SCRIPTA MANENT / Le due Napoli di Martone, i vincitori e vinti fra Nord e Sud

scripta manentLe parole della settimana, la Wikiquote di Sud On Line. Un panorama di quello che si è letto sui giornali in settimana

LE DUE NAPOLI DI MARIO MARTONE
“… E’ come se a Napoli convivessero due città: una sottotraccia, capace di organizzarsi spazi di sopravvivenza e di forza grazie alla rete di solidarietà di quartiere e alla disponibilità della gente, e l’altra di superficie, fmario martoneaticosissima, della continua lotta di potere. Due piani: uno sopra e uno sotto. C’è la città disincantata, leopardiana, per la quel vale la pena restare. E la parte emersa, che costringe tanti a lasciarla…

Due piani che “camminano” paralleli, quasi distanti. La sfiducia della città che sta di sotto è tale da essersi data altre forme di organizzazione, a volte virtuose, altre terrificanti come la camorra…
Titta Fiore, il Mattino, 14 ottobre 2014

Giorgio Ruffolo – NORD e SUD, VINCITORI E VINTI
“… gli italiani in tutti i modi si comportarono, tranne che come “liberatori”. Delusero le speranze delle plebi contadine, per le quli la parola “libertà” non aveva altro significato che l’aspirazione alla terra e alla liberazione dalla fame. Introdussero nuove e più pesanti vessazioni fiscali, amministrative, militari. Assunsero fin dall’inizio modi di superiorità sprezzante. Non soltanto verso le plebi contadine. Anche verso quella classe di “galantuomini” subentrata in parte all’aristocrazia feudale e che, per parte sua, si comportò durante la repressione in modo più che ambiguo.
Un Paese troppo lungo, Einaudi, p. 148

LO SCONTRO IN ATTO GIU’ AL SUD – Marco Fortis e Alberto Quadro Curzio
“Insomma, un grande scontro tra tendenze progressive e regressive è oggi in corso nel Mezzogiorno. Da un lato, forze nuove che alimentano un’imprenditorialità di mercato in settori legati alle risorse locali del sud: l’agricoltura, l’agroindustria, la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, ma anche altri settori manifatturieri. Dall’altra, la strada dell’exit, il peso dell’emigrazione istruita che impoverisce la società meridionale e che si combina con le trasformazioni della criminalità…”
L’economia reale nel Mezzogiorno, p. 64

 A cura di Angela Scognamiglio

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