Sud: il caso Napoli

In tante, tantissime parti d’Italia, regioni e comuni si stanno adoperando per mettere degli argini al fenomeno del gioco d’azzardo e delle scommesse. Nell’eterna diatriba fra liberalizzazione e proibizionismo che ancora oggi continua, nel nostro paese sembra stia emergendo con sempre più forza una terza via, quella di una regolamentazione più stringente per cercare di limitare quanto più possibile il fenomeno del gioco d’azzardo patologico o ludopatia che dir si voglia.

Ultimo in ordine di tempo è l’ordinanza del comune di Napoli che introduce una nuova regolamentazione sperimentale fino al 31 dicembre 2019 degli orari di funzionamento delle slot ed altre macchine utilizzate per il gioco d’azzardo. Si prevedono varie fasce orarie di apertura e chiusura diversificate a seconda dell’apertura o meno degli istituti scolastici.

Sono inoltre presenti due tipi di orari differenti tra cui gli esercenti partenopei potranno scegliere ma non stanno neppure mancando le polemiche in merito.

Quella più generica riguardo a tutte queste ordinanze è la possibilità di giocare online tramite il proprio device (PC, tablet o smartphone che sia) in qualsiasi momento del giorno e della notte in uno dei tanti siti specializzati pronti ad offrire a getto continuo eccellenti incentivi e bonus per i nuovi giocatori come Unibet Action Betting.

Più specificatamente invece per l’ordinanza napoletana il primo dubbio riguarda la necessaria accettazione del nuovo orario da parte degli esercenti  che potrebbero invece continuare a mantenere le fasce di apertura/chiusura predisposti da un’altra ordinanza precedente del sindaco Luigi de Magistris firmata nel maggio del 2016.

Una volta scelta la nuova ordinanza, l’esercente dovrà soddisfare alcuni requisiti come eliminare ogni forma diretta ed indiretta di pubblicità sia all’interno che all’esterno dei locali oltre che rendere disponibile all’interno della propria attività commerciale il materiale informativo sulle offerte dei servizi socio- sanitari cittadini per tutti coloro che hanno problemi di gioco d’azzardo patologico. Obbligatori anche seminari formativi per prevenire fenomeni di ludopatia e finanziamenti a campagne di comunicazione contro il GAP.

Oltre a questioni puramente legali specifiche su cui non entriamo, il vero banco di prova sarà dunque vedere quanti saranno gli esercenti disposti a soddisfare i tanti requisiti richiesti per adottare uno dei due nuovi orari previsti. La fase di sperimentazione sarà lunga due anni e nell’ordinanza stessa è previsto che potranno essere apportate comunque modifiche anche nel corso di questa fase. Si è comunque arrivati a questa ordinanza dopo una lunga fase di studio da parte di un gruppo di lavoro costituito appositamente dall’ente locale per “aumentare la consapevolezza circa i rischi connessi al gioco e ad introdurre strumenti per proteggere i cittadini che versano in condizione di maggiore fragilità sociale”.

Ben vengano dunque ogni tipo di azioni volte a diminuire un problema decisamente drammatico per Napoli, per il sud e l’Italia tutta visto che negli ultimi tre anni in tutte le regioni del nostro paese, la spesa per il “gambling” è aumentata costantemente con l’unica eccezione del Piemonte. Ovviamente sarà poi da valutare quanto questo tipo di approccio al problema sarà stato performante quanto o si dovrà modificare per essere più proficuo all’obiettivo prefissato.

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