Sul possibile rimpasto di governo, “la decisione aspetta ad Enrico Letta. Il mio obiettivo non è stare col fiato sul collo a quelli del governo. Per me il rimpasto non è all’ordine del giorno. Se il governo pensa che alcuni ministri non stiano andando bene, fa benissimo a cambiarli”. Così Matteo Renzi nel corso di “Matteo risponde”, la diretta Twitter con i suoi sostenitori. Poi aggiunge: “Quello che dobbiamo cambiare non è la composizione del governo. Piacerebbe al M5S che il Pd si mettesse in una grande lotta e baratto di poltrone, ma gli è andata male. Il ‘cambia verso’ è sulle cose concrete. Non può essere un rimpasto: spiacente, non ci caschiamo”. Tuttavia il segretario del Pd non risparmia critiche nei confronti del ministro dell’Agricoltura De Girolamo al centro di polemiche per presente pressioni per gli appalti nella Asl di Benevento. Se da un lato Renzi spiega che spetta al premier Letta decidere il destino dei ministri, dall’altro non trattiene il paragone con l’ex ministro delle Pari opportunità Idem che “si è dimessa dimostrando uno stile diverso”. Poi la posizione del partito: il Pd ha chiesto che De Girolamo “vada in aula e racconti come sono andate le cose e poi prenderà una posizione che credo sarà univoca”. Da parte sua il ministro si dice pronta a rispondere in Parlamento.  E da Renzi ce ne è anche per il vicepremier Alfano con un duro attacco al Nuovo centrodestra: “Non condividiamo la loro proposta sul Senato – afferma il leader Pd -. Hanno fatto un clamoroso passo indietro rispetto a quello che ci avevano detto. Per noi al Senato va tolta ogni tipo di funzione elettiva. Abbiamo proposto la riforma elettorale, la riforma del Senato e del Titolo V. Se Ncd dice no a una di queste proposte apre un problema”. Sul tema dei diritti, Renzi chiarisce che con chi parla di “Italia sala parto per stranieri” il Pd resterà al governo solo per “il tempo necessario a fare approvare anche a loro lo ius soli e la civil partnership alla tedesca”. Sul divorzio breve, ricorda, “c’è un provvedimento di legge già all’attenzione del Parlamento e credo si chiuda a breve” mentre una legge sull’omofobia “si farà partendo dal testo Scalfarotto già approvato alla Camera”. Sul jobs act Renzi annuncia che verrà cambiato il nome “perché se continueremo a chiamarlo all’inglese si arrabbiano tutti”. Il segretario Pd spiega inoltre che nel contratto di coalizione 2014 “ci sarà una legge per tracciare ogni singolo euro di spesa pubblica. Altrimenti sono tutte chiacchiere e si fanno figuracce come nel caso dell’Imu. Che è il caso più emblematico di come in questi undici mesi ci siamo impegnati per non fare le cose fatte bene”. Sulle pensioni d’oro, invece, “ci sarà una posizione unitaria del Pd nelle prossime ore”, mentre la legge Fini-Giovanardi va modificata “dividendo tra droghe leggere e pesanti”. Riguardo le riforme istituzionali un passaggio è dedicato al capo dello Stato: “Napolitano non si dimette e le aspetta – dichiara Renzi -. Dopo anni di chiacchiere finalmente ci siamo. Proponiamo agli altri partiti un patto che tenga insieme la legge elettorale, la revisione del Senato e la modifica del Titolo V. Così anche le preoccupazioni di Letta verrebbero meno perché ci mettiamo almeno un anno a farle. Il Pd si presenta con una legge elettorale solo in condizioni di portare a casa il risultato. Altrimenti è tempo perso”. Infine è secca la risposta di Renzi a chi gli chiede di commentare l’atteggiamento della Lega nei confronti del ministro Kyenge: “Inqualificabile”.