Vinceti, con lo stesso atteggiamento investigativo di un ispettore di polizia, si avvicina e cerca di risolvere l’enigmatico mistero che si presenta da secoli. Lo storico ricercatore, noto per le sue critiche sul Merisi, e sulla sepoltura della Monna Lisa, attraverso quest’opera vuole chiarificare soprattutto due aspetti: la vera identità della Gioconda e, dopo i ritrovamenti di San Pietroburgo, la possibilità di una seconda realizzazione del Da Vinci.

Merito va all’autore di aver saputo riportare alla luce testi sottovalutati o sepolti dalla mediocrità intellettiva e letteraria: documenti di alto contenuto e spessore quali il Testamento di Giangiacomo Caprotti, e testi del Vasari. Sicuramente le nuove tecnologie quali il Photoshop avanzato hanno permesso un’analisi più accurata, ma il fascino e la maestria dell’autore spinge il lettore ad arrivare all’ultima pagina in breve tempo. Affascinante e misterioso, Silvani Vinceti riesce a coinvolgere il pubblico attraverso una ricerca certosina e una letteratura raffinata .

 

Di B. S. Aliberti Borromeo

Specialista in storia delle religioni e filosofia teoretica, insegna a Jena, Messina, Roma e Budapest.