Da una parte c’è Intesa Sanpaolo. Vale a dire il maggior gruppo bancario in Italia, forte di una significativa presenza internazionale. Caratterizzata da un forte impegno in ambito ESG, ossia ai criteri e alle logiche che goverano strategie aziendali focalizzate su un impatto positivo sull’ambiente e ispirate a criteri etici. Una banca che prevede, entro il 2025, 115 miliardi di euro di finanziamenti impact, destinati alla comunità e alla transizione verde, e contributi per 500 milioni a supporto delle persone in difficoltà, posizionando Intesa Sanpaolo ai vertici mondiali per impatto sociale. Dall’altra c’è il Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania, un network in costante crescita che lavora per mettere a sistema le eccellenze tecnologiche e produttive in ottica di filiera. Con l’obiettivo di favorire per le aziende che aderiscono al raggruppamento (si cui 145 sono piccole e medie imprese), l’accessibilità a nuove opportunità di business, promuovere processi collaborativi e scambio di esperienze e buone pratiche, attivare sinergie strutturali. Sono i presupposti su cui nasce un accordo che prevede investimenti in ricerca e innovazione, valorizzazione delle filiere produttive, corsi di formazione e opportunità di crescita in mercati esteri. La Banca garantirà la liquidità necessaria anche attraverso Nova+ Space&Security, la soluzione di finanziamento dedicata allo sviluppo di nuove tecnologie. Sullo sfondo c’è un comparto regionale chenel 2021 ha raggiunto un export superiore a 420 milioni di euro (60% del dato meridionale)

Patto sigillato dalla stretta di mano, nella storica sede napoletana della Banca in via Toledo, da Giuseppe Nargi, direttore eegionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo, e ilpresidente del DAC Luigi Carrino, alla guida di una realtà che attualmente conta circa 190 soggetti associati, tra cui 23 grandi imprese, 19 tra centri di ricerca e università (come il CNR, l’ENEA, l’INAF e le cinque università campane con corsi di ingegneria). 

In un recente rapporto di Srm – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo -, si legge che 100 euro di produzione aerospaziale siano in grado di attivare 32 euro aggiuntivi nell’area e 136 nelle altre regioni e negli altri settori, per un impatto complessivo di 268 euro. In Campania si stima che 100 euro di produzione aerospaziale possano generare 21 euro nella regione e 39 euro nel resto dell’Italia, per un impatto complessivo di 160 euro. “Il settore aerospaziale campano – afferma Giuseppe Nargi – garantisce da sempre un significativo valore aggiunto all’economia regionale e con questo accordo rafforziamo ulteriormente il nostro supporto per accelerare la crescita dell’intera filiera del comparto. Questa collaborazione con il DAC permetterà infatti di favorire i processi di sviluppo tecnologico e di internazionalizzazione delle imprese della Space Economy attraverso nuovi strumenti finanziari studiati per rispondere efficacemente alle loro esigenze”. Per Luigi Carrino “con questo accordo genera nuove opportunità per i suoi soci. La possibilità di accedere a linee di credito, finanziamenti agevolati, strumenti di sostegno finanziario moderni e innovativi per gli investimenti tecnologici strategici genera sviluppo e crescita economica per l’intera filiera manifatturiera regionale”.

di Raffaele Tovino