Sprintendenze siciliane, l’assessore Samonà: il ddl sui beni culturali è “inammissibile”

In difesa delle soprintendenze siciliane: per l’assessore Samonà il ddl sui beni culturali è “inammissibile”

Di recente l’ambiente culturale siciliano si è sollevato in modo forte ed unanime contro un disegno di legge, il 689-2020, presentato con la firma dei deputati della commissione Cultura, ad eccezione dei cinquestelle, di Claudio Fava e  di Giuseppe Lupo. Il ddl, il cui primo  firmatario risulta Luca Sammartino, ha come oggetto l’immenso e straordinario patrimonio culturale isolano. Il testo contiene una serie di norme  su parchi archeologici, musei, pinacoteche e restauro e parla anche del regime autorizzativo in tema di paesaggio. Proprio quest’ultimo punto ha sollevato una pletora di proteste da parte di associazioni ambientaliste e culturali nonché numerosi professionisti. Difatti il regime delle autorizzazioni dei progetti in relazione al loro impatto sul paesaggio è sempre stato di competenza esclusiva delle Soprintendenze, organismi deputati alla tutela e salvaguardia del territorio e dei beni culturali, storici ed artistici, Il citato disegno di legge punta proprio allo svilimento delle Soprintendenze. Un nutrito drappello di docenti, storici dell’arte, scrittori, intellettuali e professionisti hanno firmato una dettagliata petizione per chiedere all’Ars di “ritirare immediatamente” il disegno di legge di riforma dei Beni culturali. Tra i primi firmatari Giuliano Volpe, dell’Università di Bari Aldo Moro e presidente emerito del Consiglio superiore ‘Beni culturali e paesaggistici’ MiBACT; Manlio Mele, Architetto – Urbanista, già deputato regionale Ars; Monica Amari, Università Cattolica del Sacro Cuore, docente di Progettazione Culturale e Anna Coliva, Direttrice Galleria Borghese Roma. Ne avevamo dato conto in https://www.ilsudonline.it/lappello-in-difesa-delle-soprintendenze-siciliane/?fbclid=IwAR2aq7t2uYcb-JjH63NUXr5sHTgwrV0z5RCuGAw3KFs0UmOgEqXLa3rXHhQ

L’assessore ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana Alberto Samonà, di fresca nomina ed in quota Lega, ha rilasciato una dichiarazione in merito al discusso ddl. Affermando che tale decreto legge di riforma dei beni culturali è “superato sotto molti aspetti” l’assessore Samonà chiarisce il suo pensiero con la seguente nota: “In merito ai contenuti del testo, il Governo regionale apprezza le buone intenzioni ma rileva che il disegno di legge – come riferito dal funzionario delegato alla riunione odierna – risulta superato sotto molteplici aspetti: sia perché non tiene conto della recente riorganizzazione dell’Assessorato dei Beni culturali e delle disposizioni in materia di norme sui parchi, sia perché non affronta e risolve i reali nodi che rallentano l’azione amministrativa, sia ancora perché lascia irrisolti i problemi che coinvolgono settori e segmenti dove si annidano ritardi e ristagni. Per non parlare del tema delle sovrintendenze, che tante perplessità suscita fra gli addetti ai lavori. Il Governo sta già lavorando a un proprio Ddl che sarà presentato già nelle prossime settimane e assicuriamo di tenere alta la guardia in merito ad eventuali derive che preoccupano tanti ma che impediremo, con interventi e strategie mirate”

Alberto Samonà

In seguito alla dichiarazione dell’assessore Samonà i primi firmatari dell’appello-petizione Allarme Beni culturali e Paesaggio in Sicilia: ritiro immediato del DDL 698/2020  Giuliano Volpe e Manlio Mele hanno condiviso un aggiornamento sulla petizione stessa:

“Vi ringraziamo per le tante sottoscrizioni e per le condivisioni….dobbiamo scongiurare il pericolo che questo DDL arrivi in aula, perché rischierebbe di essere approvato. Il nuovo assessore ha dichiarato l’intenzione di presentare un disegno di legge governativo di riforma dei beni culturali. Ci auguriamo che sia ben lontano dallo spirito di questo, tuttavia riformare il sistema della tutela e della valorizzazione non è un’operazione semplice…eventualmente, sarebbe doveroso un serio processo partecipativo che veda il coinvolgimento di esperti e professionalità di rilievo, all’altezza della complessità e delicatezza della materia.

Vi chiediamo ancora un po’ di impegno nella diffusione dell’appello…grazie! Milena Gentile”.

A questo punto riteniamo importante focalizzare l’attenzione sulla dichiarazione dell’assessore Samonà che, da noi sollecitato sulla questione ha ulteriormente ribadito di ritenere il ddl 689-2020 non solo, come dichiarato in precedenza, “superato sotto molti aspetti” ma addirittura “inammissibile”.

Riteniamo altresì condivisibile la proposta auspicata dai firmatari dell’appello-petizione Allarme Beni culturali e Paesaggio in Sicilia: ritiro immediato del DDL 698/2020 ovvero che il nuovo disegno di legge governativo di riforma dei beni culturali in Sicilia venga stilato in seguito ad un “serio processo partecipativo che veda il coinvolgimento di esperti e professionalità di rilievo, all’altezza della complessità e delicatezza della materia”.

Non ci stancheremo mai di ribadire quanto sia delicato l’argomento e quanti interessi, purtroppo anche speculativi, si intrecciano intorno al complesso mondo dei beni culturali e del patrimonio materiale ed immateriale di un popolo, quello siciliano, che ha la gloria ed il vanto di vivere immerso nella bellezza. E’ tristemente vero che tanti siciliani, forse troppi, si limitano ad essere “fruitori inconsapevoli” di cotanta bellezza. Gli altri – quelli che provano sconcerto davanti alle sale chiuse di un museo, che soffrono nel vedere le erbacce nelle agorà di Solunto o Morgantina, che tremano al pensiero che un’opera somma e fragilissima come il Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio possa essere ancora spostata dalla sua sede a Siracusa per titillare l’ego smisurato di chi ha organizzato l’ennesima mostra –  ecco tutti questi “altri” staremo ben attenti e vigileremo su questa nostra “grande bellezza”.

Anna Maria Alaimo

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