Noi, cittadini italiani siamo tornati ad essere i protagonisti principali della vita politica del nostro Paese! Il prossimo 4 dicembre saremo richiamati alle urne per votare al referendum sulla più importante riforma costituzionale che la nostra Nazione abbia mai visto poiché si mette in discussione una trasformazione radicale mai vista dell’attuale assetto istituzionale. Il Senato, istituzione già presente nell’antica Roma, e che da ben 68 anni rappresenta un caposaldo del diritto costituzionale, rischia di cambiare aspetto poiché gli verrebbero conferite nuove funzioni, riduzione dei senatori riducendo così gli esosi costi della politica, come se le spese pazze dei nostri parlamentari fossero la causa principale della crisi economica che stiamo attraversando. Si deve dire che tale riforma se dovesse essere attuata, costituirebbe una vera “pacchia” per i giuristi italiani, per gli esperti che troveranno modo di riempire gli scaffali delle librerie, siti on line e via via con una smisurata serie di pubblicazioni scientifiche che rappresenteranno per loro una vera manna dal cielo. Le pagine dei giornali, i social e via dicendo sono pieni di spot a volte anche ironici ma il bello è a condurre questa vera crociata non sono solo gli esperti, bensi anche coloro ai quali di politica e diritto pubblico non gliene mai fregato nulla pronti a intraprendere una battaglia politica epocale senza pari e senza esclusione di colpi. Insomma gli emeriti docenti cattedratici di diritto pubblico e amministrativo sono finalmente usciti dalle loro stanze e alzati momentaneamente dalle confortevoli poltrone delle aule universitarie per vivere il loro momento di gloria, diventando superstar di talk show e social, pronti a parlare a tu per tu con l’elettore medio nella qualità di detentori della verità, ma quale essa sia, rimane un mistero.

Forse l’italiano medio non si è accorto che dietro alla presenza dei Chiarissimi Prof, già da tempo si era avviato un mercato politico per accaparrarsi questo o quel docente: una specie di compravendita di esperti per fare la rèclame per il si o per il no mettendo la propria faccia, fino a commercializzare la politica all’osso su una cosa che noi italiani ritenevamo sacra e innegoziabile, ossia la nostra Costituzione.

Ciò accade forse perché, la classe politica ha perso la credibilità e per poter convincere l’elettore medio, si ricorre a volti meno noti per avallare ideologie partitiche.

Sia chiaro che, i costituzionalisti sono figure preziose, gli unici che potrebbero chiarire l’attuale situazione politica e istituzionale in modo obiettivo; sicuramente gli unici che potrebbero aiutare l’elettore medio, troppo pigro per andare a leggere la Carta Costituzionale, profano di diritto pubblico, a crearsi una coscienza e a decidere cosa sia più giusto per il nostro Paese.

 

Di B. S. Aliberti Borromeo

Specialista in storia delle religioni e filosofia teoretica, insegna a Jena, Messina, Roma e Budapest.