La svolta di Padoan: più flessibilità a chi fa le riforme

renzi e padoan

“‘Più flessibilità a chi fa le riforme’: così il ministro Padoan alla riunione dell’Eurogruppo. Mentre il Pse rilancia gli eurobond il ministro tedesco Schäuble avverte: niente scorciatoie”: così IL SOLE 24 ORE riassume la giornata di ieri all’Eurogruppo. “(…) La chiave dell’offensiva diplomatica realizzata dal ministro dell’Economia italiano, per sfruttare al massimo le potenzialità offerte dal Patto di stabilità e dal Six pack e farne degli strumenti più flessibili, è dunque questa: si possono migliorare le strategie se si tiene conto anche del fatto che, ad esempio, quando si vara una riforma che nel lungo periodo favorisce la crescita, con ricadute positive anche per i Paesi vicini, nell’immediato ciò può comportare un aumento della spesa. ‘Le riforme strutturali vanno votate, tradotte in legge e attuate: alla luce degli sforzi di attuazione delle riforme, discuteremo come tutti insieme possiamo tenere conto dell’impatto che hanno sulla sostenibilità di bilancio, sugli effetti sugli altri Paesi, sulla composizione del vincolo di bilancio’. Così il ministro ha riassunto il concetto, al termine della riunione dell’Eurogruppo. ‘Gli obiettivi della presidenza italiana sono tre: più integrazione per il mercato interno; più riforme strutturali e più investimenti per la crescita. Su quest’ultimo punto – spiega- c’è stato un ampio scambio di vedute e in ambito europeo c’è una convergenza sulle priorità che trovo incoraggiante. Anche se, naturalmente, c’è una diversità di vedute sulle ricette’.

A scanso di equivoci, entrando alla riunione dell’Eurogruppo il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble aveva chiarito che l’obiettivo di una maggiore crescita, su cui ‘siamo tutti d’accordo’, ‘non deve essere un pretesto o una scappatoia per non fare quello che ci serve’. Anche se la parola flessibilità non è stata mai pronunciata dal responsabile di Via XX settembre, l’idea della presidenza italiana è arrivare a disporre di un quadro chiaro sui margini utilizzabili per ampliare il raggio d’azione del Patto e del Six Pack entro metà autunno, in modo che i governi possano confezionare i rispettivi documenti di bilancio utilizzando quei margini per il sostegno degli investimenti e dell’economia. (…) non c’è dubbio, però, che una parte importante dell’azione diplomatica condotta da Padoan consista proprio nel contrastare pregiudizi e diffidenza storica verso l’Italia. Anche per questo il ministro ieri ha ribadito che la sostenibilità del debito italiano ‘è fuori discussione, le nostre finanze pubbliche sono tra le più sostenibili dell’Ue: questo non lo dico io, ma la Commissione’. ‘La dinamica del debito pubblico – ricorda il ministro – dipende da crescita, tasso d’interesse e sforzo fiscale. Lo sforzo fiscale italiano, il surplus primario, è il più alto d’Europa assieme a quello tedesco’”.

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