Il regista pugliese Giuseppe Sciarra ama la provocazione. Già con il cortometraggio “Venere è un ragazzo” ha dato prova del suo amore per il sacro e il profano proponendo delle foto omoerotiche a sfondo religioso e una scena di masturbazione con gli attori Tiziano Mariani e Davide Crispino tacciata di blasfemia da molti festival, anche se Sciarra nega l’intento blasfemo. Curioso che i due protagonisti della querelle, Mariani e Crispino, adesso affermino di aver abbracciato il primo lo yoga e la meditazione, il secondo la fede cattolica, tra opere di beneficenza e viaggi purificatori a Lourdes.

Sciarra adesso ha in uscita sulla piattaforma pugliese WeShort un altro corto che sta suscitando un certo clamore, sempre tra sacro e profano, sempre legato al crossdressing. Nel corto lgbtq “Santità” ci parla del percorso di fede di una coppia queer interpretati dallo stesso Sciarra e dall’attrice Marta Angelini (già musa della controversa opera teatrale “Giardino” di Enrico Maria Carraro Moda), i quali dopo aver vissuto un’estasi mistica in una chiesa accettano l’identità femminile del lui della coppia.

Link WeShort:WeShort – Streaming Short Films

“Santità” vanta delle partnership importanti: Gaiaitaliapuntocom Notizie testata giornalistica da sempre in prima linea con le sue attività culturali, Pressenza l’agenzia di stampa internazionale che si occupa di diritti umani ma anche DioScotto la campagna internazionale che chiede l’abolizione della blasfemia come reato e l’associazione culturale Falsi MAGRItte che ha organizzato lo scorso settembre al Pan di Napoli, il festival per l’arti censurate Ceci n’est pas un blasphème suscitando molto clamore mediatico e svariate polemiche, soprattutto per dei manifesti con delle bestemmie affissi a Napoli che hanno attirato l’attenzione della stampa nazionale e destato scandalo.

Il riconoscersi un travestito per mezzo di una visione trascendentale di immagini sacre come Gesù Cristo, la Madonna e i santi è una scelta forte che potrebbe far storcere il naso sia a quella parte della comunità lgbtq non credente ma anche a un comune fedele, Sciarra si difende, affermando di aver evitato lo scandalo ad ogni costo per parlare in maniera libera di un viaggio dell’anima nel corpo.

Santità si preannuncia un’opera molto particolare e indubbiamente raffinata. Dove l’arte (fotografica, pittorica e cinematografica) trovano un punto d’incontro nelle immagini cariche di poesia della fotografa, dove l’amore di una coppia ha una forza talmente dirompente da superare qualsiasi barriera. Il cortometraggio di Giuseppe Sciarra è stato presentato con successo in molti festival internazionali tra cui il LosAngeles Cinefest, il Cinalfama Lisbona, il Fimstrip International Film Festival e il Film Festival Move me production Belgio.

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