TLC, l’allarme della Cgil: 883 i posti a rischio, 212 al Sud

Altissima l’adesione in tutte le sedi della Campania, agli scioperi proclamati contro i licenziamenti annunciati dall’azienda Sirti. Ottocentotrentatré i posti a rischio di cui 212 al Sud che, nella nostra regione, impattano sui siti di Napoli, Battipaglia/Atena Lucana e Benevento. Il motivo principale dei licenziamenti, secondo Sirti, sarebbe la riduzione del volume di affari del 30%.

Di fronte ad un piano nazionale di investimenti pubblici sulla banda ultralarga, che vale  3,6 miliardi di euro di fondi per realizzare infrastrutture nel periodo che va da 2014 al 2020 e rispetto alle tante crisi aperte nel settore delle Telecomunicazioni, che a causa delle gare al massimo ribasso vive oramai in un mercato strozzato ed alterato con i lavoratori che stanno pagando i costi di questa deregolamentazione, la FIOM-CGIL e la SLC-CGIL della Campania ritengono inaccettabile la decisione comunicata dall’azienda.

Chiedono all’azienda il ritiro immediato degli 833 licenziamenti e chiedono al Governo di aprire un tavolo di crisi che, coinvolgendo sindacati, istituzioni e le aziende committenti, a partire dalla drammatica vertenza SIRTI, avvii un confronto sul settore delle telecomunicazioni.

“Siamo certi – scrivono in un comunicato – che il settore delle TLC deve diventare, grazie alle nuove tecnologie, un volano di sviluppo e di crescita per il nostro paese e soprattutto per il Mezzogiorno. Ed è per questi motivi che nei prossimi giorni, con le strutture territoriali e con i lavoratori, individueremo ulteriori iniziative necessarie per la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e garantire lo sviluppo del settore”.

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