Sud Italia, le sfide dell’assistenza agli anziani

Cresce il numero di persone over 65 in Italia, e di conseguenza aumenta anche il bisogno di assistenza: secondo gli ultimi dati nazionali sono oltre 5 milioni le persone che nel nostro Paese devono affrontare situazioni di non autosufficienza, con forti differenze tra Nord e Sud. Per fortuna, però, la scienza medica può offrire un contributo.

La crisi economica da un lato, l’evoluzione della struttura demografica dall’altro stanno creando uno scenario abbastanza critico sul fronte dell’assistenza sanitaria alle persone anziane e non autosufficienti. Dal punto di vista generale, infatti, si calcola che in Italia ogni anno ben 140 mila persone superino la soglia dei 75 anni, mentre le ristrettezze dei bilanci nazionali e regionali hanno provocato modifiche anche profonde del sistema dei servizi sociali e sanitari, soprattutto con tagli assistenziali sempre più radicali, come quelli che hanno intaccato fondo per la non autosufficienza.

Sud Italia sul fondo. A spiegare ancor meglio questa difficoltà intervengono le statistiche, come quelle presentate nel corso di un recente convegno organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità: in tutta Italia i posti letto per l’assistenza residenziale agli anziani sono circa 224mila, un terzo in meno di quanto siano in Francia e un quarto rispetto alla Germania; ancor più sotto la media è il dato sull’assistenza, perché ogni paziente riceve appena 22 ore l’anno anziché le otto ore a settimana di cui avrebbe bisogno. E le cose vanno ancora peggio al Sud, che paga nei confronti delle regioni del Nord un rapporto di 1 a 10 relativamente ai servizi dell’assistenza domiciliare.

Ritardi e problemi. A pagare le conseguenze maggiori sono tutti i malati cronici e, in particolare, gli anziani: i dati rivelano infatti che il 65,4% degli over 75 ha almeno due patologie,  e che in complesso si registrano almeno 2,5 milioni di anziani non autosufficienti, un terzo dei quali vive da solo, e 3,5 milioni di ‘caregiver’; c’è poi un “esercito” di 830mila badanti, spesso però non qualificate, che si rivela addirittura più numeroso del personale del Sistema Sanitario Nazionale. Insomma, l’Italia è in ritardo nell’adeguare in maniera organica il proprio sistema di servizi pubblici rivolti agli anziani non autosufficienti rispetto ai mutamenti demografici e sociali, e come dichiara Walter Ricciardi, Presidente dell’Iss, “se non ci fossero le strutture caritative e di volontariato in molti casi i disabili sarebbero praticamente abbandonati a se stessi. Inoltre, laddove mancano i servizi aumenta la prescrizione farmaceutica inappropriata e dunque la spesa, maggiore al Sud che al Nord”.

Ripensare l’assistenza. Per il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, allora, diventa “necessario riflettere sul tema dell’assistenza domiciliare, all’interno della quale occorre abbattere le barriere ideologiche e culturali”. Anche perché oggi la disabilità non è più considerata soltanto una condizione della persona, ovvero la mera riduzione delle capacità funzionali derivante da una malattia o da una menomazione, ma piuttosto come il risultato negativo di un’interazione tra le condizioni di salute dell’individuo e i fattori ambientali in cui vive (includendo anche le barriere culturali o fisiche).

Il supporto tecnologico. Per fortuna, però, c’è da citare anche qualche segnale positivo, a cominciare dalla reintegrazione del citato Fondo nazionale per le non autosufficienze, che nel 2015 è tornato a contare su una dotazione finanziaria di 400 milioni di euro che, pur non consentendo di rispondere a pieno a tutte le esigenze, ha comunque contribuito all’erogazione di servizi sociali e socio-sanitari da parte degli enti locali, come l’assistenza domiciliare, assegni di cura e teleassistenza. Inoltre, negli ultimi anni si è molto sviluppato il settore della tecnologia a sostegno della medicina, che ha portato allo sviluppo di macchine sempre più intelligenti e progredite per il sostegno nella cura degli anziani e delle persone disabili. Inoltre, grazie alla Rete è oggi possibile acquistare anche direttamente questi dispositivi: uno dei punti di riferimento del settore è il portale Medisanshop, specializzato nella vendita di prodotti per l’ortopedia, di prodotti elettromedicali e di forniture ospedaliere.

Sociologo e Consulente di Web Marketing digitale, vanta esperienza quinquiennale come Publishier e Web writer con all'attivo collaborazioni online con testate online locali e nazionali [ View all posts ]

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