Sud, ora distribuire bene le risorse del Recovery Fund

Questa settimana si deciderà il futuro del Mezzogiorno. Purtroppo, ancora una volta, il Parlamento sottrarrà al Sud 73 miliardi di euro dei fondi del Recovery Fund destinandoli al Centro-Nord, fregandosene dei criteri di ripartizione che la Commissione Europea ha stabilito per gli Stati membri.

Probabilmente, considerata la materia, non tutti i cittadini, e di conseguenza non tutti i parlamentari, sono a conoscenza di questi criteri.

Per semplicità di comprensione da parte di tutti, cercheremo di spiegarli in modo semplice.

La Commissione Europea con il Next Generation EU (comunemente chiamato Recovery Fund) ha stanziato in totale 750 miliardi per superare la crisi economica derivante dalla pandemia (per superare la crisi economica e non per ripagare delle vittime della pandemia).

Nella ripartizione dei 750 miliardi di euro tra gli Stati membri ha definito tre criteri:

1) Popolazione

2) Reddito pro-capite

3) Tasso medio di disoccupazione negli ultimi 5 anni

In base a questi criteri all’Italia sono stati attribuiti 209 miliardi di euro (la fetta più importante dell’ammontare totale).

Nello specifico se il criterio fosse stato soltanto quello della popolazione l’Italia avrebbe ricevuto soltanto 97,5 miliardi di euro. Tutto il resto (111.5 miliardi di euro) è stato attribuito all’Italia perché il Mezzogiorno ha un reddito procapite medio di 17 mila euro rispetto ai 33 del Centro-Nord, e un tasso di disoccupazione del 17% rispetto al 7,6% del Centro-Nord.

Se le risorse del Recovery Fund assegnate all’Italia sono ben maggiori rispetto al solo criterio della popolazione (più del doppio) lo si deve assolutamente alle condizioni economiche della popolazione del Mezzogiorno, per cui sembra ovvio che il 70% delle risorse complessive (calcolato in base ai tre criteri sopraccitati) debba andare al Mezzogiorno.

Purtroppo, questa ovvietà non è così per il Governo nazionale e per alcuni esponenti di rilievo del partito democratico che vogliono assegnare al Mezzogiorno il 34% delle risorse (e c’è pure andata bene!!).

Da parte nostra faremo il possibile affinchè siano informati tutti i 20 milioni di cittadini del Mezzogiorno e tutti i parlamentari del Sud che ancora non sanno che assistiamo all’ennesima rapina ai nostri danni, dopo quella che dura da vent’anni e che ci ruba 61 miliardi all’anno con il criterio della spesa storica.

Partiremo con mail bombing e azioni mirate ad informare il maggior numero di persone possibile. E daremo conto ai cittadini dei lavori parlamentari.

E se il governo non correggesse i criteri, chiederemo all’Unione Europea di non inviare all’Italia risorse che invece di ridurre le disuguaglianze, le aumentano.

Stavolta #NonUnPassoIndietro.

Il direttivo nazionale M24A-ET

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