui io non ho visto neanche una pagina». Sulla stessa linea il ministro dell’Economia Giovanni Tria: «Basta filosofeggiare sugli investimenti pubblici, la Tav va fatta». Nel decreto Semplificazioni ci sono altre novità di rilievo. II via libera all’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli elementi per valorizzare la produzione nazionale e combattere il falso Made in Italy, novità accolta con entusiasmo da Coldiretti; la cancellazione di quella che era stata chiamata «la tassa della bontà», con il ripristino dell’agevolazione Ires sulle organizzazioni no profit (l’aliquota torna al 12 per cento); lo stanziamento di dieci milioni di euro in favore dei familiari delle vittime del disastro di Rigopiano. E modifiche al testamento biologico che, secondo l’associazione Luca Coscioni, ne renderà «impossibile» l’applicazione.

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