Il Comune di Napoli incassa una doppia vittoria contro alcuni concessionari di gioco locali: con due recenti sentenze, il Consiglio di Stato ha infatti respinto gli appelli presentati da altrettanti concessionari di sale bingo, contro le sentenze emesse dal TAR della Campania lo scorso anno.

La disputa, sulla quale il CdS ha messo la parola “fine”, riguardava il “Regolamento Sale da gioco e giochi leciti” e l’ordinanza del sindaco di Napoli n. 387/2016 in materia di distanza delle sale dai luoghi sensibili e di limitazione degli orari di funzionamento delle stesse.

La decisione di Palazzo Spada, se da un lato rappresenta una conferma della legittimità delle regole introdotte dall’amministrazione partenopea in materia di prevenzione e contrasto alle ludopatie, dall’altra crea una situazione piuttosto incongrua in materia di accesso ai giochi. Le limitazioni in oggetto, infatti, si applicano a coloro che scelgono di giocare sul territorio ma non coinvolgono le opportunità di intrattenimento presenti su internet.

I cittadini che si affidano principalmente al gioco online possono accedere, in qualsiasi ora del giorno e soprattutto da qualsiasi luogo, ai migliori casino nel pieno rispetto della normativa vigente. Infatti, gli utenti maggiorenni che hanno aperto un conto gioco presso un casinò in possesso di regolare licenza AAMS, hanno diretto accesso a slot machine, blackjack, roulette e a tantissime altre opzioni di scommessa, senza dover sottostare ad alcun limite di orario imposto dalle leggi nazionali o dalle autorità locali.

Come evidenziano le decisioni del Consiglio di Stato, la situazione è notevolmente differente per quei cittadini che invece preferiscono recarsi in sale giochi o sale bingo presenti sul territorio. Nello specifico, le ordinanze del Comune stabiliscono che tali attività possano essere collocate solo ad una distanza minima di 500 metri dai luoghi considerati sensibili, come ad esempio scuole, chiese e sedi di associazioni giovanili, e vietano il funzionamento di questi esercizi oltre gli orari di apertura stabiliti: dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 18:00 alle 23:00.

Mentre i concessionari che hanno presentato gli appelli sostenevano le loro ragioni soprattutto affermando che le regole introdotte danneggiavano gli interessi economici delle loro imprese e danneggiavano le attività da loro offerte, il Consiglio di Stato ha argomentato le proprie decisioni evidenziando che la salvaguardia della saluta pubblica e la lotta contro il fenomeno delle ludopatie devono prevalere rispetto alla difesa dei diritti di iniziativa economica.

L’Assessore Panini si è detto particolarmente soddisfatto di questa vittoria che rappresenta, non solo una conferma del buon lavoro svolto dall’amministrazione comunale e dagli altri enti del territorio, ma anche il coronamento di una campagna di contrasto al gioco compulsivo e di protezione dei cittadini che è iniziata già nel 2016 e che non punta al proibizionismo quanto piuttosto ad un maggior controllo del fenomeno. Panini ha inoltre aggiunto che, perché il progetto iniziato dal comune di Napoli possa davvero dare i suoi frutti, sarà necessario che anche altre amministrazioni del territorio seguano l’esempio del capoluogo in modo da diffondere il più possibile queste pratiche.