Rinasce Forza Italia. Berlusconi: Libertà del Paese dipende solo da noi
Oltre un’ora e mezzo di discorso per sancire la rinascita di Forza Italia il giorno dopo la rottura con Angelino Alfano. Al Palazzo dei Congressi dell’Eur di Roma, Silvio Berlusconi chiude l’esperienza del Pdl ma invita i moderati a restare uniti per frenare la sinistra, le toghe politicizzate e contrastare l’Europa in mano ai tecnocrati. E’ unanime al termine dell’intervento del Cavaliere l’approvazione da parte del Consiglio nazionale del documento approvato lo scorso 25 ottobre dall’ufficio di presidenza del Pdl in cui si dichiara inaccettabile la richiesta di estromissione di Berlusconi dal Parlamento, si dichiara chiusa l’attività del Pdl con il passaggio a Forza Italia e affida allo stesso Berlusconi il mandato politico e giuridico conferendolgi la responsabilità della guida del movimento secondo lo statuto di Fi. “Sono felice di questa unanimita’ e credo sia un buon viatico per questa avventura di liberta’ che ci siamo tutti insieme impegnati a combattere con questo voto”, le parole del Cavaliere poco dopo che il proprio medico personale, Alberto Zangrillo, lo aveva sorretto sul palco porgendogli un bicchiere d’acqua mentre nella sala risuonavano le note dell’inno di Forza Italia. 

Un lungo e appassionato discorso aperto dall’interrogativo retorico rivolto alla platea: “Siete consapevoli che la libertà del nostro Paese dipende solo da noi”?. “Sono felice – dice poi Berlusconi – che siamo tornati a questo nome che abbiamo tutti nel cuore: Forza Italia. La dipartita nostra dal Pdl, che dovra’ rimanere probabilmente come nome da usare per la coalizione di tutti i moderati e di Forza Italia, trova la sua ragione nei grandi cambiamenti che ci sono stati negli ultimi anni”. Poi l’ex premier affronta il tema della separazione dei cosiddetti “governativi” e spiega che è avvenuta per “differenze non su programmi o su valori ma distanze tra singole persone. Si e’ creata un’atmosfera grigia, si e’ andati avanti con lanci di agenzia anche con offese”. “Il loro nome ‘Nuovo centro destra’ – osserva subito dopo -. non mi sembra efficace visto anche chi lo compone. Dal momento che c’è già ‘Fratelli d’Italia’, potevano scegliere ‘Cugini d’Italia’ e fare una grande famiglia”. Berlusconi confessa comunque che “visto che la missione dal 1994 a oggi era quella di unire, ho appreso con dolore la comunicazione e questa notte non ho dormito”. E forse anche per questo esorta la platea a non fare dichiarazioni contro il Nuovo centrodestra. “Questo gruppo – spiega – anche se adesso apparira’ come un sostegno alla sinistra dovra’ poi necessariamente far parte della coalizione dei moderati. Dobbiamo comportarci con loro come adesso facciamo con Lega e Fratelli d’Italia”. Quello che è certo, sottolinea, “è era impossibile sedere allo stesso tavolo in Consiglio dei ministri con chi vuole uccidere politicamente il leader di un partito”. 

Berlusconi affronta i temi dell’attualità politica legata all’esecutivo. “Dopo la decisione di 23 nostri senatori il 2 ottobre – dichiara – non eravamo e non siamo piu’ in grado di far cadere il governo. Anche perché c’erano 20 componenti del M5S pronti a sostenere il governo”. E a questo proposito ci tiene a sottolineare che “Grillo non è di sinistra, ma lo è l’80% dei suoi. Anzi vengono dall’estrema sinistra e dai centri sociali”. Ma “con l’attuale situazione politica, l’Italia non si potra’ governare in futuro se non con le larghe intese”. Poi un’osservazione sul Porcellum- “La legge elettorale attuale non è cattiva .afferma- . Ma la Corte Costituzionale a dicembre e’ possibile che indichi una correzione mettendo il target del 42% per far scattare il premio di maggioranza”. Critiche invece alla legge di stabilità in discussione al Senato perché “non credo possa portare qualche pur minimo risultato”. Il tema economico introduce l’attacco ai tecnocrati di Bruxelles, a Merkel e a Sakozy, “all’imbroglio dello spread”. Nel nostro governo, lamenta Berlusconi, “non ci sono ministri con il necessario coraggio e la necessaria statura per farsi ascoltare in Europa”. Mentre per quello che riguarda il governo precedente a quello attuale il suo giudizio è drastico: “Monti ha fatto una politica in ginocchio davanti alla Germania facendo approvare la tobin tax. Siamo stati gli unici ad approvarla”. 

E’ il turno, quindi, dell’altro cavallo di battaglia di Berlusconi: la giustizia. “Quella civile è inferiore a quella del Gabon. Di quella penale meglio non parlarne”, comincia Berlusconi che subito dopo si scaglia contro le toghe: “Non siamo mai riusciti a fare una riforma. Ritengo che l’Anm abbia insistito fin da quando era ministro Roberto Castelli perché questo non accadesse”. E ancora: “In Italia c’e’ una magistratura incontrollabile, incontrollata e irresponsabile che fruisce di una assoluta impunità. I giudici godono di privilegi medievali”. Il Cavaliere attacca poi Magistratura democratica che “ha trasformato quello che è un ordine dello Stato, in contropotere dello Stato mettendo sotto il potere esecutivo e quello legislativo”. “Con l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti – osserva poi -, le forze politiche dovranno ricorrere al finanziamento dei privati con il rischio di ritornare a tangentopoli”. Poi il duro affondo sulla sentenza Mediaset e la decadenza da senatore, con il Pd nel mirino. “Sono sicuro che la sentenza verrà ribaltata attraverso un ricorso alla Corte di Giustizia Europea. Ci saranno presto delle importanti novità”, afferma. Il Pd “ha voglia di portare l’8 dicembre alle primarie la mia testa su un piatto d’argento. In Senato c’e’ sempre stato il voto palese ma sul sottoscritto hanno deciso che bisogna fare il voto palese: questi personaggi che calpestano la legge io li chiamo fuorilegge”. Quindi, la chiusura dell’intervento con la lettura del messaggio della discesa in campo del 1994 e l’invito a “lavorare sul territorio e ritornare a quello che abbiamo fatto nei primi tre anni di Forza Italia: ritornare ai club che pero’ non si chiameranno Forza Italia ma Forza Silvio”.