tasse, protesta no tares

Con la Tasi, per le imprese, si profila una stangata di almeno un miliardo di euro. Con l’aliquota base all’uno per mille, solo sui capannoni, è previsto un aumento di quasi 650 milioni di euro entrate fiscali. E’ quanto emerge da un’analisi compiuta dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre. La Tasi costerà alle imprese italiane almeno un miliardo di euro.

L’importo, che la Cgia ritiene addirittura sottostimato, è stato calcolato applicando l’aliquota base dell’1 per mille. Sempre l’Ufficio studi della Cgia ha elaborato anche una seconda ipotesi utilizzando l’aliquota del 2,07 per mille. La Cgia ricorda infatti che sulla base delle decisioni prese dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’aliquota massima Imu più Tasi sulle abitazioni diverse da quella principale e sugli immobili strumentali potrà arrivare all’11,4 per mille.

Se teniamo conto che l’aliquota Imu media applicata a livello nazionale nel 2012 (il dato 2013 non è ancora disponibile) sugli immobili destinati ad uso produttivo è stata del 9,33 per mille, si deduce che l’aliquota Tasi del 2,07 per mille costituisce, nel nostro secondo caso, la soglia massima applicabile agli immobili strumentali. Infatti, corrisponde alla differenza tra l’11,4 per mille e il 9,33 mille.

“In questa seconda simulazione – sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia – l’aumento potrebbe superare addirittura i due miliardi di euro. E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad un caso limite puramente teorico, tuttavia di una cosa siamo certi: il prelievo della Tasi su negozi, uffici e capannoni supererà  il miliardo di euro”. Proteste da Forza Italia – “Da Letta a Renzi – dice Daniele Capezzone – sulla casa, e’ sempre tassa continua. Spiace constatare che Renzi, anzichè ‘cambiare verso’, scelga il solito andazzo. La sensazione e’ che la discontinuita’ valga solo nei comizi e negli annunci pubblici, mentre nei fatti ci sia una assoluta continuita’: piu’ tasse a danno degli italiani”. Mentre Maurizio Gasparri su Twitter rincara: “Nei convegni o su Twitter annunciano meno tasse, poi al primo Consiglio dei ministri operativo il governo Renzi aumenta ancora la già  devastante tassazione sulla casa. Questo significa ciò che hanno fatto con la Tasi. Con Monti, Letta e Renzi la patrimoniale c’è già  e grava sulle case degli italiani. Una vergogna aggravata dalla decisione di Renzi e c. Sentinelle in sonno. La rivoluzione fiscale immaginaria avviene nei convegni e nei social network. La rapina fiscale vera invece continua a Palazzo Chigi. Avranno pane per i loro denti”.

Codacons, Comuni evitino stangata – Con la possibilità  per i comuni di innalzare l’aliquota massima della Tasi fino allo 0,8 per mille potrebbero esserci conseguenze pesanti per le tasche degli italiani e per le imprese. Lo afferma il Codacons che rivolge un appello ai Comuni italiani, perchè “evitino l’ennesima stangata per le tasche delle famiglie e per le imprese, considerato che una maggiore tassazione equivarrà  ad una ulteriore caduta dei consumi e ad un inasprimento delle difficoltà  per le aziende già  in crisi”.

In base alle prime proiezioni – afferma il Codacons – nei casi in cui Comuni decidano di applicare l’aliquota massima del 3,3 per mille, non solo la Tasi costerà più dell’Imu, ma addirittura finirà per pesare di più sulle famiglie a reddito medio-basso rispetto a quelle con redditi più elevati – spiega l’associazione.