Una Galleria per gli artisti di Napoli, l’appello al sindaco

Avvocato Pasquale D'aiuto
L’avvocato Pasquale D’aiuto

Avv. Pasquale D’Aiuto

Ecc.mo Sig. Sindaco del Comune di Napoli, Preg.mo Dott. Luigi De Magistris
nonchè, PEC a felice.balsamo@comune.napoli.it
P.C. Gent.mo Sig. Dott. Felice Balsamo, Delegato per l’informatizzazione e la comunicazione presso il Comune di Napoli, Staff del Sindaco

Buonasera e buon sabato, Sig. Sindaco – e grazie per l’attenzione, tra le mille evenienze cui deve far fronte ogni giorno.
E buonasera e buon sabato al Dott. Balsamo, che legge per giusta conoscenza e con il quale abbiamo già dialogato, più volte, in precedenza e piacevolmente.
Sarò rapido, perchè si tratta di qualcosa di già ampiamente discusso e motivato.
Scrivo in rappresentanza di un’idea: quella degli Artisti Uniti Metropolitani. In questo momento, sono la loro voce.
Qualche tempo fa, accogliendo una petizione via web da parte dell’artista Giovanni Manzo – supportato da migliaia di firme: “I pittori chiedono una strada o una piazza di Napoli” – Lei ha assegnato un magnifico luogo, ovverosia il Porticato della Galleria Principe Umberto, agli artisti napoletani, acciocchè essi potessero esporre, liberamente, le proprie opere in modo pressocchè permanente.
Si tratta, per utilizzare un esempio lampante, di una sorta di Montmartre partenopea, nelle intenzioni. Qualcosa di unico, ammirevole, invidiabile: da grande città europea, da capitale della cultura.
Il Dott. Balsamo, senza mai negarsi – persino in tempo reale, sui social network ma pure via e-mail e telefono – e con apprezzabilissime tempestività e schiettezza, di volta in volta ci ha informato sugli sviluppi, l’ultimo dei quali – se non erro – consiste nel fatto che sarebbero tuttora in corso lavori che impediscono di utilizzare, allo stato, il luogo.
Noi abbiamo compreso che serve tempo; inoltre, è chiaro che un impegno del genere richiede l’esame di così tanti elementi da risultare tutt’altro che agevole (pensiamo soltanto al raffrescamento od al riscaldamento dell’area; alle utenze, ai rifiuti e così via).
Tuttavia, abbiamo sempre sostenuto che sarebbe, comunque, il caso di incontrarci, al fine di ipotizzare il modello organizzativo, soprattutto per cominciare a scegliere e contattare gli sponsor ed i partner giusti, predisporre la gestione degli spazi (per cui esiste già un progetto), mettere su carta il modello associativo più adatto per rendere il piano realizzabile con maggior naturalezza possibile, e via dicendo.
Per questo Le scrivo: perchè sono certo che stringerci la mano sarebbe un gran bel passo in avanti.
Perchè noi – con migliaia di artisti! – vorremmo poter provare la sensazione piena di contare sul progetto; saremmo lieti di toccare con mano l’idea, traendone quell’onda di entusiasmo che, sola, conduce alle grandi cose!
E poi, credo, perchè la distanza tra una petizione sul web – benchè seria, ben argomentata ed autorevolmente riscontrata – e l’assoluta e pacifica legittimazione a disporre dell’idea, dialogando con gli opportuni interlocutori, pubblici e privati, con UNA SOLA VOCE, ed in partnership con il Comune di Napoli, verrà colmata soltanto allorquando ci stringeremo la mano e formalizzeremo un accordo.
A quel punto, lavori o meno, sarà solo una questione di tempo; e, quando il tempo verrà, noi saremo già pronti!
Questo è un grande progetto. Sarà qualcosa di grandioso.
Grazie, perchè sono certo che Lei regalerà alla città di Napoli un’ulteriore chance.
In attesa di sviluppi e riscontri, porgo i miei più ossequiosi saluti ed auguri di buon lavoro.

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