Renzi: non sono nelle mani di Berlusconi

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”Non sono nelle mani di Berlusconi come ipotizza qualcuno. La maggioranza non ha problemi di numeri e non mi attende la via crucis che tocco’ a Romano Prodi. Mentre infuriava la Grande Guerra del Senato, il governo ha ottenuto piu’ volte la fiducia: nessun problema. Magari non e’ esaltante per composizione, ma credo che la nostra maggioranza sia la piu’ solida della Seconda Repubblica”. Lo afferma il premier Matteo Renzi in un colloquio con la Stampa. ”E’ evidente che aver coinvolto Berlusconi nel processo di riforma e’ stata una mia, personale scelta: contestata duramente, lo so bene, dentro e fuori il Pd. Se lui non ci fosse stato, e’ chiaro, avremmo fatto le riforme con altri: ma io credo che, per metodo, vadano fatte con le opposizioni, con i nemici, piuttosto che con gli amici”, dice Renzi. ”L’umore e’ a mille, e non solo per la riforma varata a Palazzo Madama ma per l’intera cornice dell’azione di governo”, prosegue il premier. ”Certo, se non avessimo fatto questa riforma subito, nei tempi annunciati, non l’avremmo fatta mai piu’. E’ la Madre di tutte le Battaglie: di questo sono sicuro”. La riforma del Senato ”piu’ che al coraggio dei tanto irrisi ‘ragazzini’ si deve alla saggezza e alla lungimiranza del Presidente della Repubblica: sostegno, consigli, una parola quotidiana per tutti, per cercare di convincere i perplessi che la via imboccata era quella giusta”. Renzi torna a smentire l’intenzione di tornare alle urne. ”Credo di esser l’ultimo ad aver paura del voto. Personalmente mi converrebbe, perche’ porterei tante persone a me vicine in Parlamento. Ma quella avviata – osserva – non e’ una battaglia che devono vincere i renziani: la deve vincere il Paese”. Nell’intervista Renzi apre un ”fronte polemico” contro le classi dirigenti, che ”per vent’anni hanno nascosto le loro responsabilita’ e le loro manchevolezze dietro quelle, ancor piu’ gravi, della politica. Ma ora la musica e’ cambiata. In Italia non c’e’ una classe dirigente che resiste al cambiamento, c’e’ semplicemente una classe dirigente che non esiste”.

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