Sui Giornali. M5S, no al governo istituzionale

Politica interna

Governo – I Cinque Stelle dicono no a un governo istituzionale. Tensioni nel centrodestra, poi il via libera a Salvini per trattare: anche con i 5 Stelle. Di Maio: “Vogliamo governare, ma abbiamo paura di tornare alle urne”. Salvini: “La Lega mai con i dem. Ignoriamo il tetto del 3% imposto dall’Europa”. Berlusconi è convinto che le elezioni anticipate sarebbero un pericolo: “Serve stabilità”. “Tutte le formule di cui si discute sono impossibili – dice il ministro Franceschini – . Facciamo tutti insieme riforme costituzionali e legge elettorale, poi si torni al voto. Può essere la legislatura della svolta”. Intanto Martina si dimette da ministro. Padoan avverte: l’Europa ci considera instabili. La replica di Di Maio: è un avvelenatore di pozzi. Per il leader pentastellato un’intesa sulle Camere è sganciata dagli scenari su Palazzo Chigi. Emilio Carelli sarebbe in pole per prendere il posto che è stato nell’ultima legislatura di Laura Boldrini, ma spunta anche una alternativa interna: Riccardo Fraccaro.

Presenza femminile in Parlamento – Il numero di donne elette, alla Camera come al Senato, è sotto la soglia del 40 per cento, quota prevista dal Rosatellum. Anche se in crescita rispetto al passato. II partito con la maggior presenza femminile è il M5S (sopra la media), poi FI e Pd. Ultimo: Liberi e uguali. Ma, guardando al confronto con il passato, il numero delle parlamentari è in crescita: il 34,6% dei deputati e il 34,8 dei senatori – secondo i calcoli di Openpolis sulla nuova legislatura – sono donne. Più di cinque anni fa, quando se ne contavano il 30,7% a Montecitorio e il 28,4 a Palazzo Madama. E il doppio rispetto a dieci anni fa. E per la prima volta Aosta ha scelto una deputata.

Politica estera

Stati Uniti – “Mike Pompeo, direttore della Cia, sarà il nostro nuovo segretario di Stato. Grazie a Rex Tillerson per il suo operato. Gina Haspel diventerà la nuova direttrice della Cia, prima donna scelta a farlo”. Con questo tweet il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficializzato quello che viene considerato un vero terremoto alla Casa Bianca e per la futura strategia diplomatica Usa. La cacciata di Tillerson, l’equivalente del ministro degli Esteri, sembra legata a dissapori sui negoziati con Teheran.

Caso Glushkov – Una macabra catena che continua ad allungarsi. Un’altra morte sospetta, ieri, a Londra: e ancora una volta si tratta di un russo, di nuovo legato in qualche modo alle trame oscure che portano fino al Cremlino. Lunedì sera il corpo esanime di Nikolaj Glushkov, 68 anni, è stato ritrovato nella sua casa nel sud della capitale britannica. Scotland Yard ritiene la morte “inspiegabile” e ha affidato le indagini all’antiterrorismo “come precauzione a causa delle associazioni che la persona si ritiene avesse”. Il riferimento è a Boris Berezovskij, l’oligarca in esilio nemico di Putin trovato morto in circostanze misteriose nel 2013. Glushkov era socio in affari di Berezovskij, e aveva continuato a indagare personalmente sul decesso dell’amico.

Economia e finanza

Banche – L’Ecofin fa un passo avanti contro l’elusione fiscale, con nuovi obblighi per gli intermediari e i contabili, ma non trova l’accordo sui nuovi requisiti patrimoniali delle banche per accedere al Fondo di risoluzione europeo. Ministri divisi sul tasso dell’8% di passività totali e fondi propri: un tetto o un punto di partenza?Se ne riparlerà a maggio. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha parlato di “diversità di opinioni” tra i paesi, confermando che Roma è a favore di 2un processo graduale di aggiustamento”.  Il vice presidente dell’esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis: “Vogliamo proporre regole chiare sui requisiti patrimoniali delle banche. Faremo una differenza tra crediti collateralizzati e crediti non collateralizzati. Per i primi gli accantonamenti dovranno coprire l’intero ammontare del credito nel giro di otto anni. Per i secondi, nel giro di due anni”.

Lavoro – Ci sono voluti otto anni per tornare ai livelli di occupazione del 2009. A contribuire è la crescita nel 2017 del Pil dell’1,6%, che genera un effetto sul mondo del lavoro e si traduce in un aumento alla fine dell’anno dell’1,2% del numero degli occupati (in totale sono 23,09 milioni). Gli ultimi dodici mesi, come certificato dall’Istat, si chiudono con un saldo positivo di 265 mila lavoratori in più rispetto al 2016. Allo stesso tempo prosegue la dinamica che vede gradualmente diminuire i disoccupati (calano di 105 mila unità) e si attestano a quota 2,9 milioni. Un trend che si traduce in un tasso disoccupazione pari all’11,2%, in calo di mezzo punto percentuale rispetto alla fine del 2016, segnando così il valore più basso degli ultimi 4 anni. L’aumento della ricchezza prodotta nel Paese ha riflesso anche sul totale degli inattivi, che risultano 13,2 milioni (242 mila in meno rispetto al 2016).

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