Spirava già nell’aria dalla serata di lunedì, ma da ieri è ufficiale: il governatore Michele Emiliano ha fatto il generoso passo indietro, rinunciando alla voglia di fare il capolista della liste dem alle regionali pugliesi. E sgomberando così il campo dalla più ingombrate presenza per il successore in pectore Antonio Decaro, che già aveva seguito le sue orme alla guida del Comune di Bari. Per Elly Schlein è il segnale che la coalizione progressista è «unita in tutte le regioni al voto». Questione risolta? Tutt’altro. Con un intervento che dalle parti del Nazareno non esitano a definir «sgraziato», il presidente in pectore ha chiesto lo stesso atto di «generosità» anche all’ex governatore Nichi Vendola, fuori dai giochi da dieci anni e chiamato a guidare le liste di Avs per evitare la soglia di sbarramento regionale al 4%. «Non c’entra niente la generosità, c’entra l’autonomia dei partiti», ha replicato a stretto giro dalla festa de l’Unità di Reggio Emilia il diretto interessato. Che dell’argomento un minimo s’intende, essendo transitato con orgoglio e non senza sofferenza dal Pci a Rifondazione e poi alle successive formazioni, come Sinistra Italiana e le liste di Avs. E la segretaria dem a suo modo lo supporta sostenendo che la questione riguarda «un altro partito» ed esortando perciò Decaro a deporre l’ascia.