Quel nome “Giuseppe “ diventato un segno di sfida contro la legalità

Un ulteriore segno di prepotenza e abuso e di squallida presunzione, quello lasciato oggi 6 febbraio sulla panchina dedicata a Giuseppe presso il luogo dove è stato ucciso quel maledetto 13 Gennaio 2018, è difficile continuare a rivivere quella scena, e tornare in quel luogo per tenere alto il nome e l’onore di mio fratello attraverso la lotta per la legalità, vederlo li disteso mentre moriva ha lasciato in me un dolore incolmabile, e continuare ad assistere a questi sfregi dopo aver dovuto sopportare di vedere la faccia dell’assassino per due anni nelle aule di tribunale è straziante, sono indignata perché oltre aver strappato i sogni a Giuseppe continuano ad intimorirci.
Nonostante si organizzino continue iniziative per la battaglia della legalità in questi mesi come quella del Procuratore Gratteri e i progetti presentati dall’Associazione Ad un Passo da te, bisogna fare un cambiamento culturale partendo dalle nuove generazioni.
Ma ancora oggi a distanza di due anni non possiamo accertarci di chi continua a dare fastidio per la mancanza delle telecamere, della sicurezza!
E non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, le istituzioni che dovrebbero dare sicurezza sembrano essere impegnate e non avere tempo per incontrare Libere donne e Ad un Passo da te che continuano con coraggio a denunciare.
Benedetta Parretta
Presidente Associazione Ad un Passo da te-Giuseppe Parretta

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