gianni pittella

Di Claudio D’Aquino

Non risparmia una sonora strigliata al Mezzogiorno. Colpevole ancora un a volta di non riuscire a spendere i fondi assegnati. I fondi europei, naturalmente. Ecco le sue parole, raccolte da Alessandra Chello per una intervista sul Mattino di giovedì 27 novembre:

“Credo sia l’ora di finirla con l’eterno bisticcio tra chi finanzia cosa, tra regioni e Stato. L’importante è fare, non recriminare. Il Meridionale farebbe bene a spendere in modo sensato quel che ha avuto. Poi si può discutere di altro”.

A chi appartiene questo sublime pensiero?

A Matteo Salvini? A Luca Zaia? A Borghezio?

No. E’ Gianni Pittella che parla. Eurodeputato di origine lucana, primo della lista PD alle Europee del 2014, capogruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici. Primo italiano a guidare il Gruppo dei Socialisti all’Europarlamento… Più famoso, nella rete Internet, per i video postati sul suo inglese, diciamo così, non proprio fluente…

Pittella ha, ovviamente, il diritto a pensarla come vuole. Ma ha il dovere di informarsi, conoscere, studiare prima di aprire la bocca. Si spera con effetti migliori del suo malcerto inglese. Si spera.

Non dovrebbe fare un grosso sforzo, peraltro. Gli basterebbe leggere quello che, sullo stesso giornale che lo ha interpellato, viene pubblicato in materia di Fondi europei. Persino sul Mattino dello stesso giorno, infatti, si trovano interventi dell’economista Adriano Giannola, presidente Svimez, e di Isaia Sales i quali, un giorno sì e l’altro pure, da mesi stanno spiegando che:

  1. I Fondi europei sono una illusione, perché aggiuntivi e non sostitutivi di politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno che al momento in Governo italiano non ha e mostra di non volere: nemmeno con l’Agenzia per la coesione concepita da Carlo Trigilia, ministro uscente dell’esecutivo Letta
  2. I Fondi europei sono un imbroglio, dal momento che contribuiscono ad allargare le asimmetrie sistematiche all’interno dell’Europa, in particolare tra Sud e Paesi dell’Est che ricevono una pioggia di miliardi dell’Ue ma conservano regimi fiscali più vantaggiosi (dumping fiscale), mantenendo per di più la propria moneta per cui:
    1. Non sono soggetti alle restrittive politiche di Bilancio imposte da Eurolandia ai Paesi già aderenti
    2. Nel caso, possono anche utilizzare la leva delle svalutazioni competitive, che all’Italia sono interdette da quando ha fatto ingresso nell’euro

Troppo difficile da capire?

Forse per Matteo Salvini (Prima la Lombardia) e Luca Zaia (Prima il Veneto). Ma un lucano?

Sommesso suggerimento per il Mattino, che sotto la guida di Alessandro Barbano è diventato un quotidiano da non perdere. Organizzi un forum o un seminario full immersion di una giornata per gli europarlamentari e i deputati italiani del Sud, in particolare quelli del PD, ai quali la lezione con Giannola e Isaia Sales potrebbe risultare molto utile. Sappiano cosi, loro che sono progressisti “a sinistra”, quello che il Mattino pubblica “con la mano destra”. Nello stesso giorno. Nello stesso numero. In prima pagina.