Politica interna

Alleanze per il governo. Alla vigilia delle consultazioni, Luigi Di Maio sceglie il programma tv Di Martedì per rendere pubblica la posizione del Movimento 5 Stelle. Un sì, in alternativa, a Lega o a Partito democratico, sulla base di un «contratto» alla tedesca, con una serie di punti tra i quali il conflitto d’interessi. Un no a Matteo Renzi e uno secco non solo a Silvio Berlusconi ma alla Forza Italia attuale, considerata troppo legata al fondatore. La mossa di Luigi Di Maio spiazza tutti, ma ai suoi, Di Maio racconta la sua vera speranza: «Sono sicuro che Salvini alla fine mollerà Berlusconi, dobbiamo soltanto aspettare». E un incontro tra Di Maio e Salvini potrebbe esserci dopo il primo giro di consultazioni.

Tagli ai costi della politica. La prossima settimana  il presidente Fico avrà modo di porre i vitalizi all’ordine del giorno. Ma il taglio dei vitalizi per 2.600 parlamentari eletti prima del 2012 è più facile a dirsi che a farsi perché, toccando i diritti acquisiti, il taglio entrerebbe nell’area della possibile incostituzionalità. E non si può neanche rinunciare a un’indennità di funzione prevista da delibere degli Uffici di presidenza. Tutt’al più si può destinare questa somma a opere di beneficenza. Si va facendo strada l’idea di ridurre gli annessi e connessi che si aggiungono alle indennità parlamentari vere e proprie.

Economia e finanza

Debito pubblico. L’intervento pubblico per il salvataggio delle banche venete, con la cessione a Intesa delle parti sane accompagnata dalle garanzie, e la creazione delle bad bank per gestire la cessione dei crediti deteriorati, va calcolato integralmente sia nel deficit sia nel debito. Lo ha stabilito Eurostat, diversamente da quanto aveva previsto il Governo, in risposta alla richiesta di istruzioni arrivata dall’Istat. Sul debito ricade infatti l’ombrello delle garanzie, fino a 6,4 miliardi potenziali, concesse a Intesa a copertura dei rischi sui crediti delle banche in liquidazione. Rischi che, spiega Eurostat, pendono sullo Stato, per cui le due bad bank rientrano a pieno titolo nel perimetro pubblico. Si impone quindi di rivedere al rialzo il consuntivo reso noto dall’Istat lo scorso primo marzo. Non si tratta di valori rilevantissimi, ma tuttavia suscettibili di complicare sia il giudizio europeo in programma per maggio, con annessa la richiesta di una manovra correttiva, sia la successiva trattativa da avviare con la Commissione Ue, in vista della predisposizione della manovra di bilancio del 2019.

Media. Murdoch ha venduto la divisione cinema, le tv via cavo e tutta la parte del business internazionale di 21st Century Fox alla Walt Disney. In teoria, dunque, Murdoch sarebbe dovuto sparire dall’orizzonte della pay-tv, invece ha ricompattato il business, concentrandosi sulla tv a pagamento, con news e sport in primo piano. E’ il contesto in cui è maturato anche l’accordo in Italia tra Sky e Mediaset, concluso venerdì 30 marzo. L’intesa prevede l’integrazione tra la tecnologia digitale del Biscione e quella satellitare degli ex concorrenti. Amos Genish, amministratore delegato dell’ex Telecom Italia, però avverte: «C’è il rischio di troppa concentrazione, serve un’indagine sull’accordo tra Mediaset e Sky». L’ad dovrebbe avere qualche pensiero in più e invece ostenta la tranquillità delle grandi occasioni. «Non sono d’accordo con chi dice che l’intesa renderà più difficile la convergenza prevista dal nuovo nostro piano industriale», assicura. Al contrario, sospetta la possibilità di un cartello su cui ritiene vada fatta luce e immagina che questo possa aiutare la sua Tim Vision a mettere le mani sul calcio conquistato da Mediapro.

Politica Estera

Netanyahu e i migranti. Ieri il premier israeliano Netanyahu ha annullato l’intesa con l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) per il ricollocamento di 16 mila richiedenti asilo africani (eritrei e sudanesi) verso Paesi occidentali.  Netanyahu ha ceduto alle pressioni dei leader politici più populisti nella sua coalizione e agli arrabbiati di Facebook che sulla pagina ufficiale del primo ministro hanno riversato il disprezzo per quell’intesa con le Nazioni Unite. Rammarico dell’Unhcr: «L’accordo offriva protezione alle persone fuggite da guerre o persecuzioni e andava incontro alle preoccupazioni delle comunità ospitanti israeliane».

Alleanza Russia-Turchia. L’alleanza fra Turchia e Russia diventa di mese in mese più forte con la visita di ieri e oggi ad Ankara di Vladimir Putin. E con orgoglio Recep Tayyip Erdogan parla di «momento davvero storico per lo sviluppo della Turchia, e per la cooperazione energetica con la Russia».Con una cerimonia in grande stile nel patio centrale del compound presidenziale, a Cankaya nel distretto di Ankara, Erdogan, ha accolto il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. La visita ha un duplice obiettivo: il suggello di un patto economico per l’energia nucleare russa in Turchia ma preludio anche di un accordo politico sugli esiti della guerra in Siria. È previsto per oggi infatti anche l’arrivo del presidente dell’Iran, Ilassan Rouhani, per un incontro trilaterale e bilaterale tra le tre nazioni, sul destino della Siria.