Tangenti, il monito di Cantone a Confidustria: fuori chi corrompe come con i mafiosi

E’ fondamentale che Confindustria metta in campo una battaglia contro la corruzione come l’associazione ha fatto nel Sud Italia per la lotta alla mafia. Ne è convinto il presidente dell’Autorità  nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone. Oggi a margine della terza giornata del Forum Ambrosetti in corso a Cernobbio, Cantone fa presente che contro la corruzione “a livello legislativo è stato fatto abbastanza, perchè sia con la legge anticorruzione, sia con il decreto legge 90 sono stati posti in essere una serie di elementi molto importanti. Ovviamente sono convinto che ci sia bisogno di intervenire con altre norme note, sul falso in bilancio, sull’autoriciclaggio, sulla prescrizione. Ma il tema è – sottolinea – che non basta un solo intervento. Io sono convintissimo che c’è bisogno di più cose insieme. Quindi una buona attività  di prevenzione, di repressione, ma soprattutto una grande battaglia culturale”.

“Credo assolutamente – aggiunge Cantone – che sia fondamentale che Confindustria ponga in essere una medesima battaglia come quella che al Sud è stata fatta con la lotta alla mafia: se passa l’idea che la lotta alla corruzione può essere conveniente c’è la speranza di ottenere qualche risultato”.

Per il commissario, la corruzione è “frutto anche dell’idea che tutto sommato essa serve a tenere in vita un sistema in cui non serve la concorrenza. Paradossalmente la corruzione è lo strumento che impedisce la concorrenza soprattutto nel mondo imprenditoriale. Quindi uno strumento culturale, che anche serve a conservare una certa classe dirigente anche un po’ provinciale. Quindi sono convintissimo – conclude – che la lotta alla corruzione serva anche a scardinare sistemi tutto sommato consolidati di potere che non hanno necessariamente un know how alle spalle”.

Parlando di Expo 2015, Cantone specifica che dopo che il bando per l’affidamento delle strutture per la ristorazione all’interno del sito espositivo è andato deserto, è stato autorizzato l’affidamento diretto, rispetto al quale “possiamo provare a mettere una serie di paletti su questo passaggio”. Per altro, sul bando andato deserto, “abbiamo chiesto – fa sapere- una relazione. Prima di leggere non sono abituato a dare indicazioni. Credo che il secondo bando come prima lettura consentisse alle aziende di fare offerte anche ampie. Ma mi riservo di dirlo quando avrà chiaro quello che c’è scritto”.

“Su Expo stiamo facendo un controllo molto approfondito formale, facendo rilievi su ogni gara, evidenziando tutto quello che c’è da evidenziare anche sul piano dell’opportunità. La trattativa privata – sottolinea ancora – per quanto riguarda le strutture e la questione ristorazione è purtroppo una ipotesi perchè due gare deserte ovviamente impongono di passare a un meccanismo alternativo. Su questo noi porremo una serie di condizioni e una serie di paletti. Sarebbe un paradosso che proprio il settore della ristorazione in un expo dedicato all’alimentazione evidenziasse carenze”.

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