Una legge ad hoc per salvare le salumerie sotto casa


Sconti sull’Imu e riduzione dell’Iva su gas, luce e servizi per i piccoli esercizi commerciali di generi alimentari, che rischiano l’estinzione schiacciati dalla concorrenza di supermercati e discount. La legge salva-drogherie porta la firma del deputato del Pd Andrea De Maria, che propone anche un maxi-sconto del 50% dell’Imu ai contribuenti che affittano i propri immobili agli esercenti delle piccole botteghe alimentari. Per scongiurare la ‘desertificazione’ e la scomparsa di migliaia di negozi di vicinato, spiega l’esponente del centrosinistra, occorrono misure speciali: estensione del regime forfettario semplificato, aliquota unica al 20%, abbattimento del 50% del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, riduzione al 10% dell’Iva su luce, gas e rifiuti, agevolazioni sull’Imu, con l’obiettivo di “favorire processi virtuosi di integrazione delle filiere locali”. Il 62% degli oltre 8mila comuni italiani, sottolinea De Maria, rischia di rimanere senza esercizi commerciali alimentari: 5mila piccoli centri “dove potrebbe diventare difficile, se non impossibile, trovare pane, latte, carne da acquistare senza spostarsi di parecchi chilometri”. Citta’, “spesso con grandi tradizioni storiche, a volte secolari, che manifestano i sintomi del ‘disagio insediativo’. Da qui al 2015 potremmo contare poco piu’ di 3mila panetterie e 2mila 500 drogherie, con il rischio concreto di vedere circa 2mila comuni trasformati in citta’ fantasma”.

Tutelati anche i negozi storici
Anche i negozi ‘storici’ di alimentari nelle aree di pregio delle grandi citta’ e dei piccoli comuni sono a repentaglio, non solo per la concorrenza dei grandi esercizi della distribuzione organizzata. La crisi di queste imprese sembra non avere fine , anche per una pressione fiscale “soffocante” e per il costante aumento dei canoni di locazione, rileva De Maria. “Il ruolo e la funzione di questi negozi alimentari, nei centri storici, nelle aree montane e nelle zone rurali, sono da considerarsi primari per il fondamentale servizio che rendono ai cittadini. Per questo -sottolinea il deputato Pd- e’ necessario salvaguardare quello che e’ da considerarsi come un patrimonio dei centri storici italiani da realizzare attraverso il sostegno economico da parte dello Stato e degli enti locali. Occorre aiutare queste imprese anche per incentivare l’imprenditoria giovanile nel settore”. Dalla scomparsa di questi piccoli negozi di alimentari, osserva De Maria, deriverebbe “un danno ingente alle attivita’ economiche di filiera, che restano senza ‘vetrine’ nel Paese del primato dei prodotti tipici”. Il costo dell’operazione salva-drogherie, secondo la proposta del deputato Pd, e’ di 120 milioni di euro l’anno. 

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