Scuola, un salto nel buio

In Piemonte ci sono 15.049 alunni con problemi di disabilità, ragazzi e ragazze con relative famiglie che soffrono più delle altre le troppe incertezze.

 

Mancano circa 50mila insegnanti di sostegno specializzati in tutto il Paese.

 

Il trasporto pubblico è indebolito da tagli e restrizioni che mettono a rischio la frequenza scolastica.

 

L’eventuale isolamento o quarantena avrà effetti devastanti su studenti e genitori e le linee guida sono lacunose, escludono le famiglie e non garantiscono progetti inclusivi.

 

Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, che aggiunge : “Rivolgo un appello accorato al ministro Azzolina: nessuno deve restare solo. Gli studenti disabili e le loro famiglie non sono invisibili e non meritano di essere cancellati come il governo ha fatto con il ministero ad hoc voluto dalla Lega. È necessario un impegno anche economico concreto, serio, efficace. C’erano problemi negli anni passati, dopo il virus e la chiusura i problemi saranno ancora più grandi: cosa ha fatto il ministro negli ultimi sei mesi, ha dormito?”.

 

Gli fa eco il consigliere capitolino della Lega, Davide Bordoni, che ha la stessa preoccupazione: scuola e ragazzi disabili, nel Lazio la didattica è a rischio.

 

Fa osservare che a Roma e nella sua immensa provincia, la Raggi è di fronte a problemi che non ha mai affrontato.

 

Non è ammissibile che il ritorno nelle aule sia caratterizzato da elevate criticità proprio per le famiglie che vivono situazioni di maggiori disagio. È  una questione di Salute, Diritto allo Studio ed Equità sociale.

 

Il caos banchi, il rischio cattedre vuote, i dubbi sui test al personale, sono solo la punta dell’iceberg se paragonati ad una situazione fuori controllo per quanto riguarda la possibilità di dare certezze ai ragazzi e alle ragazze che necessitano di un maggior aiuto per quanto riguarda il trasporto a scuola e l’organizzazione della didattica.

 

Il diritto all’istruzione di cui tanto parla il governo riparte ma non per tutti.

 

L’avvio della scuola è un salto nel buio ma secondo il ministro Azzolina è  ‘tutto sotto controllo’.

 

“Chiediamo alla sindaca Raggi un gesto di responsabilità e di rispetto. Basta prendere in giro le famiglie” conclude.

 

Dopo sei mesi la scuola sta ripartendo ‘in presenza’, con numerose incognite e tanti problemi ancora irrisolti.

 

L’emergenza sanitaria ha messo in evidenza tutti i limiti del nostro sistema scolastico, per prima cosa la sua ingiustizia.

 

La DAD (didattica a distanza) non è riuscita a garantire il diritto all’istruzione a 1,6 milioni di alunni e a 300mila disabili.

Nonostante i vari annunci solenni, i problemi sono sempre gli stessi: la mancanza di autonomia degli istituti, la difficoltà a far incontrare domanda e offerta di insegnanti (migliaia di cattedre sono ancora scoperte), il quasi monopolio della scuola statale e il cattivo uso delle risorse.

 

Ricordiamo in conclusione pur tuttavia, e questo è allucinante e paradossale, che per ogni alunno nella scuola pubblica si spendono 8.500 euro.

 

Nonostante ciò in diversi casi le strutture sono scadenti e addirittura gli studenti devono portare la carta igienica da casa.

 

Vito Piepoli

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