Turismo, Impegno (Pd): “Meno burocrazia e più servizi, il giro di affari può aumentare di 100 miliardi”

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“La priorità per rilanciare il turismo nel nostro Paese è avviare una seria sburocratizzazione del settore, come il governo Renzi sta cercando di fare”. Lo ha detto Leonardo Impegno, deputato del Pd, intervenendo oggi al convegno sulle opportunità della legge “Art Bonus”, in corso a Napoli al quale è prevista la partecipazione del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

“Per sviluppare il turismo, che rappresenta una risorsa strategica del Paese e del Sud – ha continuato Impegno – occorrer avviare un piano di valorizzazione del Brand Italia. Finora le agenzie che avrebbero dovuto curare l’immagine del Paese hanno avuto pochi fondi e li hanno spesi male”. Eppure il turismo  mondiale sta crescendo a ritmi vertiginosi e pensare che meno del 10% del PIL italiano (9,4 miliardi)  derivi dal turismo e dal suo indotto dà la dimensione, spiega Impegno, “degli spazi di crescita del settore ancora disponibili”. Secondo Confindustria il settore turistico potrebbe valere fino a 100 miliardi in più, ma “questo potenziale non può esprimersi solo con gli investimenti privati: è necessaria una sinergia pubblico-privato ed una pianificazione che consenta ai privati di investire in territori messi in sicurezza dallo Stato”.

Un esempio della difficoltà di comunicazione del nostro brand, per l’esponente del Pd, è la pubblicità che riceve Napoli: “E’ una è una delle città più economiche d’Europa ma ha una permanenza media dei turisti bassissima (1,6 giorni) e non riesce a canalizzare i croceristi (l’80% va in costiera sorrentina e a Pompei, il 10% resta sulla nave e solo il 10% vede Napoli). Alla cattiva pubblicità degli scorsi anni non è seguita una seria strategia di marketing e permane una serie di disservizi oggettivi”.

Centrale, infine, il nesso tra la qualità della vita ed i flussi turistici. “A Napoli – ha concluso Impegno – ci sono problemi concreti: la manutenzione della città, l’accesso alla banda larga e un sistema dei trasporti ancora non al passo con gli standard europei. È indispensabile intervenire su questi punti per rendere competitivo il Mezzogiorno”.

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