di Massimo Calise

 

Il 22 agosto c.a. il nostro Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha presieduto un vertice con due partner europei: Merkel e Hollande. La sede prescelta per l’incontro, Ventotene, ha avuto un alto valore simbolico. Infatti se i contenuti ed i risultati di tale incontro possono definirsi importanti altrettanto lo è il segnale europeista che si è lanciato ai cittadini e agli altri membri dell’Unione.

Il 31 agosto c.a. il nostro Presidente del Consiglio ha presieduto un incontro intergovernativo Italia-Germania. Il vertice si è svolto a Maranello (MO) nella sede della Ferrari. La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha incontrato il premier Renzi. Insieme a quest’ultimo anche l’amministratore delegato di Fiat-Chrysler Sergio Marchionne e il presidente del gruppo John Elkann. Le cronache hanno fatto notare il consueto abbigliamento informale del padrone di casa Marchionne.

Ora la domanda è: perché scegliere la sede di un’azienda privata per un evento di politica estera? Quale messaggio si è voluto dare con questa scelta?

Possibile che non ci sia una sede istituzionale per accogliere una sola delegazione straniera?

Ancora, perché annunciare ufficialmente, in un vertice internazionale, la nomina di Vasco Errani a Commissario per la ricostruzione facendo uno sgarbo al Parlamento, ai colleghi di partito e agli italiani tutti che dovevano essere i destinatari primi di siffatto annuncio.

Ovviamente la considerazione negativa non riguarda né Errani né la Ferrari che, non più di proprietà italiana, rappresenta un’eccellenza che avrebbe meritato certo una visita da parte degli ospiti stranieri ma designarla sede di un vertice internazionale è altra cosa.

Occorre dire che Marchionne e Elkann non possono considerarsi rappresentativi dell’Italia seppur nella “semplice” veste di padroni di casa.

Marchionne ha la residenza fiscale in Svizzera e una particolare passione per l’Olanda. Infatti

è Amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles (FCA), azienda di diritto olandese (marchi FIAT, Alfa Romeo, Maserati, Lancia Abarth, Jeep, Chrysler, Dodge, … ) ed è Presidente della Ferrari N.V. società, anch’essa, di diritto olandese che controlla la Ferrari S.p.A.

John Elkann, Presidente e Amministratore delegato Exor Spa, non è da meno: “(ANSA) Torino, 25 Lug – Exor, la holding della famiglia Agnelli, trasferisce – come Fca, Cnh e Ferrari – la sede in Olanda.[…] Avrà sede in Olanda anche l’accomandita Giovanni Agnelli e C. Sapaz, la cassaforte della famiglia.”

Allora quale è il messaggio? Sono questi gli esempi che i cittadini e, soprattutto, gli imprenditori nostrani devono seguire? Trasferire le attività all’estero?

Forse il narcisismo, un’arroganza appena mascherata da un gigionesco giovanilismo sta prendendo la mano ad un Matteo Renzi in difficoltà.