Voucher lavoro, è boom: in otto anni venduti 347 milioni

La sperimentazione è partita otto anni fa, nell’agosto del 2008, e secondo le rilevazioni dell’Inps lo strumento ha avuto una larga diffusione: sono infatti oltre 340 milioni i voucher lavoro venduti alla fine del primo semestre di quest’anno, anche se non mancano le criticità.

All’inizio erano destinati alle vendemmie di breve durata: era l’agosto del 2008 e bisognava sperimentare questo nuovo strumento per rivitalizzare il mercato del lavoro in Italia. Oggi (per meglio dire, alla fine di giugno, periodo preso in esame per lo studio), a distanza di otto anni, l’Inps ha fatto il punto sulla vendita e l’utilizzo dei voucher nel nostro Paese, calcolando che ne risultano venduti 347,2 milioni di importo nominale pari a 10 euro.

Più voucher venduti, ma stessi compensi ai lavoratori. L’istituto previdenziale nazionale ha anche calcolato un incremento del 40 per cento nel primo semestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2015, concludendo che “la progressiva estensione degli ambiti oggettivi e soggettivi di utilizzo del lavoro accessorio è andata di pari passo con l’aumento della vendita dei voucher”. La retribuzione media di chi è retribuito con questo sistema, tuttavia, non è mai arrivata a 500 euro netti all’anno negli anni più recenti. In complesso, se il numero di lavoratori è cresciuto costantemente negli anni, il dato medio di voucher riscossi dal singolo lavoratore è al contrario rimasto sostanzialmente invariato, stabilizzandosi su circa 60 voucher l’anno dal 2012 in avanti. Ecco dunque che, calcolando che l’importo netto riscosso dal lavoratore è di 7,50 euro, si può stimare che “il compenso annuale medio netto negli anni più recenti non è mai arrivato a 500 euro”.

Le nuove norme del Jobs Act. L’aggiornamento dei dati ha ovviamente tenuto conto anche delle modifiche introdotte alle norme sull’utilizzo dei buoni lavoro, soprattutto dopo l’ultima revisione arrivata insieme al Jobs act che, come spiegano i redattori del portale online Guida Fisco, hanno anche trasformato le modalità di attivazione voucher Inps: oggi, infatti, si possono acquistare i buoni direttamente presso tutti gli uffici postali, e non più (come in origine) soltanto presso le sedi Inps oppure tramite la procedura telematica. In realtà, la modalità preferita dagli italiani, che prevale di gran lunga sulle altre forme, è l’acquisto dei voucher presso i tabaccai, grazie a una specifica convenzione stipulata con l’associazione dei tabaccai, poi mutuata anche con il sistema delle Banche Popolari.

Due voucher su tre al Nord. Dalla sperimentazione per le vendemmie del 2008, il sistema dei buoni lavoro si è progressivamente ampliato sotto diversi profili; non cambia molto il settore che assorbe più voucher, che resta il commercio con una quota del 16,8 per cento (ma molto alta è anche la quota del cosiddetto lavoro accessorio), mentre la percentuale di lavoratori di cittadinanza extracomunitaria si ferma intorno all’8,6 per cento. Anche la distribuzione territoriale è stata presa in esame dall’Inps, che ha rilevato come due ticket su tre siano venduti nelle regioni del Nord; in particolare, negli otto anni di impiego di questo strumento il Nord Est ha inciso con il 36,8 per cento delle vendite nazionali (oltre 127 milioni di buoni), mentre il Nord Ovest segue con il 29,5 per cento (102,6 milioni).

Comunicazione obbligatoria da ottobre. Non va poi trascurato un elemento, ovvero le modifiche alle norme di utilizzo dei voucher introdotte nel decreto legislativo 185/2016, correttivo del Jobs act, entrato in vigore dall’8 ottobre di quest’anno. Secondo quanto stabilito, infatti, gli imprenditori e i professionisti che utilizzano il lavoro accessorio devono, almeno un’ora prima della prestazione, inviare un sms o una email all’Ispettorato nazionale del lavoro; chi non rispetta l’obbligo si espone al rischio di sanzione amministrativa fino a 2400 euro, da moltiplicare per ogni lavoratore per cui non si è effettuata la comunicazione. In questo modo, nelle intenzioni del Governo, si impedirebbero comportamenti truffaldini, a cominciare dall’impiego di voucher “a posteriori” per lavoratori privi di regolare contratto.

Sociologo e Consulente di Web Marketing digitale, vanta esperienza quinquiennale come Publishier e Web writer con all'attivo collaborazioni online con testate online locali e nazionali [ View all posts ]

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