Politica interna

Migranti, aumenta la tensione con la Francia  II primo a dare un segnale forte, ieri mattina, era stato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Aveva in programma un incontro a Parigi col suo omologo Bruno Le Maire per parlare di governance europea. Viaggio cancellato. Ma ora anche il premier italiano, Giuseppe Conte, sarebbe orientato a «rinviare» il vertice previsto per domani all’Eliseo con il presidente Emmanuel Macron. La visita al momento è «congelata». Perché le scuse francesi ieri non sono arrivate, anzi. E la crisi diplomatica è alle porte. Grande «l’irritazione» di Palazzo Chigi per le parole di Macron e del portavoce del suo partito, En Marche, due giorni fa: decisione «irresponsabile», «cinica», «vomitevole» quella italiana di negare un porto alla nave Aquarius. Di qui la richiesta di scuse, appoggiata anche dal Quirinale. Ma ieri proprio Macron, invece di correggere il tiro, ha rincarato la dose: «Rispetto a chi provoca e chi cerca la provocazione, chi cerca di dire “io sono più forte dei democratici e se arriva una barca davanti alle mie coste la caccio via”… Ecco, se gli dessi ragione aiuterei forse i democratici? Non dimentichiamo chi ha parlato e chi ci ha interpellati». L’allusione, chiara, è alle politiche del nuovo governo italiano”. Salvini, in mattinata, riferendo al Senato sul caso Aquarius, aveva averrtito le autorità francesi: «La Francia si scusi oppure il premier Conte non vada a Parigi». Ma il passo indietro non c’è stato e allora il ministro in serata è tornato all’attacco: «Macron continua istericamente la sua guerra al popolo italiano». Da canto suo, Enzo Moavero Milanesi, ha convovato alla Farnesina il rappresentante dell’ambasciata francese: «Abbiamo fatto presente che consideravamo inaccettabili le parole usate – ha spiegato Moavero –  Non mettiamo in discussione il diritto di critica, ma i toni. C’è stata da parte nostra la richiesta di valutare quanto avevano detto, per vedere se intendevano in qualche modo rimediare…». La tensione tra i due Paesi fondatori nel giro di poche ore manda in fibrillazione Bruxelles. Il presidente della Commissione, Jean-Claude Junker, chiama il premier. Promette sostegno sui migranti e flessibilità nei conti, ma in cambio reclama toni più bassi e invita ad «evitare colpi di testa». Di più: per contenere l’escalation, il governo dell’Unione organizza per l’inizio della prossima settimana una missione della direzione generale degli Affari interni al Viminale. L’obiettivo, ancora una volta, è prendere le misure alla scheggia impazzita in camicia verde.

L’inchiesta della magistratura sul nuovo stadio della Roma   L’inchiesta sulle tangenti per lo stadio della Roma spaventa il governo. L’indagine capitolina ha portato a nove arresti e a decine di indagati. Al centro del «sistema corruttivo» il costruttore Luca Parnasi e Luca Lanzalone, uomo di fiducia di Di Maio. Oltre al Movimento Cinque Stelle, coinvolti anche la Lega, il Pd e Forza Italia. Il tesoriere del Carroccio: «Per noi solo donazioni». L’inchiesta, scrive Carlo Bonini su Repubblica, ratifica “La catastrofe dell’esperienza politica del Movimento Cinque Stelle, del suo sindaco Virginia Raggi, del suo “mister Wolf’, l’avvocato e neo presidente della municipalizzata Acea Luca Lanzalone (ai domiciliari), dei suoi “uomini nuovi” come il capogruppo in consiglio comunale Paolo Ferrara o la “pasionaria” Roberta Lombardi. Volenterosi e spregiudicati interpreti – a stare alle carte – di un “Sistema” da cui avevano promesso di voler emancipare la “buona politica” e cui, al contrario, si erano genuflessi”.

Economia e finanza

La Fed alza i tassi   Come previsto, la Federal Reserve – ha alzato i tassi di interesse. Il costo del denaro sale in una forchetta fra l’1,75% e i12,00%. Si tratta della seconda stretta dell’era Jerome Powell e della settima dal 2015, quando la banca centrale americana ha iniziato il ciclo di rialzi dopo la crisi finanziaria. La banca centrale statunitense si aspetta ancora un rialzo “graduale” del costo del denaro, ma ha portato da tre a quattro gli interventi previsti nel corso di quest’anno. Riviste al 2,8% le stime di crescita del Pil, un decimo di punto al rialzo. Intanto la Bce si prepara con cautela alla fine del Quantitative easing. Oggi il consiglio direttivo, riunito a Riga, discute per la prima volta come e quando avviare la fine del programma di acquisti. È probabile che non venga fissata una data inderogabile, anche alla luce dei dubbi sulla crescita e dei rischi di turbolenze improvvise e destabilizzanti come la guerra dei dazi. Ieri Sono stati collocati 5,6 miliardi di Btp, con scadenze a a 3, 5 e 30 anni..Domanda elevata ma i tassi salgono di 100 punti base sulle emissioni di maggio.

I dati Istat sull’economia dei territori  L’Istat ha istituito il Registro statistico di base dei luoghi (chiamato Rsbl), che “che avvicinerà numeri e territori, aumenterà il fabbisogno di informazione statistica locale e servirà anche a definire nuove geografie/mappe rilevanti (i mercati del lavoro, le aree ecologiche, i rischi idrogeologici, le biodiversità, le aree di sviluppo rurale)”. Dai primi riscontri del nuovo Registro “emerge nettamente Milano come città-regina. Risulta al primo posto sia per valore aggiunto prodotto dalle imprese sia per produttività del lavoro. I dati risalgono al 2015, nella graduatoria della produttività del lavoro il valore medio di Milano con 70mila euro supera di una volta e mezzo la media italiana. Seguono Bolzano (68,9 mila euro) e Siena mentre Brindisi è l’unico comune del Mezzogiorno ai primi posti (58,2 mila euro per addetto). Roma è quinta (57,1 mila euro per addetto). Per quanto riguarda il contributo al valore aggiunto nazionale dell’industria e dei servizi non finanziari, Milano, ancora in testa con oltre 52 miliardi di euro (7,39 del totale), è incalzata da Roma con 51,8 miliardi (7,2%) e a una certa distanza si collocano Torino, Genova e Napoli, (2,1%,1,5% e 1,3% del valore aggiunto italiano).

Politica estera

Mondiali di calcio, la diplomazia del pallone di Putin  I mondiali di calcio di Russia 2018 sono la grande occasione per riaprire al mondo il gigante oggi al di sotto delle sue potenzialità (il Pil della più grande nazione del pianeta è inferiore a quello italiano).A giudicare dai capi di Stato e di governo attesi oggi, la diplomazia del pallone  […] non darà grandi risultati: il solito sempiterno Nazarbaev; kirgizi e azeri; croati e serbi; i populisti latinoamericani Maduro e Morales. Merkel e Macron verranno forse più avanti, a sostenere le loro squadre. Londra non manda nessuno. Ma Putin sa fomentare – scrive Riotta sulla Stampa – “lo spirito revanscista slavo, accusando l’Occidente – o quel che ne resta – di discriminare i russi, sentimento antico ,caro a maestri tormentati come Dostoevskij e Solzenicyn. Accogliendo un milione e mezzo di turisti e miliardi di telespettatori, il presidente russo vuol dimostrare, fra sponsor golosi, che le sanzioni non lo intimidiscono”. Ieri – si legge -nella serata inaugurale dei Mondiali, “Vladimir Putin poteva esultare, malgrado la mediocre nazionale russa: nessuna sua mossa contro l’ordine mondiale lo ha, finora, isolato. Chiunque alzi la Coppa, vuol esser lui il vincitore”.