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Provocazione in piena regola. «Una cosa carnevalesca che vale tanto quanto le buffonate e le carnevalate di Report». Così il sindaco di Verona Flavio Tosi spiega la finta ordinanza straordinaria firmata a tutela della comunità  scaligera dalla criminalità  organizzata, con una serie di «divieti» di rapporti con persone o società  calabresi, anche sul fronte sportivo, diffusa da «Ricostruiamo il Paese», la fondazione di Tosi.

L’ordinanza è contenuta in due pagine con un falso logo del Comune ed è una risposta provocatoria al servizio di Report su Raitre del 7 aprile al seguito del quale «risulterebbe – riporta la finta ordinanza – che nella città  di Verona vi sia il serio pericolo di infiltrazioni della criminalità  organizzata e in modo particolare della ‘ndrangheta, che sarebbe fortemente radicata nel tessuto cittadino a tutti i livelli».

Tra questi, «il divieto di qualsiasi frequentazione con persone provenienti dalla Regione Calabria, compresi ministri e rappresentanti del Parlamento, senza preventiva consultazione del relativo certificato del casellario giudiziale». Una boutade, a scoppio ritardato, che si inserisce nella polemica, a colpi di querele, tra il sindaco e la trasmissione.

Ecco le due pagine della finta ordinanza. Ma è lecito utilizzare il logo del Comune di Verona?

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