Lo strappo di Renzi, l’ipotesi che lavori a un addio prima delle europee o dopo, è l’incognita che pesa sulle primarie del Pd. Le voci si moltiplicano. L’incontro di domani a Bruxelles dell’ex premier (accompagnato da Sandro Gozi) non solo con il socialista Frans Timmermans ma anche con la liberaldemocratica Margrethe Vestager, viene considerato un altro tassello verso un progetto anti sovranista oltre e fuori dal Pd. Non basta la presa di distanza dell’ex segretario dalle voci e dai sospetti. Ancora ieri il leader uscito pesantemente sconfitto dalle politiche del 4 marzo scorso ha smentito incontri e trattative con i moderati di Forza Italia («Non farò un partito con Berlusconi, è una notizia falsa») e ironizzato sulla batosta dei socialisti spagnoli: «Brutta sconfitta in Andalusia, l’ennesima della sinistra europea. Sarà mica colpa anche lì del mio carattere?». Riso amaro. «A Di Maio è andata la solidarietà dei colleghi 5Stelle, a me invece la solidarietà è arrivata dalla nostra gente ma dalla stragrande maggioranza del gruppo dirigente mai, né pubblicamente né privatamente». Se non è un divorzio, è un grande gelo. Ci sta pensando davvero Matteo Renzi ad andarsene dal Pd?