Tradizioni ritrovate, i Carri di Sant’Antuono a Macerata Campana

Le Battuglie di Pastellessa, ovvero i Carri di Sant’Antuono a Macerata Campana (Ce) – su segnalazione di Pietro Morrone-

Le Battuglie sono degli enormi carri adornati da palme, segno caratteristico delle origini egiziane di Sant’Antonio Abate; dalle immancabili botti, simbolo più significativo della Battuglia di Pastellessa; essi vengono suonate percuotendo i cosiddetti “mazzafuni” sul fondo della botte; dai tini, le “tenelle” o “cupelle” sono anch’esse uno strumento del tutto originale della Battuglia di Pastellessa e rappresentano la parte ritmica che cadenza la base musicale fondamentale di tutto l’impianto armonico del suono; essa è prodotta percuotendo le cosiddette “mazzarelle” sul fondo del tino;
dalle falci: esse, forse, rappresentano l’elemento della morte e della rinascita, il ciclo della vita e delle stagioni che si ripete.
Su ogni carro in sfilata sono presenti i bottari di Macerata Campania, i percussionisti, i suonatori che compongono la Battuglia di Pastellessa. A seconda del ruolo, percuotono botti, tini e falci sotto la direzione di un “capobattuglia”, , ovvero il maestro d’orchestra che dirige l’esecuzione musicale della Battuglia di Pastellessa, attraverso l’uso di gesti e colpi di fischietto.
Nella Battuglia di Pastellessa vengono eseguiti tre modelli ritmico-musicali, che vengono fusi fra loro secondo la creatività del capobattuglia. Si usa indicare i tre modelli con il termine generico di “Pastellessa”, essendo il più ricorrente:

Il primo, il più importante e tradizionale modello ritmico-musicale è detto “musica a Pastellessa” o anche “a Sant’Antuono” e tale termine si riferisce anche alla “pasta con le castagne lesse” cucinata come da tradizione il giorno di Sant’Antuono a Macerata Campania: la past’ e ‘llesse. Comunque sia, la musica a Pastellessa è il modello ritmico più ricorrente nella Festa, inizia e si conclude con una specie di cadenza sospesa detta “ruglio” o “strenta”. Qui infatti gli esecutori eseguono un rullato sui barili e sulle falci, mentre il capobattuglia concitatamente dà dei prolungati colpi di fischietto. Improvvisamente, poi, lo stesso capobattuglia emette un segnale fonico: ohì! Questo grido ha lo scopo di far riprendere il ritmo dopo la sospensione della strenta e così continuare la musica a Pastellessa.
Il secondo modello è chiamato “musica ‘e muorte” ovvero “la musica dei morti”. Il ritmo qui si presenta molto più lento ed è eseguito sulle botti, sui tini senza falci e senza fischietto.
Il terzo ed ultimo modello ritmico è detto “a tarantella” e serve normalmente per accompagnare qualche canzone.

Fonte http://www.santantuono.it/ Foto di Fiore Silvestro Barbato

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