Vivaio donna, a Napoli la vetrina virtuale della creatività

lettieri_amodiodi Diletta Capissi

“Credete in voi stesse e puntate sul vostro talento creativo che è ben tangibile in queste stanze del Vivaio Donna”. Così ha esordito Gabriella Amodio, amministratrice della Open Mark, all’inaugurazione degli incontri di mentoring che l’ha vista protagonista insieme allo stilista di alta moda, Nino Lettieri, organizzati nell’ambito del progetto del Comune di Napoli. “Oggi avete la fortuna di avere a disposizione una vetrina virtuale – ha continuato l’imprenditrice – piattaforme web e social che possono promuovere i vostri prodotti e offrono la possibilità di instaurare concrete relazioni commerciali.”

Una platea attenta di donne, stiliste, sarte, interior designer, creatrici di gioielli e accessori moda, upcycler, ricamatrici si è confrontata per oltre quattro ore, attraverso un filo di fuoco di domande, con i due protagonisti dell’imprenditoria e dell’Alta Moda. Lo stilista Nino Lettieri, uno dei più prestigiosi nomi della couture italiane, di origini napoletane, ha apprezzato la qualità e l’originalità delle creazioni di moda, di accessori e  bijoux, ed ha incoraggiato tutte nel continuare il percorso creativo intrapreso e sviluppare una linea completa di prodotti : “Convincetevi che il vostro prodotto – ha detto Lettieri – sia migliore di un vostro competitor e miglioratelo sempre di più, siate inoltre pronte per qualsiasi ordinativo. Fatevi ispirare da qualsiasi cosa, anche dal pavimento di questa stanza che vi accoglie.”

KilesaTalenti femminili hanno dunque trovato un luogo fisico nel cuore di Napoli, in Via Duomo 45, dove poter crescere, acquisire competenze manageriali per trasformare la propria idea, la propria abilità e creatività in un progetto d’impresa e di aggregazione sociale. Ed è qui che gli imprenditori campani sono diventanti mentori delle creative del Vivaio Donna: dal 16 aprile al 5 maggio, per un ciclo di quattro incontri. Dopo il grande successo dell’evento inaugurale con Lettieri e l’imprenditrice Gabriella Amodio, proseguiranno gli incontri di mentoring: lunedì 20 aprile e martedì 21 aprile, alle 9,30, infatti, le settanta protagoniste del Vivaio Donna si interfacceranno con Daniela Forino, della Gloves dei Fratelli Forino, un’azienda che affonda le proprie radici nella tradizione napoletana della lavorazione dei guanti in vera pelle; con Bianca Imbembo, amministratrice dell’impresa Encroc di Caserta, che realizza con uno stile glamour, accessori e borse di feltro, un materiale ecosostenibile poco esplorato. Realizza risultati innovativi e di qualità al di fuori dei canoni tradizionali, di stampo artigianale e soprattutto made in Campania, con particolare attenzione anche ai minimi particolari.

La tutela dell’ambiente, il rispetto per le risorse naturali e la valorizzazione della convertibilità delle materie prime, hanno ispirato Kilesa. L’azienda utilizza il riciclato dal pet, un materiale che sposa l’ecosostenibilità, ricavato dalle bottiglie di plastica che vengono così riutilizzate. La voglia di rimettersi in gioco a 40 anni  della Imbembo: “Un sogno di un’adolescente che nella moda ha sempre visto il suo mondo – racconta l’imprenditrice – la realizzazione di una donna e la passione che si cela dietro un attento studio del prodotto uniti ad una assoluta dedizione al lavoro”, hanno dato la possibilità al progetto di prendere forma e di crescere. Uno stile quello di KILESA ben riconoscibile, che si riconosce per un Mood estremamente femminile, totalmente Made in Italy, che deve il suo successo alla elevata capacità di personalizzazione e identità del prodotto di qualità, eccellenza e cura dei particolari. L’attenzione ai processi innovativi e il rinnovarsi, porta l’azienda ad utilizzare diverse tipologie di materiali per le sue creazioni. Da qui il progetto presentato in occasione di Expò 2015 alla Regione Campania che ha riscontrato grande interesse. “Sono fiera di presentare questo progetto – ha detto la Imbembo – frutto di un’intesa con l’Università di Parma e la stilista Roberta Razzano che collabora con il laboratorio di fisica gastronomica e di fisica delle strutture tessili dell’Università.”

Maison AcademiaDue incontri che uniscono l’innovazione con la tradizione del guanto in pelle, così è la testimonianza del marchio di fabbrica di Gloves dei Fratelli Forino, rappresentata Daniela Forino. Un’azienda che affonda le proprie radici nella tradizione napoletana della lavorazione dei guanti in vera pelle in cui le sapienti tecniche artigianali (taglio, cucito) e lo spiccato gusto per la bellezza si trasmettono di generazione in generazione. Nel quartiere Sanità di Napoli la sua sede storica, la Gloves dei fratelli Forino, azienda nata su iniziativa del nonno Luigi nel 1899 sulla base dall’antica tradizione di famiglia e che oggi prosegue con la terza generazione rappresentata dai 4 figli del patriarca Gennaro Forino: Antonio, Roberto, Luigi e Daniela. “Eleganza, raffinatezza del guanto ma anche essenzialità, praticità – sottolinea Daniela Forino – elementi che, uniti alla cura dei particolari e alla scelta delle materie prime, esaltano il prodotto e posizionano la nostra azienda tra i marchi di guanti più richiesti ed apprezzati sui mercati internazionali, dagli Stai Uniti al Giappone, dalla Russia ai Paesi dell’Est, mentre in Europa: Italia, Germania, Francia, Norvegia, Olanda, Inghilterra. La partecipazione alle principali Fiere: Mipel Milano, Premiere classe  Parigi, Obuv  Mosca , Magic Las Vegas.

Martedì 21 aprile, sempre alle 9,30, l’attenzione e il supporto delle tecnologie digitali e delle piattaforme web si svilupperà con Maison Academia di Mary Palomba e Maurizio Palumbo, cofounder della start up nata nel 2011, che hanno realizzato una piattaforma online che dà voce alle nuove generazioni di stilisti emergenti. Il  team è composto  anche da Sandra Palomba, 32 anni, content manager, Carmine La Valle,  39 anni, Cto,  Davide Cariani, 27 anni,  front-end editor, Olivia Marogna, 30 anni, community manager. E’ il primo fashion brand di moda made in Italy creato da stilisti emergenti provenienti da tutto il mondo che dialogano con esperti del settore, appassionati di moda e un network selezionato di aziende manifatturiere italiane che capi in vendita unicamente online, consultabile attraverso il sito www.maisonacademia.com.

Gloves“Ci avvaliamo di esperti del settore moda in grado – racconta Mary Palomba – di prevedere i trend, le idee più innovative e le linee strategiche vincenti e di una duplice strategia distributiva che permette di sfruttare appieno sia i canali online che offline.” Una storia di successo, insomma, costruita passo dopo passo, che si va allargando. Mary e Maurizio, entrambi con anni di esperienza nel settore della comunicazione e della pubblicità, hanno ricevuto un primo finanziamento di 25 mila euro da Luiss Enlabs, sotto forma di micro seed. Nel 2012 è stata selezionata per rappresentare l’Italia all’Italian Business & Investment Initiative a New York, poi la start-up è stata ammessa al TechCrunch Italy, recentemente è stata selezionata tra oltre 5000 aziende in tutto il mondo per il WebSummit di Dublino. Nel 2014 vince il premio SMAU innovazione e Donna Forza 8 organizzato dalla regione Lazio. Ma l’innovatività del progetto ha destato l’interesse della Filas, Finanziaria Laziale di Sviluppo, che  ha investito  500 mila euro, insieme a un pool di importanti imprenditori privati che hanno acquisito una partecipazione pari al 33,3% della società.

Succede che a favorire questo networking sia appunto il progetto Vivaio Donna nell’ambito del Programma “Donne per lo sviluppo urbano”. L’iniziativa è gestita da quattro partners: Cidisonlus, Carlo Borgomeo& Co., Theorema, Studio Come. “Il Vivaio Donna è una sorta di infrastrutturazione sociale in cui le donne  – dichiara Giuseppe Avallone, partner della Carlo Borgomeo& Co – possono esprimere il loro talento ma anche partecipare a diverse attività formative e di mentoring  che puntano all’autovalutazione con la possibilità di creare associazioni e imprese. Tuttavia, il ‘saper fare’ da soli, soprattutto nei momenti di crisi, non basta – conclude Avallone –  occorre mettere in campo gli strumenti necessari per tradurre queste competenze in progetti sostenibili anche nel lungo periodo e, da qui, l’importanza di creare una interfaccia con imprese, stilisti  e designer  di successo”.

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