Scandalo a Mezzogiorno, su 26 prodotti che il governo tutela in Cina solo uno è del Sud

Scandalo a Mezzogiorno, su 26 prodotti che il governo tutela in Cina solo uno è del Sud

di Michele Eugenio Di Carlo

La Repubblica, titolo di ieri «Parmigiano, Brunello & Co.: tanta Italia nei 100 prodotti Ue che verranno tutelati in Cina»; sottotitolo: «Accordo tra Bruxelles e Pechino per la difesa delle indicazioni geografiche. I prodotti tricolori alfieri d’Europa: ben 26 sono quelli nell’elenco». La Repubblica, uno dei maggiori quotidiani italiani, elogia l’accordo con la Cina, nemmeno una parola sulla circostanza che il Sud sia stato letteralmente spazzato via.

Appena eletta la ministra Bellanova, attaccata pesantemente sul piano personale da quegli ambienti che ormai sono soliti usare gli insulti e le fake news come regola fissa della loro comunicazione propagandistica, chiedeva di sfidarla sulle cose da fare. Noi del nascente Movimento 24 agosto per l’equità territoriale offrivamo la nostra solidarietà e accoglievamo la sfida.

Una sfida che riguardava innanzitutto quegli accordi internazionali portati avanti dall’Unione Europea, e in qualche modo avallati dall’Italia, che pesavano come macigni sull’economia e sull’agricoltura del Sud.

Ricordavamo alla neo-ministra che nell’accordo di libero scambio e protezione di prodotti dell’UE con la Cina, su ben 26 prodotti DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta), solo la mozzarella di bufala campana era stata inserita per le regioni del Mezzogiorno.

Semplicemente uno scandalo!

E sul CETA, l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada, che notizie di stampa ci riferivano che la Ministra voleva ratificare, avvertivamo che anche quell’accordo metteva a dura prova i nostri prodotti tipici di qualità a filiera corta e a 0 km, favorendo, come al solito, la grande industria, la grande distribuzione e la speculazione finanziaria.

Il CETA, infatti era ed è un accordo contro il Sud! In quell’accordo vengono protetti solo 69 dei 367 prodotti alimentari italiani DOP e IGP, dei quali solo 5 del Sud, 3 siciliani, uno solo per Puglia e Campania, nessuno per Calabria e Basilicata.

Un altro scandalo e una vergogna nazionale.

Chiedevamo alla Ministra se davvero volesse confermare col nuovo Governo accordi commerciali contro il Sud, che non avevamo visto i precedenti ministri dell’agricoltura, Centinaio della Lega e Martina del PD, muovere un dito sulla necessaria e ovvia ripartizione territoriale dei prodotti da tutelare.

Come qualificare una politica agricola nazionale che pensa unicamente a tutelare gli interessi dell’imprenditoria e delle aziende agro-alimentari del nord con la complicità di una classe politica meridionale inetta e dedita ad una politica mendicante?

Ieri, la Repubblica , salutava trionfalmente «la sigla che Ue e Cina hanno messo in calce a un elenco di cento prodotti per parte, da ‘proteggere da imitazioni e usurpazioni’… che trasformano in pratica gli impegni assunti in occasione dell’ultimo vertice Ue-Cina dell’aprile 2019. C’è tanta Italia nell’elenco, se si considera che ben 26 indicazioni geografiche provengono dal Bel Paese: più di un quarto del totale, battuta la Francia che si ferma a quota 25… ».

Evviva l’Italia! Nessun accenno all’assenza dei prodotti del Sud.

Eccoli i 26, non 25, prodotti tutelati:

1    Aceto balsamico di Modena

2    Asiago

3    Asti

4    Barbaresco

5    Bardolino Superiore

6    Barolo

7    Brachetto d’Acqui

8    Bresaola della Valtellina

9    Brunello di Montalcino

10  Chianti

11  Conegliano- Valdobbiadene- Prosecco

12  Dolcetto d’Alba

13  Franciacorta

14  Gorgonzola

15  Grana Padano

16  Grappa

17  Montepulciano d’Abruzzo

18  Mozzarella di bufala campana

19  Parmigiano Reggiano

20  Pecorino Romano

21  Prosciutto di Parma

22  Prosciutto di San Daniele

23  Soave

24  Taleggio

25  Toscano/a

26  Vino nobile di Montepulciano.

Nessun accenno neanche dalla Confagricoltura e dalla Coldiretti sull’assenza dei nostri prodotti; solo lodi all’accordo siglato: il Sud non esiste!

L’accordo – spiega la Repubblica – dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2020 e dopo quattro anni allargarsi a 175 prodotti di cui, visto l’andazzo, possiamo già immaginare da quali territori saranno provenienti.

Quindi? Teniamoci il grano al glifosato canadese, i pomodori cinesi, lasciamo cadere a terra le nostre arance e i nostri ortaggi, svendiamo il nostro olio a 3 euro al Veneto che lo vende a 15 al Canada.

Ministro Bellanova, batta un colpo!

Perché quelli che batterà il Movimento 24 agosto con Pino Aprile non risparmieranno nessuno.

Share this post