Nella giornata del “canguro” l’Aula del Senato boccia l’emendamento al disegno di legge sulle riforme presentato da Augusto Minzolini (FI) che ripristinava l’elezione diretto dei membri di entrambe le Camere e il bicameralismo perfetto. I “no” sono stati 171, i “sì” 114 e otto gli astenuti. Favorevoli all’emendamento M5S, Sel, Lega, i frondisti di Forza Italia e Gal, Corradino Mineo (Pd), Antonio Azzollini (Ncd) e Mario Mauro (Popolari). Contrari la maggioranza e Forza Italia. Parere contrario è stato dato anche dai relatori del ddl e dal governo. Sospiro di sollievo per l’esecutivo, quindi, che vede reggere il patto sulle riforme. La questione del Senato elettivo sostenuto dai “dissidenti” di Pd e FI aveva caratterizzato il dibattito politico sulle riforme nelle ultime settimane. Ma, osserva comunque Minzolini, “il dato politico è che Renzi e la maggioranza sulle riforme non hanno i due terzi” dal momento che “i voti di scarto sono stati nemmeno 60”. A questo punto, rilancia il senatore forzista, “chiederemo il referendum senza che venga modificato l’articolo 138 della Costituzione”. In precedenza l’Aula aveva bocciato anche un emendamento (prima proposto e poi ritirato da Azzollini, ma in seguito fatto proprio da Lega e Sel) che stabiliva l’abolizione del Senato.

Le votazioni si svolgono in modo spedito grazie alla regola del “canguro” che la Giunta per il Regolamento di Palazzo Madama ha oggi considerato legittima. Alcuni senatori avevano lamentato il ricorso al meccanismo che, dopo la bocciatura di un emendamento, fa decadere anche tutti quelli affini. Ieri con il “canguro” erano decadute 1400 proposte di modifica al ddl, per cui questa mattina la Giunta ha affrontato il nodo e con dieci voti a favore (maggioranza più Forza Italia) e quattro contrari (Sel, M5S e Lega) ha detto sì alla norma. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha assicurato che “questa facoltà sarà esercitata con il buon senso”, sottolineando comunque che la regola è valida “anche per l’esame dei disegni di legge costituzionale”. La capogruppo di Sel Loredana De Petris ha attaccato duramente le decisioni della Giunta: “A colpi di maggioranza hanno cambiato in maniera subdola anche il Regolamento. Hanno fatto un’innovazione, agganciandosi a una prassi mutuata dalla Camera”. Nella seduta del pomeriggio ha fatto così capolino il “canguro” o, come lo ha definito Grasso, “un cangurino”: dopo la bocciatura di un emendamento di Sel per la riduzione del numero dei parlamentari sono decadute altre 38 proposte di modifica identiche.