Viaggio a Sud. La Grotta magica di San Michele

Viaggio a Sud. La Grotta magica di San Michele

E’ tra le mete privilegiate dei percorsi della fede. Ma il santuario di Monte Sant’Angelo, grazie alla grotta di San Michele, si ritrova dal 2014 come unica presenza italiana nella classifica delle Grotte sacre di National Geographic, con decine di edizioni in lingue diverse e oltre 50 milioni di lettori.

La grotta delle apparizioni è l’attrattore più importante di un’offerta turistica su cui Monte Sant’Angelo, compresa tra i siti UNESCO, punta per la valorizzazione dell’intero comprensorio Garganico.

Sia la scala e gli atri di epoca angioina attualmente in uso che le cripte e le scale bizantine e longobarde (oggi trasformate in museo lapidario), per le quali si accedeva alla Grotta sacra di Monte Sant’Angelo, sono letteralmente costellati di graffiti tracciati da pellegrini provenienti da ogni angolo dell’Europa cristiana medioevale: dalla Spagna a Gerusalemme e dall’Irlanda alla Grecia. Si tratta di croci di varia foggiaimpronte di mani e di piedi, ma anche simboli astrologicicosmici e magico-alchemici di tipo geometrico, animale e vegetale: una vera e propria antologia del linguaggio simbolico medioevale. Palmette, fiori della vita, triplici cinte, coppe e segni dell’infinito attraversate dall’axis mundi o dalla croce cosmica, stelle a cinque e otto puntesigilli di Salomonearabe fenici, colombe, velieri, glifi di Giove, Venere e Saturno, si intrecciano o si sovrappongono ad iscrizioni in varie lingue d’oriente e d’occidente, dal greco al latino e dall’ebraico alle rune scandinave. Si tratta di un patrimonio iconografico vastissimo in buona parte ancora da analizzare e decodificare, stratificato nel tempo, che ci mostra una società per la quale l’esperienza trasmutativa del pellegrinaggio e dell’incontro col sacro poteva essere testimoniata efficacemente attraverso il linguaggio figurato e allusivo dei simboli. 

Nel 2011 è arrivato il primo riconoscimento UNESCO per le tracce longobarde. Nel 2017 arriva un altro importante riconoscimento, quello per le “faggete vetuste”, tant’è che abbiamo lanciato Il brand “Monte Sant’Angelo la città dei due siti UNESCO”. Ed è proprio in questa direzione che il 4 maggio 2019 sarà avviato il gemellaggio con Mont-Saint-Michel, perché UNESCO significa anche internazionale.

L’appuntamento di primavera costituirà anche l’occasione per promuovere una vera e propria rete dei santuari micaelici che attraverso Fede, cultura e turismo, potrà contribuire al tanto atteso sviluppo che l’intera area merita.

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