Politica interna

Camere, i 5 Stelle vicini all’intesa con il centrodestra. Il Corriere della Sera: “Di Maio e Salvini provano a chiudere il cerchio. L’intesa che sta per prendere corpo passerebbe dal rovesciamento degli schemi, risolverebbe un contenzioso che si protraeva da giorni e prevederebbe un rappresentante grillino al Senato e un leghista alla Camera. Si vedrà se e come andrà in porto l’accordo, costruito in totale sintonia da Di Maio e Salvini (…) Così è stato finora (…) La scorsa settimana ne hanno dato prova. Quando Berlusconi ha proposto a Salvini di far saltare le trattative, forzando a palazzo Madama «dove abbiamo i numeri per fare da soli», il capo del Carroccio ha coperto Di Maio: «Non conviene rischiare. I Cinquestelle potrebbero mettersi d’accordo con il Pd, offrendogli la presidenza del Senato, magari per la Bonino (…) Successivamente Di Maio ha ricambiato il favore a Salvini, ponendo il veto per gli incarichi istituzionali su chi abbia pendenze giudiziarie: un modo per estromettere dalla corsa candidati di centrodestra non graditi al segretario della Lega. Con il Pd ai margini della sfida”. Retroscena sempre dal Corriere: “Chiacchiere in bilico tra vero, verosimile e falso, come sempre quando sul Quirinale si accendono i riflettori dell’attenzione politica. Prendiamo, per esempio, la presunta ostilità di Mattarella (…) a dare il via a un esecutivo tra 5 Stelle e Lega, se davvero una tale alleanza si dovesse formare. Ora, stando alla rivendicazione di neutralità che lui ogni tanto ripete (…) («ho le mie idee ma le devo tenere per me»), il solo ventilare l’ipotesi di suoi sabotaggi davanti a una maggioranza di quell’ampiezza sarebbe una follia. Perché il Parlamento è sovrano e lui per primo deve rispettarlo”.

La dinamica nei partiti. Repubblica: “Lo scontro nel Pd sulla questione se trattare o meno con i grillini per un governo, non è in agenda. È la posizione di Delrio, nel giorno in cui però dal renziano Matteo Richetti arriva un’apertura «a un esecutivo di scopo in pochi punti». Vero è che Walter Veltroni, padre fondatore del Pd, ha invitato a prendere in considerazione la possibilità che a certe condizioni possa esserci un dialogo con i 5Stelle e, soprattutto, che l’attuale vice segretario reggente Martina abbia a sua volta assicurato che il Pd non starà sull’Aventino, ma carta canta, dice Delrio. In Direzione una settimana fa il Pd ha preso una linea con un documento e quella fa fede. «Spostarsi dalla posizione espressa in Direzione sarebbe un errore per l’unità del partito. Io resto là dove ci siamo lasciati. No ad equilibrismi». Per Delrio insomma la rotta è quella del Pd all’opposizione”. La Stampa sul centrodestra: “Berlusconi prova a infilarsi, quale terzo incomodo, nello scambio amoroso tra Di Maio e Salvini. Se mai nascerà un governo «giallo-verde», lui lo desidera tinto anche un po’ di azzurrino. Anzi, di più: minaccia guerra totale se la Lega andrà al patto con M5S senza trascinarsi appresso pure Forza Italia. E qualche concreta garanzia Silvio è convinto di averla strappata. Si sono sentiti al telefono con Matteo, insieme hanno concordato di vedersi domani mattina, loro due con la Meloni, per stabilire di comune accordo le prossime mosse. Basta iniziative solitarie, d’ora in avanti la consultazione tra alleati sarà costante. Ai suoi, il Cav l’ha venduto come un grande successo” ma “dentro la Lega la vivono diversamente. Sostengono che Berlusconi, spaventatissimo dalla prospettiva di un patto esclusivo Di Maio-Salvini, e anche parecchio geloso, abbia preferito rimangiarsi il «mai con i Cinque Stelle» ripetuto durante la campagna elettorale. Dunque si sia reso disponibile a qualche forma di intesa che prima rifuggiva”. Stefano Folli sul M5S: “Ora l’identità è cambiata: un po’ di sinistra, un po’ di destra, un po’ democristiana, ci si adatta a tutto (…) Ora spetta a Di Maio dimostrare (…) che la sua linea governativa ha un senso e può ottenere quei successi a cui Grillo dimostra di non credere. Se non ci riuscirà, se deluderà oltre misura il suo elettorato, è facile prevedere che il Movimento 5 Stelle entrerà in crisi e probabilmente si disgregherà”.

Economia e finanza

Eurozona, la riforma non aspetta. Parla il ministro francese Le Maire. Il Sole 24 Ore: “Il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, rilancia l’obiettivo della riforma dell’Eurozona. «Vogliamo avanzare» afferma Le Maire in una intervista ad alcuni quotidiani europei. «Sosteniamo dall’inizio la volontà espressa dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, a favore di un accordo al Consiglio di giugno. Non possiamo mancare questo appuntamento. Mi auguro che l’Italia abbia un governo il più velocemente possibile per lavorare con i nostri amici italiani su questi argomenti». Intanto, a sorpresa è stato raggiunto un primo accordo tra Regno Unito e Ue su Brexit e sulla fase di transizione. Resta il nodo del confine irlandese. Andrea Goldstein dalla prima del Sole 24 Ore: “Le questioni più importanti come il completamento dell’unione bancaria, nuova governance dell’Eurozona, prossimo ciclo di bilancio, risposta di Bruxelles alla brusca accelerazione protezionistica che Trump sta imprimendo alla politica commerciale americana, insomma dossier sensibili e dalle molteplici ramificazioni tecniche non possono aspettare i vagoni dei Paesi senza Governo. Per l’Italia e la sua nuova maggioranza, qualsiasi essa sia, è urgente identificare interessi nazionali e obiettivi da perseguire, a partire dal principio imprescindibile che la promozione del nostro benessere e dei nostri valori passa da un’adesione piena al progetto europeo”. Clemens Fuest, tra i più influenti economisti tedeschi, aggiunge sul Corriere: «Se Salvini fa ciò che dice mette in discussione la partecipazione alla moneta unica». Mentre dal Sole arriva il monito del Fmi sotto forma di un messaggio indiretto alle forze politiche premiate dalla tornata elettorale del 4 marzo scorso, M5S e Lega, che puntano a una cancellazione della riforma Fornero. Una strada che sembrerebbe impossibile percorrere. Addirittura nello studio del Fmi si propone di adottare nuove misure restrittive per gli autonomi. In un working paper si evidenzia l’incidenza sul Pil (16%) delle uscite per trattamenti previdenziali come la seconda nell’area euro dopo la Grecia.

Il credito alle imprese cresce ancora. Il Sole 24 Ore: “Il sistema imprenditoriale italiano sta vivendo un momento di «accelerazione corale»: le richieste di finanziamento a lungo termine sono in crescita, anche grazie agli investimenti 4.0, e il flusso di nuovi crediti deteriorati si va riducendo. La conferma arriva da Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, la cui rete a gennaio ha erogato 2 miliardi di credito a lungo termine, il 20% in più rispetto a gennaio 2016. In crescita anche i finanziamenti legati a Industria 4.0. «Tuttavia – avverte Barrese in una intervista al Sole 24 Ore – teniamo presente che imprenditori e mercati in prospettiva chiedono certezze».

Politica estera

Profili violati: Facebook crolla. Il Sole 24 Ore: Facebook crolla in Borsa. Il titolo della compagnia di Mark Zuckerberg perde quasi il 7%. Un contraccolpo legato allo scandalo sui dati rubati. Cinquantuno milioni di profili di elettori americani sono stati violati dalla Cambridge Analytica, quando era al servizio della campagna di Trump. I parlamentari: «Il fondatore venga e spieghi». Dura la reazione della Ue: «II cattivo uso per fini politici dei dati di utenti Facebook, se confermato, è inaccettabile». La Stampa: “La profilazione degli utenti ha avuto un impatto sul voto in Francia, Regno Unito e Usa. E’ la conclusione a cui è giunto il Garante europeo della protezione dei dati in un rapporto che raccoglie i risultati di una ricerca durata mesi e che viene pubblicato oggi. Giovanni Buttarelli, a capo dell’autorità Garante, è chiaro: «La manipolazione non è solo nel settore privato ma ha anche una crescente rilevanza pubblica. Ci lavoriamo da tempo e per singolare coincidenza avevamo programmato di fare uscire il rapporto proprio adesso (…) il caso Cambridge Analityca non è nuovo (…) Abbiamo compiuto un’analisi accurata e densa di decine di esempi concreti su come i dati vengono utilizzati a insaputa degli interessati. Software vocali, test della personalità, giochi, pagine di sostenitori, sistemi wifi e videocamere. Vengono valutate persino le esitazioni nel rispondere a determinate domande». Per farne cosa?, è la domanda. R.: “Per elaborare oltre 52 mila pattern, cioè modelli per classificare le persone”. Classificazioni che poi vengono usate per influenzare il voto.

Brexit, intesa Ue-Londra sulla transizione. Il Sole 24 Ore: “I negoziati tra il Regno Unito e la Commissione europea hanno subito ieri un’improvvisa accelerazione. Le parti si sono trovate d’accordo su una prima bozza di accordo di divorzio, che comprende anche una fase di transizione di 21 mesi. L’intesa preliminare è stata resa possibile dalla scelta britannica di ammorbidire le condizioni che Londra aveva posto all’inizio delle trattative, in particolare sulla controversa questione del confine tra le due Irlande. Un nodo che tuttavia rimane da risolvere. «Abbiamo compiuto una parte essenziale del cammino verso un divorzio ordinato» della Gran Bretagna dall’Unione, ha annunciato ieri a Bruxelles il capo-negoziatore comunitario Michel Barnier.